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Rags Tower & The Little Hell: l’Indie viene da Tor de Cenci e dall’Infernetto

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Quando si parla di Indie Rock si va a pensare immediatamente a gruppi come Libertines, The Strokes, Editors, Babyshambles, Mando Diao, Franz Ferdinand ecc…

Quel sound che si può circoscrivere nel vorticoso ed elettrostatico limbo chiamato indie è ormai tipico ed i Rags Tower & The Little Hell ne sono dei bravi esecutori. Facendo un veloce salto sul loro myspace si capisce subito il mondo in cui si muovono: si possono ritrovare influenze musicali dei Beatles, dei Velvet Underground e dei primi gruppi punk rock oltre che dei Kinks, degli Who, dei Blur e dei Cure. Ai quattro va riconosciuto il merito di aver trovato il nome della band forse più originale e simpatico di tutti i gruppi fin’ora presenti su questa rubrica. Infatti come ci spiega Lorenzo, il bassista, ”il nome della band ha un significato molto particolare. I fondatori, Luca e Antonio, avevano deciso di chiamare il gruppo con le trasposizioni in inglese dei loro quartieri di appartenenza, Tor de Cenci e l’Infernetto”.
Sono attivi dal 2007 ma è l’anno successivo che iniziano a fare sul serio incidendo il loro primo demo e incrementando l’attività live in locali come il Walla Walla Live e il Big Bang. Tra i loro pezzi migliori ci sono “Empty Days” e “Kaffee Burger” nei quali si può notare una notevole influenza brit. Fanno sicuramente buona musica e cantano in inglese.

 

Il problema è che di band di questo tipo oggi ce ne sono moltissime: come al solito, non è facile distinguersi e uscire fuori dal coro. I Rags Tower hanno questa possibilità perché nei loro brani c’è la melodia, c’è l’impostazione “indie” nello strutturare un pezzo e c’è una diversità di influenze musicali che sono riusciti a far confluire in modo unitario. Loro stessi affermano che come obiettivi futuri ci sono quello di registrare un secondo demo e di incrementare ancora di più l’attività live cercando di renderla di ottima qualità. Per un gruppo emergente sono gli unici punti su cui impegnarsi per poter crescere. Non ci resta che sperare bene per loro e augurargli di fare strada, senza dimenticare però che l’Indie potrebbe giocare un brutto scherzo ed essere solo un momento di passaggio (un’affermazione da prendere con le pinze, ma si pensi a quante band finiscono con l’essere catalogate indie pur facendo musica totalmente diversa) che potrebbe portare a evoluzioni molto interessanti. In quel caso tutti i musicisti amanti di questa forma di rock’n’roll dovranno veramente trovare qualcosa che li differenzi dal resto della “folla”: per cominciare, ad esempio, potrebbero trovarsi un nome brillante e ironico come i nostri quattro giovani di Roma sud.

Marco Casciani
Urloweb.com