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Surfadelics: surfare nel passato

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Divertenti, originali, simpatici: i Surfadelics sono da non perdere se si ha voglia di ballare e di “surfare” nel passato! Per chi volesse il 18 gennaio saranno ospiti di Greg al Fonclea di Via Crescenzio.

Allora ragazzi, quando si parla di Surf Rock la mente ci porta alle spiagge californiane, alla musica anni ’50 e ‘60, a Dick Dale, i Trashman, i Beach Boys, ma cos’è per voi la musica Surf?

Per noi la musica surf è energia, coinvolgimento e tanta passione. Dick Dale rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il genere, una fonte di ispirazione che ancora oggi influenza le giovani band come la nostra. The Surfadelics è un progetto che raccoglie l’eredità di questi grandi nomi ma allo stesso tempo è apertissimo a diverse influenze: garage, rock, psichedelia. Ognuno dei componenti della band ha un proprio background musicale ed uno stile compositivo personale, quando scriviamo un nuovo brano stiamo molto attenti a miscelare tutte queste componenti eterogenee.

Come mai avete scelto questo genere? Da quanto si legge nella vostra biografia è stato Marco Perriccioli l’iniziatore di questo progetto, un vero appassionato di surf rock. Tra l’altro suona una Fender Jaguar, un must dell’era surf!!

Verissimo! Marco ha deciso di formare una instrumental surf band ed è anche il cultore del genere. Come ogni cultore a volte è un pò “integralista” e non vorrebbe “sporcare” più di tanto il nostro sound con altre contaminazioni, ma fortunatamente riusciamo sempre ad “addolcire la pillola” con qualche espediente. Dopotutto è impensabile al giorno d’oggi suonare musica surf come negli anni ’60, senza tener conto di tutto quello che di buono c’è stato nel panorama musicale. Il nostro progetto è proprio questo: “spolverare”, rivisitare e rinnovare il genere surf! Il nostro repertorio poi è composto esclusivamente da brani strumentali: una scelta chiara che noi consideriamo come un bel segno marcato di originalità!

Impossibile non notare la cover di “Bella Ciao”… come mai avete deciso di reinterpretarla in chiave surf?

E’ stata anche quella una geniale idea del Guru (Marco Perriccioli), un riarrangiamento assolutamente riuscito per noi e che, difficile a credersi, non voleva avere nessun significato politico. Semplicemente ci piaceva la melodia.

Avete all’attivo qualche lavoro?

E’ in dirittura di arrivo il nostro primo album, “Sugoi, Kawaii, Atarashiii” che conterrà 13 tracce riverberatissime più qualche extra: assolutamente da non perdere. Ehy! Se pensi che il titolo sia strano devi leggere i nomi dei brani!

Ahahah, ok lo farò! Un’ultima domanda: vorrei un vostro parere sulla scena rock underground romana… gruppi rock’n’roll, surf, rockabilly, psychobilly emergenti e non… Cosa ne pensate?

Quant’è figa la scena rock ‘n roll romana! Oltre ai nomi storici come Capone Bros, Marco Da Silva, Rocket dogs, The Bone Machine, The Blues Willies, stanno nascendo un sacco di nuovi gruppi appassionati del genere. Vorrei citare i Vazzanikki, The Yakety-Yaks, The Rockin’ Bandits tutti gruppi veramente in gamba. Condividere il palco con loro è divertente e stimolante. La scena surf romana invece a quanto ne sappiamo noi…non c’è, siamo solo noi!

Marco Casciani