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Un viaggio nel miglior rock indipendente italiano, 1994-2014 – MEI

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un viaggio nel miglior rock indipendente italiano

Vent’anni sono un traguardo importante. Qualsiasi cosa si faccia.

Che siano i primi vent’anni di una vita, di un’impresa, il tempo trascorso da un importante evento storico o culturale, questa ricorrenza va celebrata sempre con grande importanza, forse anche per la sua fatidica vicinanza numerica ai diciotto anni, la legalizzata fine dell’infanzia per eccellenza, l’inizio dell’età adulta, da sempre – nell’immaginario collettivo – foriera di sogni infranti, rassegnazione, ricerca di una serenità da non sporcare con la felicità (ché non sta bene sudare per essa, anche se si è lavorato tanto per ottenerla; meglio lavare via il tutto e rincuorarci nella nostra serena apatia). “Un viaggio nel miglior rock indipendente italiano, 1994–2014” è la compilation che il MEI (il Meeting delle Etichette Indipendenti, la più importante manifestazione dedicata alla nuova scena musicale indipendente italiana) ha realizzato in occasione del suo ventesimo anno dalla nascita: il doppio disco ospita – tra gli altri – Offlaga Disco Pax, Massimo Volume, Zen Circus, 99 Posse, Bluvertigo, Bandabardò, Marlene Kuntz, Diaframma. E moltissimi altri gruppi, e tanti artisti solisti, che hanno calcato i palchi del MEI e di tutta Italia. Se dovessi limitarmi a una recensione della compilation, mi perderei tra liste di assenti illustri, elogi per diversi presenti e domande sull’inspiegabile perché della presenza di alcuni altri. Ma fortunatamente ho la possibilità di parlare della validità dell’operazione, e della sua importanza: c’è musica in queste lande, di qualità più o meno alta, ma sicuramente diversa dal fragoroso rumore che ci viene propinato ogni santo giorno in ogni santo modo. E se il concetto di indipendenza non è certo sinonimo di qualità o di sincerità artistica, lo spirito di curiosità che anima chiunque ami la musica, o più in generale l’arte, può solo trovare appagamento con questo disco. Altri vent’anni, per favore.

Flavio Talamonti