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Wildlife Photographer of the year

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Gli scatti più suggestivi della fotografia naturalistica in mostra a Roma al Museo Civico di Zoologia

LA MOSTRA – Cento immagini spettacolari che catturano quel momento magico e spesso indescrivibile che rende ai nostri occhi, la natura e i loro abitanti, un mondo straordinario quanto irraggiungibile. Immagini simbolo della fotografia naturalistica e vincitrici nelle 18 categorie secondo il giudizio di esperti e fotografi naturalisti, in mostra al Museo Civico di Zoologia dal 22 novembre al 6 gennaio 2015. Gli scatti dei partecipanti – 43mila concorrenti vincitori e non, provenienti da 96 paesi – che hanno aderito alla 49^ edizione del Wildlife Photographer of the Year, il concorso indetto dal Natural History Museum di Londra in collaborazione con il BBC Wildlife Magazine, dimostrano invece che anche l’occhio dell’uomo può interagire con i ritmi della natura e fissarli nell’obiettivo della macchina fotografica, per poi restituirli in tutta la loro naturale perfezione. Sono tanti i segreti rubati dagli scatti pazienti e – perché no – anche dall’umiltà dell’attesa dei fotografi. Solo per citarne qualcuno, gli spettrali alberi semisommersi nel lago di Kariba – testimoni di un ecosistema allagato – con l’attimo irripetibile di due elefanti che sguazzano nell’acqua. L’eruzione del vulcano Plosky Tolbachik, vista da un elicottero aspettando che il vento spazzasse via le nuvole. La sequoia chiamata “il Presidente”, 3200 anni di età 75 metri di altezza e 2 milioni di foglie, mostrata dall’unione di 126 fotogrammi. O una femmina di giaguaro che si abbevera al fiume, quando improvvisamente attacca il maschio che la insidia, tre infiniti fulminei secondi di energia e intensità. 

 

I PREMI – Il premio più ambito, il Wildlife Photographer of the Year, è stato assegnato al fotografo sudafricano Greg du Toit per il suo scatto “Essence of elephants”, un ritratto di elefanti africani realizzato nella Nothern Tuli Game Riserve nel Botswana. “Il mio scopo era di catturare la speciale energia degli elefanti“ ha spiegato l’autore. E il momento giusto è arrivato quando un piccolo di elefante è passato velocemente davanti al suo nascondiglio nella pozza d’acqua. La velocità ridotta dell’otturatore e il filtro polarizzatore hanno permesso al fotografo di valorizzare al massimo la misteriosa natura degli elefanti, cogliendola con la particolare luce, subito dopo l’alba. Lo Young Wildlife Photographer è stato vinto dal quattordicenne Udayan Rao Pawar, con la sua foto “Mother’s little headful”. L’immagine mostra dei coccodrilli gaviali sulla riva del fiume Chambal, nel Madhya Padesch, in India, l’ultima roccaforte dei coccodrilli del Gange, minacciati dalla caccia intensiva e dalla distruzione del loro habitat. Udayan aveva passato la notte in tenda vicino ad una colonia di gaviali del Gange che nidificavano sulla riva del fiume, sperando di fotografarli alla luce del primo mattino. Prima dell’alba i piccoli cominciarono a emettere dei deboli grugniti. “Fu allora che vidi emergere la madre dalle torbide profondità del fiume” racconta Udayan, “e tutti i piccoli le corsero incontro e le salirono sulla testa che emergeva dall’acqua.”

I FOTOGRAFI ITALIANI – Numerosi anche i premi assegnati ai fotografi italiani che hanno partecipato a questo prestigioso concorso: Stanislao Basileo è secondo classificato nella categoria “Urban Wildlife” con lo scatto “A spasso sulla diga”; Alessandro Bee ha ricevuto una menzione speciale nella categoria “Animals in their Environment”, con la foto “Into the fall”; Valter Bernardeschi ha ricevuto una menzione nella categoria “Behaviour: Mammals”, con la foto “Fishing”; ha ricevuto una menzione anche Valter Binotto nella categoria “Botanical Realms”, con lo scatto “Dente di cane”.