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Asili nido e Scuole materne del Municipio XII: continua l’emergenza

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Gli edifici scolastici sono pochi e non soddisfano la crescente richiesta dei genitori. Le scuole restano destinate ad altri usi e le carenze strutturali arrivano fino alla mancanza di cibo.
Il benessere e la civiltà di una metropoli si misurano soprattutto con i servizi che questa riesce a garantire ai suoi cittadini, con la loro efficienza, con la professionalità di chi di queste strutture si occupa in tutte le fasi, dalla progettazione alla gestione. Ebbene, se dovessimo utilizzare questo “indice di civiltà” per i Nidi d’Infanzia (quelli che una volta chiamavamo asili nido e che ospitano bambini dai 3 mesi ai 3 anni) e le Scuole dell’Infanzia (ex materne, che invece accolgono bambini 3-6 anni) del Municipio XII storceremmo il naso.
Nel mese di giugno c’era stata una prima denuncia da parte del nostro giornale riguardo alla condizione di molte scuole del territorio. Nel numero successivo sono arrivate le rassicurazioni dell’Assessore alle Politiche scolastiche del Municipio XII Gemma Gesualdi, ma da allora la situazione sembra non aver subito alcuno sviluppo positivo, anzi si profila una vera e propria emergenza. Se escludiamo i lavori di pulizia e rifacimento della facciata della scuola dell’infanzia statale di Via Luca Gaurico conclusi il 5 Novembre, nulla si è mosso. Il Vicepresidente del Consiglio del Municipio XII, Federico Siracusa, non usa mezzi termini, parlando di una situazione potenzialmente “esplosiva”, soprattutto per le scuole del Torrino e di Spinaceto. Infatti l’11 gennaio si aprono le iscrizioni alle scuole dell’infanzia e in queste due zone la condizione è particolarmente preoccupante. Un elenco forse monotono ma chiarificatore aiuterà a comprendere meglio quale sia lo stato delle strutture scolastiche per bambini. Per l’anno 2009/2010 la scuola dell’infanzia dell’Istituto comprensivo “Leonardo da Vinci” ha chiuso una sezione a Via Lione e nei prossimi due anni potrebbe liquidare le altre due sezioni per far posto a classi della Scuola Primaria (le elementari per intenderci). Sorte simile per “L’albero dei tulipani” di Via dell’Elettronica, dove una sezione della scuola dell’infanzia è già stata eliminata e se ne potrebbero perdere altre per favorire la distribuzione degli alunni della scuola secondaria. Il 4 agosto poi il Consiglio Municipale ha approvato all’unanimità una risoluzione (la n°43) che prevede la restituzione all’Amministrazione dell’edificio scolastico di viale Oceano Indiano, attualmente utilizzato da un Liceo artistico, e che potrebbe essere adibito a scuola dell’infanzia ma di cui, dall’estate, non giungono ancora notizie. E un dato ancora più preoccupante è rappresentato dalle 15 strutture scolastiche che negli anni sono state destinate ad altri usi: sedi di Caserme, Comandi dei Vigili Urbani, uffici comunali, associazioni. Spinaceto (dove ben 5 strutture sono state riconvertite ad altri usi)  rappresenta una prova tangibile del disinteresse delle istituzioni che, unito alle logiche di massimizzazione dei profitti degli imprenditori edilizi, fa ricadere le conseguenze sui cittadini e su una fascia di popolazione che non ha alcuna colpa: i bambini. Bambini come quelli della scuola dell’infanzia comunale “La magnolia stellata” di Via Renzini, che di fianco alla scuola hanno un deposito dell’Ama, un tempo asilo nido. In questo caso la protesta è partita dai genitori, che sono riusciti ad ottenere un muro divisorio tra il viale d’ingresso alla scuola e il deposito, che rappresenta un pericolo igienico e una fonte di inquinamento acustico in una strada dove si trovano anche una scuola elementare, una media e un liceo classico. Con la risoluzione n°57/2008 inoltre il Consiglio municipale si è impegnato a “recuperare all’uso originario di asilo nido” questa sede zonale dell’Ama e spostarla altrove. I genitori e i bambini restano in attesa.  Tra l’altro, a peggiorare le cose, allo stato attuale la zona di Spinacelo, Tor de Cenci, Tre Pini, Casal Brunori e Vitinia ha a disposizione solo un asilo nido comunale, quello di Via Orazio Console.
Il 10 dicembre l’Assessore Comunale alle Politiche Scolastiche Laura Marsilio ha rassicurato i cittadini sulla qualità dei servizi e il 16 dicembre Ghera, Assessore ai Lavori Pubblici ha annunciato lo stanziamento di 11 mln per la manutenzione degli edifici scolastici. Un piano in cui rientrano due scuole materne del Municipio XII: l’”Arancio goloso” e il “Fonte Meravigliosa”. Negli stessi giorni però sul quotidiano “Libero” (19 dicembre) compare un articolo dove si parla della mancanza di rifornimenti di cibo agli asili nido del XII Municipio. Secondo la normativa vigente in tutta la Comunità Europea la tabella dietetica delle strutture scolastiche per bambini viene redatta dal Servizio Sanitario seguendo precisi studi in campo biologico nutrizionale in relazione al fabbisogno giornaliero dei bambini; i pasti sono divisi in prima colazione, pranzo (primo, secondo, contorno e frutta) e merenda. Il “Riccio Capriccio” di Via Marotta si è limitato al primo piatto per una settimana, senza cucinare secondi e senza dare frutta ai bambini, e come merenda un solo biscotto. All’asilo “Oceano” di Viale Egeo per 4 settimane non sono arrivati omogeneizzati, carne, pesce e parmigiano e al nido “La Sorgente” a Fonte Laurentina sono mancati yogurt, carne, parmigiano e latte per una settimana: in questo caso i depositi di magazzino sono stati provvidenziali. La legge parla chiaro e proibisce di introdurre cibo dall’esterno, sia da parte dei bambini che dei cuochi, quindi se c’è modo per mangiare si mangia, altrimenti digiuno. Le mancate forniture sono state attribuite ai ritardi nei pagamenti dei fornitori da parte del Comune, che ha poi assicurato ai genitori il ripristino della normalità. Dunque ora i bambini tornano a mangiare, ma come già detto prima a gennaio si riaprono le iscrizioni e, stando alle stime attuali, il 60 % dei piccoli potrebbe non rientrare nelle graduatorie. Questo ha una ricaduta in termini economici sulle famiglie, specie per le coppie giovani, che devono convergere su strutture private. Staremo a vedere, nel frattempo però una riflessione sullo stato attuale di asili nido e scuole dell’infanzia ci pone di fronte ad un disinteresse preoccupante delle istituzioni e i maligni potrebbero pensare che questo derivi dalle esigue entrate che tali servizi portano alle istituzioni, in questo caso Comune e Stato. Di sicuro entrate minori rispetto all’edificazioni di quartieri enormi, come quelli sparsi su tutto il territorio del Municipio XII, quartieri che nascono senza le infrastrutture necessarie per la popolazione, gli stessi che concorrono a creare quella (in)civiltà di cui parlavamo poco più sopra.

Stefano Cangiano
Urloweb.com