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Casale Papillo: gli occupanti stanno lasciando la struttura

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pacha mama manifestazione

Ma rimarranno in presidio, mentre i cittadini chiedono immediata riqualificazione e bando

Tratto da Urlo n.116 giugno 2014

EUR-PAPILLO – Nelle scorse settimane si è tornato a parlare del casale del Papillo, il PachaMama, così rinominato dagli attivisti che da 11 mesi occupano la struttura. Dopo la memoria della Giunta Capitolina del 14 maggio, che imporrebbe la ristrutturazione dei casali a carico del Consorzio dei costruttori per consegnarlo poi al Patrimonio comunale, che emetterà un bando con finalità sociali, è arrivata anche la richiesta di sgombero. Così il 28 giugno gli occupanti hanno sfilato in corteo per manifestare contro la posizione di Roma Capitale: “Sono passati 11 mesi di duro lavoro – hanno spiegato – Abbiamo coltivato, creato laboratori e realizzato iniziative, immaginando un nuovo modello di sviluppo”. A questa manifestazione non è mancata la risposta del CdQ Papillo Acqua Acetosa Ostiense, indignati per i toni del corteo: “La manifestazione era contro tutti noi, che abbiamo peccato di lesa maestà non riconoscendo il valore culturale del PachaMama e siamo stati classificati ricchi, ottusi, ciechi, stupidi e poveri di spirito – seguita la nota del CdQ – Questi signori vogliono uno spazio per traslocare temporaneamente in attesa di riavere i casali ristrutturati: come pretendono di essere accolti in una comunità che hanno coperto di insulti e come sperano di avere in uso un bene di tutti?”. Intanto è arrivato per gli occupanti il momento di lasciare il casale e, al momento in cui scriviamo, stanno svuotando la struttura: “Abbiamo portato parte delle nostre attrezzature in un magazzino del Municipio – spiega Paolo Perrini del Comitato di Gestione del Casale – ma anche all’occupazione di Santa Croce dove alcune attività potranno continuare”. Presto si conosceranno anche le sistemazioni per 6 nuclei abitativi ancora ospitati nella struttura: “Stiamo portando l’orto al di fuori di quella che sarà l’area del cantiere – seguita Perrini – continueremo a coltivarlo, a presidio e controllo di quella che sarà la riqualificazione dei casali”. Tra i progetti degli occupanti la partecipazione al bando per le terre di Tor de’ Cenci, tanto contestato in queste settimane per via della previsione della bretella: “Parteciperemo al bando per continuare il nostro progetto – annunciano – nonostante le perplessità riguardo la vicinanza della futura autostrada”. Tornando allo sgombero, questo sembra essere troppo lento per i cittadini del CdQ: “Dal 14 maggio si sarebbe dovuto sgomberare – spiega il Presidente Ippoliti – Abbiamo comunicato alle autorità che gli occupanti continuano a curare gli orti, con l’acqua potabile per giunta, mentre la nostra posizione è quella di sempre: si liberino terre e casali”. E non plaudono all’iniziativa di Marino, giunta troppo tardivamente: “Dopo 11 mesi che lo chiediamo si sono finalmente decisi a fare qualcosa – seguita Ippoliti – Finita questa vicenda per noi è passato solo il primo round. Adesso pretendiamo che tutti i costruttori interessati, come Scarpellini e Bonifaci, si adoperino per la riqualificazione, per arrivare velocemente al bando e all’utilizzo pubblico”. La valutazione del centrodestra, con il Consigliere Fi al Municipio IX, Massimiliano De Juliis, parla di una vicenda gestita male dalla maggioranza “soprattutto a livello municipale. È un anno che aspettiamo lo sgombero e tuttora il quartiere aspetta”. De Juliis commenta anche la volontà degli occupanti di mantenere un presidio: “Trovo incredibile che ancora si scenda a trattative con chi è fuori dalla legalità e non capisco il presidio, chiunque vorrà potrà partecipare al bando. Oggi rimanere a presidio non ha senso, soprattutto se verrà rispettato l’emendamento da noi presentato e passato in Consiglio che chiedeva l’utilizzo dei casali solo a fini pubblici”. Una vicenda questa che non si concluderà con la fuoriuscita degli occupanti dei casali, che pure si dovrebbe concretizzare nei prossimi giorni. Continueremo a seguirla, in attesa della riqualificazione e del bando per l’utilizzo degli spazi.

Leonardo Mancini