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Ex Torri delle Finanze: presto saranno coperte con dei teloni

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torri eur 2014

La polvere finisce sotto al tappeto e lo scempio delle Torri sarà nascosto dalle inserzioni pubblicitarie

L’Eur 2.0 è ancora un sogno nel cassetto, ad essere generosi. Nella peggiore delle ipotesi è invece un cantiere infinito. Un incubo del quale nessuno vuole assumersi la responsabilità. Ma c’è di mezzo la politica e tanto basta a rendere confuso il quadro. Si era partiti da una visione. Un “modello Roma” tanto vagheggiato dall’allora sindaco Veltroni, da renderlo un feticcio. Ed infine un fallimento, come ha recentemente ammesso il suo Assessore all’Urbanistica Morassut, oggi parlamentare, riferendosi alle ex Torri delle Finanze. “Un fallimento”, punto. D’altra parte, non abbiamo neppure dimenticato il sogno passatista ed un po’ sgangherato d’un primo cittadino (Alemanno, ndr) improvvisatosi archistar. “Serve più travertino” si disse nel lontano 2008. Le Torri di Renzo Piano ne avevano poco. Oggi, invece, quel travertino non c’è per niente. Mancano anche materiali più poveri, se è per questo. Ed anzi, quel quadrante del Pentagono sembra sia stato bombardato. Non per niente, con sconsolata ironia, gli abitanti la definiscono “la nostra Beirut”.

“Le torri per la loro posizione si trovano all’ingresso dell’Eur. Un cittadino o un turista che arriva dal centro, trova prima l’obelisco di piazzale Marconi. Poi il cantiere infinito della Nuvola. Infine questo luogo bombardato – ricorda il collega Matteo Marini, residente dell’Eur – Poi continua e trova il cantiere dell’acquario di Roma che doveva essere già inaugurato l’anno scorso. In compenso abbiamo un’ansa del laghetto completamente dragata per farci un acquario con pesci finti – incalza impietoso il giovane residente – E pensare che l’Eur doveva rappresentare il secondo polo turistico di Roma. Invece ora questi cantieri sono particolarmente esposti e risultano visibili da ogni angolazione”.

Ma ancora per poco perché presto saranno coperti con dei teloni. Questa è stata la volontà espressa dalla maggioranza del Consiglio Municipale, ad eccezione del Movimento 5 Stelle e del Consigliere De Juliis che si sono astenuti. “Come residente mi sento preso in giro – prosegue Marini, blogger di Wild Italy – mi mostri il disegno di come sono le torri quando so perfettamente che dietro i teloni c’è un altro scenario. Mi sento offeso. È la dimostrazione che le istituzioni e la politica locale credono che noi cittadini siamo facilmente ingannabili”. Un punto di vista come un altro. Però è anche un punto di vista documentato. Nel corso dell’ultima campagna elettorale, Marini aveva ricordato come si era arrivati all’attuale Beirut. “Nel 2006 con Veltroni al governo della città, si decise di demolire queste torri, per costruire la casa di vetro di Renzo Piano, che prevedeva 300 appartamenti di lusso ed uffici. La proprietà dell’ex Torri delle Finanze, era passata dallo Stato alla Fintecna, controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti, il cui presidente è Bassanini. Passati tre anni, la Fintecna la cedeva all’Alfiere Spa, società pubblico-privata costituita al 50% da Fintecna e da una miriade di altre società. Come la Lamaro dei fratelli Toti. Ma ci sono anche Finit Amato Astrim ed anche gli Armellini. Arrivati a questo punto – prosegue Marini – non c’erano più le finanze per demolire e ricostruire tutta la baracca e quindi l’idea, stante anche l’apertura del cantiere della Nuvola, veniva abbandonata. Non si parlava più di demolizione ma di ristrutturazione: l’Alfiere Spa aveva rimosso i pannelli di facciata delle torri puntellando gli scheletri e dicendo che andava fatta la demolizione perché le torri pare fossero piene di amianto. Nel 2010 – prosegue la ricostruzione del giovane collega – si tornava quindi a parlare di ristrutturazione. Ho fatto delle ricerche alla Camera di Commercio ed ho verificato che essa non è mai partita. Tra le altre realtà che ho riscontrato nelle visure camerali, sono risultate anche le cariche societarie. Il Presidente del Cda – le visure risalgono a luglio 2013 – e Consigliere in carica fino al 31 dicembre era Alfio Marchini”. C’è un po’ di tutto quindi, in queste Torri delle Finanze. Sindaci, ex sindaci ed anche semplici aspiranti al ruolo di primo cittadino. Ma c’è anche la politica locale. E presto ci saranno delle telonature. Già perché in Consiglio municipale, come dicevamo in apertura, è stata votata una risoluzione ampiamente condivisa.

Unanimemente condivisa in Commissione Urbanistica ed approvata dalla Giunta. La risoluzione parte da alcune considerazioni, circa “la presenza di macerie ai piani; il possibile facile accesso per mancanza di vigilanza; la possibile presenza di polveri inquinanti; il decoro urbano estremamente compromesso”. Considerazioni condivisibili. La risoluzione che deriva da siffatte premesse impegna il Presidente Santoro ad obbligare l’Alfiere SPA – ovvero la società per azioni in cui sono presenti i gruppi proprietari degli immobili – a “rimuovere le macerie ai piani secondo le normative sulle polveri inquinanti; a rafforzare l’inaccessibilità dell’area; a ripristinare il decoro attraverso apposite telonature che riproducano l’aspetto delle facciate rimosse – e fin qui sono stati tutti d’accordo – anche attraverso accordi pubblicitari”. Quest’ultima parte, al M5S ed a Forza Italia non è piaciuta. “Abbiamo tenuto una Commissione Urbanistica ad hoc – ci spiega il Capogruppo Pd Giuseppe Contenta – nella quale è venuto il responsabile di Alfiere Spa che si è confrontano anche con il nostro ingegnere Pelonero, dell’Ufficio Tecnico. Ci sono dei problemi con i costruttori ed è difficile capire quando si sbloccheranno. Nel frattempo abbiamo deciso, per evitare che “Beirut” rimanesse così, di preparare una risoluzione nella quale abbiamo scritto di sistemare anche dei teloni dove poter mettere affissioni pubblicitarie”. Una scelta, si diceva, che non è piaciuta a tutti. “Io ho votato insieme ai Cinque Stelle – premette De Juliis, Vicepresidente del Consiglio municipale – Nella consiliatura precedente avevamo approvato una mozione (n. 34/12) che chiedeva di mettere in sicurezza il cantiere. Non è stato fatto. Ed ora cosa facciamo, diamo la possibilità a chi non ha provveduto, dunque alla proprietà, di fare dei soldi con della pubblicità? Cioè gli facciamo realizzare dei teloni con sopra disegnato com’era la struttura e li facciamo anche guadagnare con delle inserzioni pubblicitarie? Io non sono d’accordo. Avevo preparato un emendamento al riguardo, ma non è passato. Così mi sembra troppo. Io non posso farmi strumento di una società privata”. Getta acqua sul fuoco il Capogruppo Pd Giuseppe Contenta: “Le inserzioni non saranno delle pubblicità commerciali. Al contrario, saranno di natura socioculturale e vigileremo su questo” promette Contenta. “Saremmo stati d’accordo per far ripristinare il decoro delle Torri coprendole mediante apposite telonature – ci spiega invece il Capogruppo M5S, Giuseppe Mannarà – ma volevamo evitare eventuali ulteriori vantaggi economici derivanti da accordi pubblicitari, ai soliti “palazzinari” che invece l’atto della Commissione autorizza apertamente. Insomma i consiglieri preferiscono nascondere il vergognoso progetto ormai naufragato di trasformare le torri in residenze di lusso, riproponendo sulle telonature l’architettura delle pregiate facciate distrutte per una incosciente operazione speculativa – osserva il Portavoce del M5S in Municipio – Al macabro cinismo della politica abbiamo risposto consigliando provocatoriamente l’apposizione dei volti dei Sindaci e dei Presidenti del IX Municipio susseguitisi e che sono responsabili di tale scempio”. La preoccupazione, per il Movimento Cinque Stelle, è anche un’altra. “C’è una deliberazione comunale, la n. 40/2010, che prevede che le Torri siano demolite. Ecco – conclude Mannarà – noi vorremmo veramente che fosse scongiurata”. Ma forse non ce ne sarà bisogno. Anche perché, se si continua a lasciarle così, ci penseranno gli agenti atmosferici. A costo zero. O quasi.

Fabio Grilli