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Il Centro Polifunzionale Elsa Morante, tra ritardi e speranze

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A fine marzo dovrebbe diventare operativo un luogo simbolo del risveglio culturale del Municipio XII Ci sono quartieri, a Roma come nel Municipio, divenuti col tempo paradigmi del degrado urbano. L’assenza dei servizi, la fatiscenza degli edifici abitativi, l’abbandono cui versano le infrastrutture di comunicazione, sono spesso uno specchio realistico dello stato di salute di quelle aree.
Però non sempre il riflesso restituito testimonia gli sforzi che si compiono nel tentativo di emersione. In alcuni casi, a fronte di impegni presi con una cittadinanza stanca ma non sconfitta,  si
realizzano delle opere dal forte valore simbolico, oltre che di un’innegabile valenza pratica. Il disappunto nasce, nella cittadinanza stessa, quando la promessa, divenuta innegabile realtà, stenta a concretizzarsi definitivamente nella consegna dei lavori. Lasciando intravedere, nel celato mistero, ombre che forse non è impossibile dissipare.
È il caso molto esemplare del Centro Polifunzionale di Piazza Elsa Morante, al Laurentino.
“In quest’area abbiamo scongiurato la costruzione di due palazzi enormi. Dovevano diventare due alberghi ma non avremmo saputo cosa farne” ricorda Tina Costa, storica segretaria del Circolo di Rifondazione Comunista del Laurentino, che prosegue: “Ci abbiamo lavorato dieci anni, salvaguardando quest’area e proponendo il centro culturale polivalente. Finalmente è stato realizzato ma non si capisce perché deve restare chiuso, in un quartiere dove non c’è niente. Sarebbe un delitto non metterlo a disposizione della collettività”.
Il Centro Polifunzionale è costruito. Ed è stato inaugurato il 20 settembre 2010. Si tratta di un insieme di strutture ricreative, composte da un teatro, un’arena, un’emeroteca e una sala multimediale, in grado di far emergere l’intero quartiere da uno stato apparentemente catatonico e rilanciarlo sul piano della proposta culturale, rendendolo un fattore dinamico, propulsivo per tutto il Municipio.
Ma per ora rimane serrato, celato nel perimetro di inferriate che ne delimitano l’area.
“Ci stiamo battendo con le unghie e con i denti, perché temiamo che possa diventare una cattedrale nel deserto, di quelle che si vedono a Striscia la Notizia, in stato di degrado ancor prima di essere utilizzate” ci spiega Maurizio Filipponi, il rappresentante di uno dei tre comitati di zona che si sono federati in un Consiglio di Quartiere, che incontriamo in occasione di un sit-in di protesta organizzato dal Pd del XII Municipio davanti ai cancelli del Centro. “A cinque mesi dall’inaugurazione i locali sono ancora chiusi. E, di conseguenza, non essendo stati consegnati alla collettività, sia le associazioni culturali che le altre realtà diffuse sul territorio non possono farci nulla. Non possiamo svolgerci neppure le riunioni del Consiglio di Quartiere, che ad oggi continuiamo a svolgere presso i locali della parrocchia di S. Mauro” conclude Filipponi, per niente soddisfatto dalla gestione dei tempi di consegna del Centro di Piazza Morante.

Prova a chiarire gli scopi di questi spazi il Consigliere Vincenzo Del Poggetto (Pd): “Si è tenuta un’assemblea della Consulta della Cultura, cui aderiscono oltre 50 associazioni che lavorano in tutto il nostro territorio per la diffusione della musica, del teatro e delle tante iniziative che si svolgono nelle scuole. All’ordine del giorno c’era  la futura gestione di questo Centro Polivalente – ricorda Del Poggetto e prosegue – Si è discusso della possibilità per le associazioni culturali, che negli anni hanno supplito all’assenza delle Istituzioni sul territorio, di avere una loro casa nel Centro”.
I tempi di consegna invece ce li fornisce direttamente il Presidente del Municipio Pasquale Calzetta, che annuncia: “Per fine marzo avremo una serie di iniziative che cominceranno a rendere questa sede protagonista all’interno del quartiere Laurentino”. E sui ritardi tiene a precisare come “da settembre ad oggi il Dipartimento ha utilizzato il tempo per concludere i collaudi, in più c’è stato anche un ritardo dovuto a questioni organizzative del Dipartimento stesso. Ne ho parlato direttamente con il Sindaco e abbiamo convenuto che entro fine marzo la struttura sarà disponibile e aperta al pubblico, con una serie di servizi come Incontragiovani, ma anche molte manifestazioni culturali concordate sia con Zetema che con gli assessori De Palo, Gasperini e Ghera”. Dunque, stabiliti i tempi di consegna non resta che definire alcuni aspetti importanti, su cui il Presidente Calzetta precisa: “ L’interesse del Municipio è di mettere a disposizione del territorio più spazio possibile. Con una gestione condivisa con Zetema arriveranno rappresentazioni importanti, manifestazioni a livello romano, ma soprattutto il Municipio avrà il suo spazio per iniziative culturali, come quella che da 11 anni si svolge all’Auditorium Santa Chiara e che, finalmente, sarà possibile realizzare in uno spazio pubblico. E naturalmente terremo conto anche delle proposte che verranno dai Comitati di Quartiere del Laurentino ai quali però – conclude Calzetta – diciamo nettamente che questo Centro Polivalente, che nasce per offrire spazi dedicati alla cultura, agli incontri ed alle iniziative del Municipio, non potrà mai essere la loro sede”.
Le intenzioni dell’Amministrazione dunque sono chiare, come anche i tempi di consegna. Ed è altrettanto evidente la volontà del quartiere, rappresentata dagli occhi e dalle parole dei coraggiosi che protestavano davanti ai cancelli sbarrati, nel freddo di un tardo pomeriggio di febbraio. Ecco che, forse, il Laurentino troverà il suo risveglio. Prima della primavera, speriamo.

Fabio Grilli

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