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Il Controllo del Vicinato continua a crescere, a partire dal Municipio IX

La maggiore concentrazione in periferia: molti i quartieri di Roma Sud

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Tratto da Urlo n.164 Gennaio 2019

MUNICIPIO IX – È ormai qualche anno che nella Capitale si è affacciato il fenomeno del Controllo del Vicinato. Il progetto portato avanti dall’omonima associazione punta a migliorare la sicurezza dei quartieri attraverso la formazione e la preparazione dei residenti, che divengono così attenti osservatori capaci di effettuare segnalazioni qualificate alle forze dell’ordine. Il Controllo del Vicinato, all’estero conosciuto come Neighbourhood Watch, nasce tra gli anni Sessanta e Settanta negli Stati Uniti e da anni è stato adottato come metodo di prevenzione di “atti predatori”, come furti ed episodi di microcriminalità. Un progetto che oggi è stato abbracciato da circa 10 milioni di persone e che è arrivato anche in Italia, in oltre 350 comuni, coinvolgendo più di 50mila famiglie. Nella Capitale la maggiore concentrazione di gruppi è legata alla fascia sud e ai quartieri più periferici.

COME FUNZIONA – Le persone che aderiscono a questo metodo di prevenzione sono consapevoli, formate e soprattutto attive, oltre che ovviamente attente a non creare inutili allarmismi. Proprio a questo serve la formazione effettuata attraverso l’Associazione Controllo del Vicinato, che opera con una serie di incontri. Un sistema che sicuramente non sostituisce le Forze dell’Ordine, ma incrementa l’ottimizzazione degli interventi e, soprattutto, crea una rete di solidarietà, aiuto e coesione tra le persone. Il sistema è semplice e nel caso romano si sta avvalendo di una chat di Whatsapp dedicata alla condivisione di informazioni su quanto sta avvenendo nel quartiere, per mettere assieme tutti gli elementi utili a segnalare un comportamento anomalo o un crimine agli organi di Polizia. A questo si arriva dopo un percorso di formazione, si costituisce quindi un coordinamento di zona, che consegnerà ai cittadini un vademecum con tutti i consigli sulla sicurezza.

L’ESPERIENZA DEL MUNICIPIO IX – Su questo territorio l’esperienza del Controllo del Vicinato è attiva ormai da diversi anni. I primi incontri infatti sono stati effettuati nel 2014, mentre i gruppi romani sono nati proprio nei quartieri lungo la via Laurentina e l’Ardeatina. “Naturalmente il territorio coperto si allarga ogni volta che entrano a far parte di questo sistema altri residenti – spiega il referente romano dell’associazione, Massimiliano De Juliis – Ad oggi sono veramente tanti i quartieri coperti”. Tra questi non mancano gli insediamenti più periferici lungo l’Ardeatina e la Laurentina, da Falcognana al Divino Amore, da Fonte Laurentina a Trigoria Alta, passando per Colle dei Pini, Selvotta e Monte Migliore. “Ultimamente poi – seguita De Juliis – ci siamo allargati anche ad Acilia, Casal Brunori, Dragona, Dragoncello e Infernetto”. Senza dimenticare i gruppi di Ciampino, Morena, Tor San Lorenzo, Torvaianica e Genzano, dove l’adesione al progetto è arrivata in concerto con il Comune. “Questo sistema si sta diffondendo, anche grazie ai tanti volontari che mettono a disposizione il loro tempo per la formazione – aggiungono dall’Associazione – basti pensare che in tutta Italia i gruppi al momento censiti sono ben 1.860”.

I PROSSIMI PASSI – Nei giorni scorsi i vertici dell’Associazione hanno incontrato sia il Vicecapo di Gabinetto e Delegato alla Sicurezza della Sindaca Raggi, Marco Cardilli, che il Vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli. “Con il Delegato della Sindaca – spiegano dall’Associazione – ci siamo resi disponibili ad aumentare l’impegno per la diffusione del progetto su Roma con modalità indicate e concordate con l’amministrazione”. Di tenore differente l’incontro con Fabio Rampelli, durante il quale si è parlato di “sicurezza partecipata”, così come prevista dal decreto Minniti e dai testi seguenti. Secondo i rappresentanti dell’associazione l’attuazione della partecipazione “va seguita con attenzione vista la delicatezza dell’argomento, per evitare che l’applicazione e la diffusione possa avvenire da soggetti che non hanno adeguati requisiti e professionalità nel farlo”. Va infatti ricordato che il Controllo del Vicinato non prevede né ronde né guerrieri della notte, “ma persone attive e responsabili che riducono le vulnerabilità delle proprie abitazioni, che sono in contatto tra loro e che collaborano con le Forze dell’Ordine attraverso un’attenta osservazione di ciò che accade intorno a loro, facendo segnalazioni qualificate”. Nel futuro di questo progetto infatti, oltre all’allargamento dei gruppi e con essi dei quadranti coperti, c’è l’attenta vigilanza sull’iter che avrà la sicurezza partecipata a livello nazionale: “Non si può rischiare che un progetto che funziona venga snaturato o fatto fallire soltanto – spiegano – per l’assenza di professionalità capaci di portarlo avanti”.

Andrea Calandra