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Laghetto dell’Eur, tra degrado e riapertura di vecchi spazi

Inaugurato il Giardino delle Cascate, sullo sfondo di un parco abbandonato

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EUR – Chi non conosce il Laghetto dell’Eur, polmone verde di Roma sud, teatro di set cinematografici, luogo prediletto per fare sport o per concedersi una passeggiata all’aria aperta? Il grande parco, innestato nel bel mezzo di uno dei quartieri più importanti della Capitale, è una perla che ormai, con gli anni e l’incuria, sta perdendo il suo valore. Tra vecchie e nuove problematiche e inaugurazioni di magnifiche aree chiuse da tempo, ci si interroga sul futuro di questo splendido spazio verde.

IL GIARDINO DELLE CASCATE – È stato riaperto il 5 maggio il Giardino delle Cascate. Si accede da via Oceania, costeggiando il lago e passando sotto il ponte. Ci si troverà di fronte a un cancello rosa e, proseguendo, dinanzi a un magnifico spettacolo, con zampilli d’acqua in ogni dove, candidi cespugli di rose e, dulcis in fundo, delle grandi e scenografiche cascate. Questi spazi sono stati teatro di set cinematografici e alcune manifestazioni, ma erano chiusi al pubblico da ben 56 anni, come ha raccontato il Presidente di Eur Spa, Roberto Diacetti, durante l’inaugurazione: “Da oggi questo spazio sarà aperto tutti i giorni, la città si riappropria di un luogo strepitoso. Daremo la possibilità alle famiglie, ai cittadini romani e a quelli dell’Eur di vivere quest’area giornalmente. Il Giardino delle Cascate è stato realizzato nel 1961, ideato dell’Architetto Raffaele De Vico, ed è un gioiello architettonico dal punto di vista paesaggistico”. L’area sarà l’anello di congiunzione tra le due parti del laghetto, messe nuovamente in contatto dal ponte pedonale Hashi. Quest’ultimo, chiuso dal 2015 perché danneggiato da atti vandalici, è stato risistemato con un investimento da parte di Eur Spa di 100mila euro. Perché il giardino sia stato chiuso per 56 anni, però, è ancora un mistero. Lo stesso Presidente Diacetti ha dichiarato che non ci sono stati veri e propri motivi per il mancato utilizzo di questo meraviglioso spazio nel tempo. Ovviamente la sua riapertura ha comportato dei costi di sistemazione. E che siano proprio gli oneri economici ad aver comportato la chiusura dell’area per tutto questo tempo?

IL LAGO NEL DEGRADO – Le condizioni in cui versa il resto del Laghetto dell’Eur potrebbero dare forza a questa ipotesi. Mentre si inaugurano splendidi spazi esistenti da decenni ma chiusi al pubblico, il resto del parco, infatti, appare in alcuni tratti non propriamente curato. Graffiti e immondizia, alcune panchine vandalizzate, qualche SOS point divelto, buche nell’asfalto e, soprattutto, l’acqua infestata da alghe e cattivo odore, nonostante gli interventi di pulizia effettuati. Il Laghetto dell’Eur appare dunque spaccato a metà: da una parte i giochi d’acqua e i ciliegi in fiore, dall’altra l’abbandono e l’incuria. “Si vuole far finta che il quartiere sia quello di un tempo – ha dichiarato Paolo Lampariello, Presidente dell’Associazione Ripartiamo dall’Eur – mentre avanzano fenomeni di criminalità e degrado. Se le vie limitrofe al Laghetto sono pericolose, soprattutto di notte, è normale che anche il parco non può essere un luogo sicuro e decoroso”. Il problema, dunque, risiederebbe nel poco controllo di un’area verde estesa e sempre aperta, divenuta anno dopo anno terra di nessuno. “Addirittura alcune persone pescano nel lago nonostante i divieti – ha continuato Lampariello – e ricordiamo che lì c’è una fauna che andrebbe salvaguardata”. Insomma, da che il parco doveva diventare balneabile ci si ritrova con la maggior parte di esso in condizioni critiche. Ma allora non sarebbe stato meglio risistemare l’esistente invece che investire nell’apertura di un ulteriore spazio da mantenere, per di più imponente, come quello del Giardino delle Cascate?

L’ACQUARIO SEA LIFE – Quando si parla di Laghetto dell’Eur è necessario aprire un’ulteriore parentesi su una delle opere incompiute del quadrante, ovvero l’Acquario. Le ultime notizie di circa un anno fa lo davano per ultimato a metà. La Merlin Entertainments PLC, responsabile della parte dedicata al Sea Life, aveva dichiarato che la Mare Nostrum Romae, società che si dovrebbe occupare della parte commerciale, non aveva ultimato i lavori di sua competenza. Da qui derivava il ritardo nell’apertura. Visto che nulla, ma proprio nulla, si è mosso nel frattempo (un altro anno intero, appunto), abbiamo quindi chiesto delucidazioni direttamente alla Mare Nostrum, ma dall’ufficio stampa ci è stato risposto che non ci sono grosse novità in merito. Il Presidente Diacetti, durante l’inaugurazione del Giardino delle Cascate, ha comunque rassicurato tutti: “Stiamo lavorando per l’apertura dell’Acquario. Non posso e non voglio dare date, ma mi piacerebbe inaugurare presto questa struttura che porterà delle risorse e deve essere completata”. Nella stessa sede ciò è stato confermato anche da Marcello De Vito, Presidente dell’Assemblea Capitolina: “Mi auguro che a breve venga aperto l’Acquario, che porterà turismo qualificato e indotto economico”.
Cambiano le amministrazioni e i vertici istituzionali ma, a quanto pare, le risposte riguardanti quest’opera incompiuta dell’Eur restano sempre le stesse. I lavori sono iniziati nel 2008: nove anni non sono abbastanza per aprire un polo turistico di questo tipo? Il Laghetto punta a rinnovarsi e a cambiare veste, nell’ottica di completare quello che dovrebbe diventare il distretto congressuale romano. Ma quanto ci vorrà, ancora?

Serena Savelli

Tratto da Urlo n.146 maggio 2017