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Luneur: dura replica del Presidente di Eur Spa

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Borghini: “Continuiamo ad adoperarci perché la riapertura del Luneur divenga un fatto compiuto”.

Sono anni che ci occupiamo del Luneur e della sua indecifrabile storia. Un’epopea fatta di cambi di gestione, di azioni legali, di progetti mutevoli e di lavoratori che hanno fatto la storia, in tutti i sensi, del parco giochi meccanico più antico d’Italia.

Su un nostro precedente articolo, riportante le dichiarazioni del Presidente di Eur Spa, Pierluigi Borghini, riguardanti la possibile riapertura del Parco in 8 mesi, lo stesso ha tenuto a precisare alcuni punti caldi della vicenda, nonché a replicare su alcuni passaggi dell’articolo stesso: “Con riferimento al progetto di riqualificazione e rilancio del Lunapark dell’Eur – afferma Borghini – così come trattato nell’articolo pubblicato sulla Vostra testata, dal titolo ‘Le nuove (ennesime) soluzioni per il Luneur‘, ritengo doveroso fare alcune precisazioni. Ed invero con riguardo alla mia dichiarazione circa una prossima riapertura del Parco giochi, mi preme sottolineare che, malgrado le aree ad oggi non siano ancora totalmente liberate, solo recentemente la Luneur Park (Società costituita da Cinecittà Entertainment S.p.A. e legittima vincitrice del bando di gara per la gestione e la ristrutturazione del Parco, come stabilito dalla sentenza del Tar Lazio del 10 maggio 2011, passata in giudicato) ha ottenuto da parte della Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale il nulla osta necessario all’avvio dei lavori. A seguito di questo, ho ritenuto di poter scientemente affermare che si sia alla fase finale di questo processo e che, dunque, sia lecito presumere ciò che è, e che resta, un tempo prevedibile di realizzazione (otto mesi!), rispetto al quale Eur in primis continua ad adoperarsi perché divenga un fatto compiuto. D’altro canto – continua Borghini – ricordo che la riqualificazione e dunque l’apertura del Parco è stata certamente impedita dal grave ostruzionismo nel rilascio di alcune aree, occupate senza alcun titolo, da parte di alcuni sub-conduttori (con i quali è stato riconosciuto che Eur SpA non poteva avere rapporto giuridico alcuno), condannati, all’esito dei giudizi civili instaurati, alla rimozione a propria cura e spese delle giostre e/o attrazioni di loro proprietà presenti nell’area. Per completezza si evidenzia, altresì, che lo stesso Tribunale di Roma, all’esito dei succitati giudizi civili, oltre ad aver convenuto, come detto, sul carattere abusivo dell’occupazione, si è espresso circa l’assenza di presunte divergenze contenutistiche tra il contratto di locazione del febbraio 2008 stipulato con Luneur Park e le condizioni di gara, escludendo omissioni. In altre parole, è stato giudicato che il contratto di locazione ha recepito quanto stabilito dalla procedura concorsuale, dichiarata pienamente legittima da parte del TAR Lazio con la citata sentenza del 10 maggio 2011, ormai passata in giudicato. Tanto premesso – conclude il Presidente – chiediamo al territorio, al Municipio XII, a Roma Capitale di esserci al fianco per far sì che, quello che ad oggi rappresenta, evidentemente, una previsione dei tempi di riapertura, possa essere una data certa”.

Per completezza, come è nostra abitudine, abbiamo ritenuto opportuno ascoltare il pensiero, in proposito, di Saverio Pedrazzini, il coordinatore degli ex operatori del Luneur, che da sempre si batte per una risoluzione positiva e definitiva della situazione del Parco. Pedrazzini, nei prossimi giorni, illustrerà ancora il suo punto di vista, soprattutto per quel che riguarda la situazione gli ex operatori, ovviamente, le azioni legali ancora in corso, i tempi di realizzazione del nuovo parco giochi, la mancanza di un dialogo tra gli ex lavoratori e le istituzioni. Un dialogo che speriamo si possa svolgere, a questo punto, tra le nostre pagine, attraverso la nostra mediazione, volta a far luce, per quanto possibile, sulle vicende dei nostri territori. Vicende su cui, dai cittadini, quotidianamente riceviamo richieste di chiarezza dalle istituzioni, che siamo sempre ben disponibili ad ospitare nei nostri spazi, perché crediamo che solo attraverso un dialogo costruttivo tra le varie parti si possa tessere una rete di scambio di dettagli e punti di vista che contribuisca, finalmente, a non lasciar più spazio a tutti quei dubbi e quelle supposizioni che troppo spesso il silenzio genera.

Serena Savelli