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“L’erba cattiva non deve morire”: progetto dell’Associazione Pontedincontro

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Sostegno ad adolescenti, genitori, associazioni e scuole del quartiere Laurentino Fonte Ostiense.

Il fatto che certa “erba cattiva” non muoia mai non è un rischio ma un’opportunità, per quell’erba e per tutto ciò che la circonda. È ciò che in questi anni di lavoro sul territorio hanno dimostrato i giovani dell’Associazione Pontedincontro Onlus e che hanno ribadito alla conferenza stampa di presentazione per le attività dei prossimi mesi tenutasi il 10 aprile. L’Associazione è attiva dai primi anni ’90 nella forma del volontariato e da 4 anni è a tutti gli effetti una Onlus, che si occupa dei problemi dei giovani del quartiere Laurentino Fonte Ostiense (ex Laurentino 38), attraverso soprattutto l’assistenza nello studio, la creazione di momenti d’incontro alternativi a quelli offerti dalle istituzioni scolastiche e un ventaglio di attività che vanno incontro agli interessi e ai talenti dei giovani dai 6 ai 18 anni. Il progetto “L’erba cattiva non deve morire” renderà possibile un incremento ulteriore della presenza già viva dell’Associazione attraverso un “sistema integrato” di attività. Dal 12 aprile al 10 febbraio 2011 infatti sarà possibile per adolescenti italiani e stranieri, genitori e chiunque si senta coinvolto nella vita sociale del quartiere, prendere parte alle attività totalmente gratuite proposte dalla Onlus. Fulcro dell’impegno rimane sempre il sostegno allo studio, di cui si occuperanno i volontari 4 giorni a settimana e che consentirà a bambini e ragazzi di essere seguiti nello studio, affrontare e migliorare i disturbi nell’apprendimento (una logopedista accompagnerà i ragazzi) e accrescere le proprie conoscenze informatiche. Allo studio si affianca il lavoro, attraverso la creazione dello sportello “Informa lavoro” per i ragazzi dai 16 ai 21 anni, uno strumento per accompagnare i giovani nel passaggio dalla scuola al lavoro attraverso la formazione professionale e l’inserimento lavorativo. Non mancherà lo spazio dedicato allo svago e alla competizione, come nel caso dei tornei di calcetto e pallavolo, il laboratorio di scrittura e la lettura di fiabe. Particolare attenzione è stata posta sul problema della tossicodipendenza. Oltre allo sportello di consulenza individuale, che potrà avvalersi della collaborazione di due psicologi, ci saranno interventi di educazione sanitaria e prevenzione, e attività di gruppo che porteranno alla produzione di un elaborato video. I genitori potranno contare su uno Sportello di ascolto per supporto alle famiglie ma molti altri saranno i momenti di incontro e riflessione, come i cineforum e i colloqui genitori-insegnanti-operatori. Ancora, è prevista nel progetto la creazione di una Consulta dei Minori del Municipio XII, in cui far confluire le conoscenze, le capacità e l’impegno delle diverse realtà associative presenti sull’area del quartiere Laurentino. Verranno organizzati incontri con le scuole, e con i docenti in particolare, che hanno modo di confrontarsi quotidianamente con i giovani e la loro realtà esistenziale, gli operatori dei Servizi Sociali, che ben conoscono le endemiche problematiche del territorio e le altre associazioni, con l’obiettivo di una rete che, forte dei diversi apporti e delle attività diversificate, sia in grado di offrire un supporto sistematico ai giovani. Lo spirito del progetto è riassumibile una formula molto efficace, elaborata dall’Associazione Pontedincontro: “Migliorare la qualità della vita nei termini di valorizzazione, formazione, confronto tra persone con esperienze diverse, affinché ciascuno divenga artefice della propria vita”. Dispiace non aver visto nessun esponente politico alla conferenza stampa, erano stati invitati il Presidente del Municipio XII Pasquale Calzetta e l’Assessore alle Politiche Giovanili della Provincia di Roma Patrizia Prestipino, ma d’altro canto è visibile la partecipazione delle altre realtà associative, che offrono il loro sostegno e la loro collaborazione e dei residenti, dai quali traspare la volontà di aiutare con i mezzi a disposizione l’Associazione e attraverso questa i giovani, ai quali offrire un motivo non più per vergognarsi ma per essere orgogliosi di abitare in un quartiere solidale, attento e ricco di potenzialità. In una parola, giovane.

Stefano Cangiano