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Rifiuti Municipio XII: il Consiglio Municipale contro discarica e altri impianti

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Dopo le preoccupanti notizie sulla previsione di una discarica e, successivamente, di un sito di compostaggio in via Canestrini, il Municipio XII ha indetto un Consiglio straordinario per esprimere la contrarietà all’iniziativa.

 

LA VICENDA – L’otto marzo scorso è arrivata la notizia di una possibile discarica in via Canestrini, annunciata frettolosamente come la “soluzione al post Malagrotta”. Da subito cittadini, comitati e istituzioni municipali si sono mobilitati per contrastare il progetto. Immediate anche le critiche del Ministro Clini, che da Bruxelles ha invitato il supercommissario Sottile a smentire le voci. Successivamente il commissario per la Provincia di Roma, il prefetto Postiglione, ha dichiarato di non essere a conoscenza di tale ipotesi mettendo, a quanto sembra, la parola fine alla vicenda. In ogni caso i cittadini si sono riuniti il 17 marzo scorso in una partecipatissima assemblea che ha visto coinvolto anche il Sindaco Alemanno, schierato nel dire No alla discarica. 

IL CONSIGLIO STRAORDINARIO –  indetto il 21 marzo ha visto l’approvazione unanime (15 voti favorevoli) di un documento che impegna il presidente, Pasquale Calzetta a manifestare la contrarietà all’iniziativa da parte dell’amministrazione municipale e dei cittadini: “Questa è l’ulteriore prova della presenza del Municipio sul suo territorio – ha dichiarato il Presidente Calzetta – Non possiamo accettare che una decisione come questa ci arrivi dall’alto senza che nessuno ci informi. Vogliamo discutere ed entrare nel ragionamento complessivo sul ciclo dei rifiuti a Roma”. La vicenda di via Canestrini è stata introdotta dall’assessore all’Ambiente del Municipio XII, Maurizio Cuoci: “Non c’è nessuna autorizzazione per la discarica o per l’impianto di compostaggio in via Canestrini, ma solo una richiesta da parte del privato. Questo impianto – spiega Cuoci – non è come quello virtuoso di Maccarese, che crea compost a partire da rifiuti organici, questo dovrebbe accogliere la frazione liquida proveniente dalla tritovagliatura dell’RSU – il rifiuto solido urbano, immondizia non differenziata – Questa frazione liquida non potrà certamente finire in un impianto di compostaggio per la produzione di concime”. 

LA DISCUSSIONE – “Su questa questione sono stati presentati diversi ordini del giorno – ha spiegato in consiglio Massimiliano De Iuliis, consigliere Pdl del Municipio XII – successivamente le forze politiche si sono accordate su un unico documento. È importante che si esca con una posizione condivisa su questa vicenda. Ci sono molti elementi che devono far considerare impossibile la costruzione di un impianto in via Canestrini”. In molti fra i consiglieri presenti e la cittadinanza hanno ricordato le caratteristiche della zona che, inevitabilmente, impedirebbero la costruzione di un nuovo impianto. Tutta l’area è sottoposta a vincolo, la zona ha già grossi problemi di viabilità per via del transito di mezzi pesanti, soprattutto sulla via Ardeatina e la vicinanza la discarica di rifiuti pericolosi di Falcognana, senza dimenticare il previsto inceneritore di Roncigliano. I cittadini intervenuti hanno inoltre lamentato una certa confusione su terminologia ed elementi tecnici del ciclo dei rifiuti: “Vi preghiamo di venire nelle assembleee, come molti di voi hanno fatto, e di farvi spiegare quali sono i veri problemi in questa vicenda, senza dire che i cittadini provocano dell’allarmismo”, è questa l’affermazione in aula di Elena Carpentieri, presidente del Consorzio via Canestrini. Tematica ripresa poi dal coordinatore Pd, Andrea Santoro: “Con gli interventi dei cittadini si può dimostrare che la nostra comunità si informa e si prepara su questi argomenti. Non possiamo non mantenere una visione d’insieme, con ad esempio l’inceneritore di Albano. Vorremmo – continua Santoro – che il Presidente Calzetta nomini una figura tecnica che sia utile ai consiglieri, alle associazioni e ai comitati per ottenere maggiori informazioni. In questo modo possiamo entrare a pieno titolo nel tema del ciclo dei rifiuti romano”. 

LE DICHIARAZIONI DI CLINI – hanno però avuto un ruolo importante nella discussione in consiglio: “Ci uniamo a questo coro di protesta – ha dichiarato in aula la capogruppo Udc, Francesca Barbato – Ma non possiamo stare tranquilli fin quando non sapremo dove verrà costruito il nuovo impianto di cui ha parlato il Ministro Clini”. Le preoccupazioni di Francesca Barbato sono riferite alla dichiarazione rilasciata dal Ministro a Bruxelles: “Entro i prossimi quindici giorni inoltre entra in funzione un altro impianto sempre a Roma di tritovagliatura che avrà la caratteristica di separare la frazione secca dall’umido. Il secco – prosegue Clini – verrà trasformato in combustibile mentre l’umido verà portata negli impianti per la produzione di compost. Quindi niente andrà in discarica”. Non è chiaro a che tipologia di impianto si riferisca il Ministro, dato che certamente la frazione umida prodotta dalla tritovagliatura dell’RSU nonpuò essere utilizzata per produrre concime. “Mi auguro – conclude Francesca barbato – che non si cerchi di stare dalla parte dei cittadini tacendo delle informazioni in vista della campagna elettorale”.

Leonardo Mancini