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Vincenzo Vecchio (Pd): nelle proposte di sgombero ci “allineiamo” alla maggioranza

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La conseguenze per lo sgombero di Tor dè Cenci? Le stesse di quelle del Campo Boario!

Vincenzo Vecchio, candidato presidente del Pd al Municipio XII, ora Consigliere all’opposizione nella Giunta Consiliare.

Nel suo primo intervento in merito alle linee programmatiche presentate dalla maggioranza, Lei si è espresso a favore dello sgombero del Campo Rom di Tor dè Cenci. Una scelta con quali conseguenze, sugli abitanti del campo?

Le stesse conseguenze che la scorsa settimana ha visto i nomadi del campo Boario trasferiti dall’attuale Giunta Comunale!
La richiesta di sgombero del campo di Tor dè Cenci è portata avanti da tutta la cittadinanza del quadrante Tor dè Cenci – Spinaceto, poiché nello stesso campo nel recente passato si sono verificate problematiche connesse al rispetto della legalità.
 
Nel nostro viaggio all’interno del mondo Rom, tra gli stessi "zingari" e gli operatori abbiamo registrato grossa delusione in merito alle scelte operate dalla precedente Giunta Comunale del sindaco Veltroni. Una su tutte, lo sgombero di Tor di Quinto, vista come una mossa politica assolutamente strumentale: punirne cento per l’errore di uno.
Le aspettative sono più alte per quanto riguarda la nuova Giunta.
Non lo sente come un paradosso politico, per lo meno riguardo alle vecchie strutture ideologiche secondo le quali la sinistra era paladina della difesa delle minoranze?

Non credo sia così. Il centro-sinistra era ed è per l’integrazione, ma sempre e comunque nel rispetto della legalità. Molti rom sono persone perbene, ma non tutti.
 
I due terzi della popolazione rom è di origine italiana, eppure vive ancora in una condizione di disgregazione e di disagio sociale.
Quali crede siano le azioni da operare per una maggiore integrazione?

Una scolarizzazione diffusa. La mia idea è quella di uno o due bambini rom al massimo per classe.
Le faccio un esempio: se alla scuola di Spinaceto una classe è composta da 25 bambini Rom e da 5 italiani, si crea una situazione che non favorisce l’integrazione.
Il problema è nelle metropoli: i campi nomadi dovrebbero essere inseriti in un tessuto sociale più strutturato, dove tutti ci si conosce. Cosa che non può accadere a Roma o a Milano.
 
Il ruolo dei mezzi di comunicazione: non le sembra che i rom siano spesso usati come catalizzatore  e come transfert di attenzione, per spostare l’opinione pubblica da problemi più gravi, ad esempio l’economia del paese?

Assolutamente vero. Basta leggere i quotidiani della Capitale per capire che è così.
Quando l’Assessore Barberini mandò controlli al campo di Tor dè cenci, il fatto passò quasi inosservato.
Negli utlimi mesi azioni minori sono finite ai tg nazionali.
 
Un’ ultima domanda: la sua percezione, da semplice cittadino, del mondo rom.

L’indulto -legiferato con il consenso bipartisan- e l’ingresso della Romania nell’UE hanno acuito alcune problematiche. Credo però che negli ultimi mesi si sia strumentalizzato il problema. Oggi come oggi la politica è vittima dei media.
Come si può fare buona politica se un giornale sposta 10mila voti con titoli spesso in contrasto con i catenacci (sottotitoli-nda).
I grandi gruppi di pressione economici vanno a braccetto con quelli della comunicazione, influenzando fortemente la politica.

Simone Lettieri
 

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