Home Municipi Municipio VIII

Dimissioni Municipio VIII: per Paolo Pace la decisione è irrevocabile

Ormai è ufficiale, il minisindaco Paolo Pace non ritirerà le sue dimissioni e il Municipio VIII si avvia al commissariamento

SHARE

 

I venti giorni disponibili per il ritiro delle dimissioni sono scadute e questa mattina il Presidente uscente, Paolo Pace ha risposto ad una nostra intervista.

Oggi scadono i venti giorni a disposizione per un ripensamento sulle dimissioni, durante i quali si sarebbe dovuto ricomporre il contrasto nella maggioranza.

Nessun passo avanti è stato fatto. Le posizioni ‘talebane-ideologiche’ non hanno fatto nessun passo indietro, davanti a questa irresponsabilità politica è chiaro che la mia decisione è quella del 16 marzo, quindi confermo in maniera irrevocabile le mie dimissioni.

Quindi da questa sera il Municipio VIII andrà verso il commissariamento?

Direi di sì. Da questa sera si apre la porta al Commissario che credo verrà nominato dalla Sindaca per la gestione ordinaria di tutte le attività. Spero sia una persona in grado di concludere anche le cose avviate e non completate.

In questi giorni ci sono state poche posizioni pubbliche del Campidoglio sulla vicenda. I rapporti con la componente Capitolina sono definitivamente deteriorati?

No, il Campidoglio ha le sue priorità. I municipi sono enti indipendenti e giustamente, dopo aver tentato di aiutarci, si sono resi conto che la situazione era abbastanza complicata e quindi hanno mollato, dicendo che questa era una questione interna e che dovevamo risolverla per conto nostro.

Non è stato possibile?

No. Parliamo di posizioni inconciliabili con le esigenze della popolazione e incompatibili con le linee programmatiche e la realtà in cui ci troviamo. Perché portare avanti battaglie ideologiche fini a se stesse e che non hanno correlazione con il territorio è quanto di più distruttivo si possa fare. Mi spiace per tutte le persone che hanno creduto in questo progetto, al quale ho dedicato cinque anni della mia vita e che ho visto vanificare per questioni ideologiche di alcuni consiglieri, che non si sono resi conto che stavano governando un territorio e non facendo ancora opposizione.

L’accordo per risolvere la crisi conteneva la riorganizzazione della sua Giunta?

Alla fine si chiedeva di tutto e di più. Volevano esautorare alcuni assessori importanti, era stata chiesto l’azzeramento della giunta, oppure la nomina degli assessori da parte dei consiglieri. Cose inconcepibili. Non mi sono prestato ai ricatti.

Quando si avvicendano due minisindaci l’uno lascia all’altro delle questioni, dei temi e delle urgenze da trattare. Dopo di lei ci sarà un Commissario, gli lascerà qualche appunto?

Abbiamo lasciato una serie di cartelle con tanti temi ancora aperti. Ai miei collaboratori ho chiesto di porle all’attenzione del Commissario, perché ci tengo che questi temi non vadano perduti. Poi mi sono reso disponibile a supportarlo per indirizzare queste vicende in maniera corretta.

Da domani finisce la vita da minisindaco, come intende reinvestire questa esperienza?

Il bagaglio esperienziale di questi mesi è importante. Ho conosciuto tantissime associazioni, comitati e cittadini. Sono stato inondato di attestati di stima da parte di persone che mi hanno dato tutto il loro appoggio e che mi hanno chiesto di rappresentare il territorio nel miglior modo possibile. Penso di aver lasciato dei segni tangibili. Questo mi porta a riflettere sull’opportunità di collaborare ancora con il territorio per concludere le questioni aperte e portare avanti i progetti senza nessuna mira politica. Quello che conta per la gestione di un territorio non sono i simboli politici ma le persone. Devono esserci le persone giuste al posto giusto. Con le persone sbagliate il progetto fallirà sempre.

Sarà difficile rivederla sotto le 5 Stelle?

Non lo so. Ci penserò e nei prossimi giorni valuterò se spendermi ancora con questo simbolo. Ho creduto moltissimo su questo progetto con degli ideali stupendi, però poi mi sono sentito un po’ solo, abbandonato. Gli unici vicini sono stati i cittadini e quei pochi consiglieri in gamba che mi hanno affiancato in maniera eroica difronte a queste evidenze di irresponsabilità politica. Inoltre ho avuto Giunta qualificata che ha dimostrato di saper fare la differenza.

Leonardo Mancini