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Sant’Urbano: la villa torni ai cittadini

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Verso la valorizzazione di un bene per troppo tempo precluso alla cittadinanza

LA CHIESA E LA VILLA – Un complesso notevole: una villa principesca, set ideale per matrimoni sfarzosi, ma anche un tempio romano trasformato in chiesa. È questo Villa Sant’Urbano sull’Appia Antica, all’interno del Parco della Caffarella. Un luogo rimasto chiuso e precluso per anni, finalmente acquisito dal Comune di Roma nel 2000 (con un’operazione nel del tutto chiara), mentre la villa, proprietà di uno dei boss della banda della maranella, venne confiscata alla criminalità organizzata soltanto nel 2013. Ma l’inserimento di Sant’Urbano nel patrimonio comunale non ha certamente risolto i problemi legati alla sua valorizzazione. Restano infatti indisponibili una parte dell’area (una particella non ancora annessa) e Vicolo di Sant’Urbano, che permette l’accesso alla chiesa da Via Appia Pignatelli.

L’ATTO MUNICIPALE – In questa direzione va l’atto approvato nella giornata di ieri dal Consiglio del Municipio VIII che, su indicazione e spinta del presidente della Commissione Cultura, Flavio Conia, ha approvato un atto per chiedere la valorizzazione della chiesa di Sant’Urbano e l’annessione al patrimonio pubblico della villa. “Dalla villa dei boss alla villa dei cittadini – in questo modo Conia annuncia l’avvenuta votazione – questo abbiamo chiesto oggi al Comune di Roma, farsi carico di valorizzare l’intera area della Villa Sant’Urbano per non snaturare il bene e renderlo un luogo unico per tutti i romani e le romane. Ora la palla passa al Comune di Roma per rendere l’annessione totale e non permettere ulteriori speculazioni su questo luogo”.

L’APPELLO ALLA GIUNTA COMUNALE – Il riconoscimento dell’importanza di un atto come questo arriva anche dal minisindaco Andrea Catarci, che in una nota ringrazia il Consiglio per l’approvazione: “Dal Municipio VIII si lancia l’appello alla Giunta capitolina affinché si provveda nel più breve tempo possibile a completare il processo di acquisizione e a programmare i necessari lavori di restauro, in modo da regalare al territorio e ai turisti un nuovo suggestivo luogo da non perdere”.

SOSTENERE IL MUNICIPIO – Sostegno per l’iniziativa è stato espresso anche dalla consigliera capitolina PD, Giulia Tempesta, che assieme a Flavio Conia rileva l’importanza storica e culturale del luogo e la necessità di appoggiare le azioni del municipio: “L’iniziativa del Municipio VIII va sostenuta – scrivono in una nota – La salvaguardia del sito, la valorizzazione di una delle aree più belle di Roma deve essere obiettivo di tutti noi. Sosteniamo la Soprintendenza di Stato e la Sovrintendenza Capitolina nelle loro azioni di tutela per riconsegnare ai cittadini e agli amanti della Valle un luogo unico – seguitano Conia e Tempesta – Si chiarisca anche l’esproprio dell’area limitrofa al monumento per permettere di avviare tutte le opere di valorizzazione del caso, aprendo un tavolo con tutti i soggetti interessati. Siamo davanti all’occasione di creare un luogo di eccellenza che si aggiunge alle bellezze del Parco dell’Appia Antica”.

Leonardo Mancini 

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