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Santa Lucia ancora a rischio chiusura se non verranno rispettati gli accordi

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Continuano le manifestazioni mentre viene raggiunto un nuovo compromesso tra istituto e Regione. Polverini, attaccata dall’opposizione per le scelte sulla Sanità, ai ferri corti con il Governo nazionale


ARDEATINA – Ennesima manifestazione di piazza per i dipendenti e i pazienti del Santa Lucia. A luglio avevamo lasciato la Fondazione ancora in cattive acque dopo l’ennesimo accordo non rispettato da parte della Regione; oggi la situazione dell’Istituto di ricovero e cura è ancora ostaggio delle incertezze. Il 19 settembre un accordo stabiliva per il 2011 il versamento di una cifra pari a 56 milioni; era poi stata fissata il 29 settembre come data per un incontro nel quale discutere della remunerazione pregressa fino all’anno 2010. Remunerazione su cui però, come ci dicono dalla direzione dell’ospedale, non si è trovato nessun compromesso. Risale all’11 ottobre la lettera inviata dal Direttore Generale della clinica Luigi Amadio alla Presidente della Regione Renata Polverini per chiedere un incontro urgente a causa del mancato rispetto degli accordi siglati pochi giorni prima. La remunerazione mensile non veniva di fatto adeguata a causa di uno stop proveniente dal Ministero dell’Economia sui fondi messi a disposizione, 3,2 mln a fronte dei 4,7 stabiliti dall’accordo. Il 10 ottobre scorso poi il Tar ha sospeso i decreti 67 e 85 promulgati dalla Regione, ritenendoli lesivi per l’istituto poiché assegnavano alla Fondazione meno fondi rispetto a quanti gliene spettassero. Agli eventi è seguita una conferenza nella quale i vertici della clinica hanno confermato la delicata situazione economica. Il 20 ottobre, di nuovo la piazza: nemmeno il nubifragio che ha colpito la capitale è riuscito a fermare i rappresentanti del Santa Lucia, del Coordinamento e dei pazienti che hanno protestato nuovamente sotto la sede della Regione Lazio. Durante l’incontro, svoltosi dopo la manifestazione, i vertici di viale Colombo avevano rassicurato i rappresentanti del Santa Lucia sui fondi per gestire le emergenze e avevano fissato un nuovo incontro per discutere con i rappresentati della Fondazione circa la remunerazione per il 2011 e per gli arretrati, oltre alla questione relativa all’assegnazione del codice 75 alla struttura, quello che regolamenta l’entità del rimborso per le cure offerte. Accordo non siglato poiché reputato inadeguato dai vertici della Fondazione. Durante l’incontro – si legge nei comunicati del Coordinamento Salviamo l’Ospedale Santa Lucia – la Regione aveva inoltre preso l’impegno di elargire la cifra solo a patto che il Santa Lucia ritirasse ogni ricorso e pretesa legale nei suoi confronti. Da questo aut aut è nata poi la decisione di scendere nuovamente in piazza il 27 ottobre. In seguito alla manifestazione la Regione si è impegnata a corrispondere all’istituto un assegno mensile di 4,2 milioni di euro per i mesi restanti del 2011, un inizio e un compromesso sul quale la direzione decide di non esprimersi prima dei fatti.
La speranza ora è riposta nel nuovo Direttore della Programmazione Sanitaria, il Prof. Ferdinando Romano, che si è impegnato ad intervenire sulla definizione delle tariffe per le prestazioni erogate. Sulla situazione si è pronunciato anche il Ministro della Salute Ferruccio Fazio: “Per quanto mi risulta un accordo c’è e mi auguro che adesso non ci siano intoppi burocratici o di altro genere a livello di Regione o di Ministero dell’Economia. L’accordo è stato trovato e non vedo perché non debba essere rispettato”.
Dalla Giunta regionale invece nessuna dichiarazione ufficiale. La Presidente Polverini si è espressa sulla questione solo durante una conferenza stampa sul Piano Casa, durante la quale ha detto: “Da quasi due mesi il Governo non ci permette di decretare sul Santa Lucia, anche in questo caso è tutto pronto, siamo in attesa del via libera del Ministero dell’Economia e non abbiamo risposte. Abbiamo mandato giù tutto, abbiamo fatto finta di non vedere e non sentire, ma ora basta”.
Dal Municipio XI il Consigliere Maurizio Buonincontro conferma la compattezza delle forze politiche della destra sulla questione, mostrandosi fiducioso sulle sorti dell’istituto: “Esprimendo la totale solidarietà ai pazienti e ai lavoratori del Santa Lucia, ritengo dovere di cronaca sottolineare che i contenziosi con la Regione Lazio trovano origine dai Decreti della Giunta Marrazzo, impugnati al Tar. La Presidente Polverini sta cercando un’intesa che siamo convinti essere imminente. Il Pdl locale ha fiducia nell’operato della Presidente Polverini ed è sicuro del rispetto degli impegni assunti in sede di trattative”.
Differente il punto di vista della sinistra: “Ho preso parte al presidio del Santa Lucia sotto la sede della Regione Lazio – dice Giulia Rodano (Idv), Vicepresidente della Commissione Sanità alla Regione – ed ho constatato nuovamente la grave irresponsabilità della Giunta Polverini. Per questo motivo – ha continuato – esorto la Regione ad uscire da questa ambiguità e sostenere senza equivoci questa eccellenza nazionale della riabilitazione”. Ancora più duro il Presidente del XI Municipio Andrea Catarci (Sel): “Il Municipio Roma XI è in piazza con la Fondazione Santa Lucia, con pazienti, personale e sindacati, mostrando una realtà ormai assodata: la Presidente Polverini della campagna elettorale, delle promesse parolaie e delle magliette beffarde è stata definitivamente sostituita da quella che ha come obiettivo la distruzione del sistema sanitario pubblico e delle strutture private che non rientrano nelle sue grazie”. Il Presidente ha poi ribadito la preoccupazione per la situazione provocata dal Piano di Rientro dal debito della Sanità laziale che, ricorda, ha mortificato fortemente anche una struttura come il Cto di Garbatella.
A rispondergli dalla Regione è la Vice Presidente della Commissione Sanità, Lidia Nobili (Lista Polverini), che spiega: “Quello che coinvolge il Santa Lucia è un problema economico-finanziario in una Regione in cui la Sanità è commissariata e ha un Piano di Rientro strettamente monitorato dal tavolo governativo. Spero che, soprattutto tenendo conto dei risultati positivi che sta dando il Piano di Rientro, si trovi velocemente una soluzione nell’interesse dell’Istituto, degli operatori ma soprattutto dei pazienti in cura nella struttura”. Un auspicio condivisibile, che è parso prendere forma in seguito alle ultime manifestazioni, solo col nuovo anno però si potrà decretare la fine delle divergenze.


Anna Paola Tortora