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Pup Fermi: l’Assemblea capitolina rinvia la votazione della delibera popolare

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via enrico fermi r

Esplode il caso “politico” sull’intervento a Marconi. Insorgono i cittadini, amareggiati per la scelta

Tratto da Urlo n.117 luglio 2014

MARCONI – Torniamo a parlare del Pup di via Enrico Fermi, opera mai realizzata ma progettata, il cui fantasma aleggia inquietante da diversi anni sopra le teste dei cittadini di Marconi. Questa volta la novità riguarda più alcune “strategie politiche” che l’opera in sé per uno “strano caso” denunciato dal Comitato NoPup Fermi, promotore della famosa delibera di iniziativa popolare 38/2012 che richiede con forza l’annullamento dell’intervento. È proprio su questa delibera che negli ultimi giorni si è scatenato un putiferio. A fine giugno, infatti, sembrava risolversi un iter ormai andato avanti per troppo tempo, coronandosi con la sua votazione in Assemblea capitolina che avrebbe potuto bloccare, una volta per tutte, il tanto odiato Pup. Ma le cose non sono andate come si sperava.
“Il 25 giugno, dopo 833 giorni, la delibera di iniziativa popolare è stata messa all’Ordine del giorno per essere finalmente votata – si legge in una nota di Riccardo Micheli, esponente del Comitato NoPup Fermi – Dopo oltre due anni, in piena violazione dello Statuto 101/94 che ne prevede la calendarizzazione dopo 4 mesi dalla sua consegna, e dopo aver avuto il parere positivo della Commissione mobilità solo in data 18/10/2013, si è presentata l’occasione per ottenere l’annullamento definitivo in un progetto nato nel 2005 e approvato in Giunta municipale dell’allora Presidente Gianni Paris, attuale membro del Consiglio comunale. Nonostante la delibera soddisfacesse tutte le condizioni di voto, la Consigliera Azuni, invece di permetterlo, ha proposto di rinviarla in Commissione, sebbene lei stessa nella seduta della Commissione Mobilità del 18/10/2013 fosse presente ed intervenne diverse volte sulla validità della stessa e sull’urgenza di portarla in votazione in Consiglio”. Un’amara delusione per i cittadini, che si sono visti ad un passo dalla vittoria e, invece, sono stati “sconfitti” con un atto a loro avviso inspiegabile: “La proposta è passata senza che ci fosse permesso di controbattere, con il solo intervento contrario del Consigliere di Fi, Dario Rossin – continua la nota del Comitato – Non ci è stata data nessuna giustificazione se non quella che se fosse passata così come era concepita, si sarebbe corso il rischio di esporre il Comune a sottostare alla richiesta di risarcimento pretesa dalla ditta nel 2011 o di vedere addirittura bocciata definitivamente la delibera”. Queste ragioni non soddisfano il Comitato perché la spiegazione sarebbe stata fornita in maniera informale e a cose già fatte. “Stiamo valutando nuove iniziative – ha concluso il Comitato – anche legali, per ottenere la ridiscussione in Aula quanto prima della delibera nella sua forma originale, considerando che lo Statuto del Comune di Roma non prevede né rinvii né modifiche per le delibere di iniziativa popolare una volta messe all’Ordine del giorno dell’Assemblea capitolina”. Questa comprensibile “indignazione” da parte dei cittadini ci ha portato a chiedere spiegazioni alla diretta interessata di tali critiche, la Consigliere comunale della Lista Marino, Maria Gemma Azuni: “Sono intervenuta in Assemblea Capitolina, chiedendo il rinvio in Commissione Mobilità della proposta di delibera di iniziativa popolare n. 38/2012 perché, unitamente ai consiglieri di Sel e di alcuni colleghi della maggioranza fra cui il Capogruppo del Pd, D’Ausilio, avevamo il sospetto che la delibera avrebbe potuto essere bocciata in Aula. Se fosse successo ciò, anche l’ordine del giorno n. 163, di cui sono prima firmataria, già approvato nel 2011, con cui si chiedeva lo stralcio dal PUP del parcheggio in via Fermi, sarebbe stato cancellato vanificando irrimediabilmente il lavoro fatto: per questo abbiamo preferito rinviare tutto in Commissione. In quella sede – prosegue la Azuni – di cui ho richiesto già la convocazione, approfondiremo la questione rispetto alla validità della concessione che a me risulta essere ormai scaduta”. Riguardo alle spiegazioni date successivamente ai cittadini, Gemma Azuni ha dichiarato che “le motivazioni del nostro comportamento sono state riferite a fine Consiglio, alla presenza di Anna Maria Bianchi esponente di “Carte in Regola”, ai rappresentanti del Comitato NoPup di via Fermi che, evidentemente, non riescono ancora a comprenderle. Di certo l’opposizione di Sel al Pup Fermi continua ad essere netta: sono stata sempre in prima linea sull’argomento e non ho affatto cambiato idea. La nostra azione in aula, che tra l’altro non viola il regolamento comunale come invece è stato detto, è stata esclusivamente volta ad evitare una bocciatura, che avrebbe potuto rimettere in campo la questione. L’attacco nei miei confronti è assolutamente ingeneroso e immotivato”.
La decisione di rinviare la votazione della delibera, quindi, potrebbe essere una mossa strategica e ragionata, volta a non vanificare i traguardi già raggiunti in questi anni. Ma non è d’accordo il Consigliere Fi, Dario Rossin, che si è opposto al rinvio: “La maggioranza rimanda in Commissione la delibera di iniziativa popolare nonostante ci fosse la completa disponibilità dell’opposizione a votare contro quello scempio in zona Marconi. Nonostante migliaia di firme raccolte e una rappresentanza in Aula dei cittadini del quadrante interessato, la sinistra prende ancora tempo su una questione cruciale per un quartiere in cui cemento e traffico la fanno da padrone”.
Dalla stessa parte politica di Rossin, ma in Municipio XI, il Consigliere Marco Palma è altrettanto indignato per come si è svolta la vicenda: “Avrei voluto gioire insieme ai proponenti presenti in Aula Giulio Cesare ed ai 6000 sottoscrittori della delibera di iniziativa popolare e invece abbiamo avuto la dimostrazione di come questo centrosinistra prosegua nella sua ambiguità di fondo. Di certo – conclude Palma – devo ringraziare l’opposizione in Campidoglio che aveva manifestato da subito la disponibilità al voto favorevole. Per il nostro quartiere il centrosinistra ha segnato una ulteriore pagina buia nel confronto con i cittadini calpestando il diritto al dibattito ed al voto sottraendolo alla sovranità dell’Aula Giulio Cesare. Vergogna”.
La percezione comune è che sia stata fatta un’ingiustizia nei confronti dei cittadini, anche se le ragioni spiegate dalla Consigliera Azuni sembrano essere volte ad un obiettivo comune a quello dei firmatari della delibera, del Comitato e dei residenti. Il disagio per questa situazione, comunque, resta soprattutto per il fatto che ancora non si vede una risoluzione certa ad un’opera che nessuno vuole. Un’amarezza che anche Maurizio Veloccia, Presidente del Municipio XI, comprende, spiegando che “dal punto di vista politico credo che come Municipio abbiamo fatto il massimo. Abbiamo ribadito quanto scritto nelle nostre linee programmatiche, ossia che il Pup Fermi è un’opera da cancellare e abbiamo votato una mozione in Consiglio che ribadisce questa posizione. Abbiamo anche indicato all’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Guido Improta, la volontà del Municipio di archiviare questo progetto e l’Assessore si è detto favorevole a questa ipotesi, tanto che il progetto non è stato mai inserito all’interno dei Pup che devono essere realizzati. È del tutto evidente che questa ferma volontà politica – ha continuato Veloccia – sia di Improta sia mia, adesso deve essere tradotta in un atto amministrativo che chiuda definitivamente questo iter. Oggi – ha concluso il Presidente – mi pare ci sia un’omogeneità tra Giunta comunale, Giunta municipale e Consiglio municipale che deve essere colta anche come un segnale di coerenza rispetto a quanto avevamo promesso in campagna elettorale. Attendiamo, quindi, che ci sia la definitiva archiviazione, anche formale, dell’opera”. Cosa che di certo anche i cittadini di Marconi, ormai da anni, auspicano ed aspettano.

Serena Savelli

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