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L’EVOLUZIONE CONTINUA DI PORTA PORTESE

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Il Presidente del Municipio XVI Fabio Bellini ci illustra la trasformazione che Porta Portese ha subìto negli anni
Porta Portese, storico mercato di Roma, è stato al centro di diverse querelle negli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda la realtà dell’abusivismo, dell’illegalità e della poca sicurezza. Un mercato che si è allargato sempre di più anche nei confini, occupando con bancarelle irregolari zone attigue ad esso.

“La storia di Porta Portese è davvero lunga e articolata. Tutte le delibere che ci sono state, da quella del ’49 in poi, hanno sempre puntato alla legalizzazione delle attività interne e alla salvaguardia del mercato storico” dice Fabio Bellini, Presidente del Municipio XVI. “Dal 2007 Porta Portese è divenuta una tematica di interesse di tutta la città, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza. Avevamo infatti solamente 35 membri della Polizia Municipale del XVI gruppo che, da soli, non riuscivano a coprire perfettamente l’area, nemmeno con gli straordinari. E in una zona che ha avuto gravi problemi di aggressioni, minacce, abusivismo soprattutto di nomadi ed extracomunitari che invadevano le strade già dal sabato sera, era inammissibile. Tutto questo è iniziato nel 2003 con un picco nel 2006, e così – continua Bellini – da settembre 2007 abbiamo ottenuto 180 agenti di polizia municipale che sono riusciti a riportare ordine e che poi, per mancanza di fondi, si sono ridotti a 60 per poi tornare a 83, grazie ad accordi sindacali, che ci sembrano comunque un numero soddisfacente”. Fabrizio Santori, Presidente della Commissione Speciale per la Sicurezza Urbana del Comune di Roma conferma: “A seguito di un recente accordo tra il Comandante del Corpo, Angelo Giuliani, e le OO. SS., i servizi di controllo del mercato di Porta Portese vengono svolti complessivamente da 83 agenti della Polizia Municipale suddivisi in tre turni ed è evidente che tale contingente appare adeguato alle necessità attuali di controllo del mercato che, in seguito alle massicce campagne predisposte nel corso del 2007, è stato ricondotto a regolari modalità di svolgimento. Abbiamo verificato la massima attenzione degli agenti della municipale sia in ordine al blocco dei subaffitti delle licenze regolari che all’allontanamento di numerosi venditori abusivi, sia in merito alla presenza di soggetti che bivaccavano sotto i portoni delle civili abitazioni già dalle ore notturne del sabato, e di altri soggetti che occupavano con diverse mercanzie i marciapiedi rendendo impraticabile il transito pedonale. Inoltre abbiamo riscontrato – continua Santori – notevoli quantitativi di merce contraffatta e di dubbia provenienza che ogni domenica vengono sequestrati dai vigili urbani e il costante controllo delle vie di fuga del mercato con la presenza di volontari della Protezione Civile con un’ambulanza sempre pronta all’intervento d’emergenza”.
Porta Portese ha avuto, tra i suoi maggior problemi, quello del divenire ogni domenica una vera e propria trappola per le persone che risiedono e gravitano in zona. Ci sono stati casi di decessi per ambulanze che non riuscivano ad arrivare a destinazione, ad esempio, e il tutto per colpa di un mancato rispetto dei confini reali del mercato, che pongono in sicurezza anche il passaggio delle auto, altrimenti ostruito. Attualmente Porta Portese contiene 730 regolari e 770 irregolari. Dei regolari, che devono esibire una documentazione per esercitare la loro attività, 530 hanno un titolo, 200 dicono di averlo.
“Una delibera del comune del 2000, fatta dalla precedente amministrazione Veltroni, voleva ridimensionare i confini del Mercato e spostare gli irregolari in una o due zone, autorizzandoli a starci. I confini dovevano essere dal Deposito Atac di Largo Bernardino da Feltri, sulle mura della Portuense in direzione Porta Portese, per tutta via Portuense fino a largo Toja. Una grande “J” che non poteva contenere altri commercianti se non quelli regolari. Questo avrebbe portato – conclude Bellini – a una maggiore sicurezza, alle strade più sgombere, alla possibilità per eventuali soccorsi di arrivare in tempo, a combattere abusivismo e illegalità. La nuova amministrazione, per ora, ha lasciato tutto fermo. Bordoni, Assessore al Commercio del Comune di Roma, ci aveva promesso di riparlarne a gennaio 2009. Per il momento aspettiamo ma credo che sia necessario continuare su quella delibera, che avrebbe portato a un ridimensionamento del problema”. E dal Comune Santori conclude aprendo uno spiraglio sul futuro del mercato dicendo che “l’intenzione è quella di proseguire nel processo di riqualificazione urbanistica e commerciale dell’area del mercato che da anni attende decisioni determinate e risolutive dall’Assessorato al Commercio competente”.

Serena Savelli