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Nube dal gassificatore e nessun monitoraggio esterno: cosa succede a Malagrotta?

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Malagrotta (3)

Un mese fa una nube densa preoccupò i cittadini di Valle Galeria, ma il monitoraggio è ancora quello affidato dalla CO.LA.RI.
Lo scorso dicembre avevamo approfondito la notizia di un progetto affidato dalla CO.LA.RI al CNR per il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico nei pressi della discarica. Notizia che suscitò perplessità e dubbi tra comitati di quartiere e tra le istituzioni che da sempre affrontano la delicata questione. La società di Manlio Cerroni, che ha affidato il progetto, infatti gestisce proprio la discarica ed è quindi potenzialmente responsabile dell’inquinamento.
Ad oggi un importante aggiornamento risulta essere quello del 12 febbraio scorso, quando è stata avvistata una grossa nube nei pressi del gassificatore, riguardo la quale nessuno ha ancora saputo specificare nulla, ma che ha posto grandi interrogativi ai residenti della Valle Galeria. Manlio Cerroni rispose in quei giorni, dicendo che “nessuna nube si è sprigionata nei pressi del gassificatore come confermato dal monitoraggio video continuo a disposizione di tutti. Inoltre a Malagrotta è regolarmente in funzione una centralina di rilevamento dati della qualità dell’aria, che risultano essere più che positivi e ben al di sotto dei limiti previsti dalle normative di legge e che sono quotidianamente trasmessi dall’emittente Romauno, insieme ai dati delle altre 12 centraline Arpa installate a Roma, e consultabili sul sito www.romauno.tv nella rubrica denominata Qualità dell’aria a Roma”.
Massimiliano Ortu (Prc), Vicepresidente del Consiglio del Municipio XVI, ci spiega: “Un paio di settimane fa è stata avvistata una nube proveniente dal gassificatore e un cattivo odore probabilmente originato dai rifiuti depositati che non vengono ricoperti dalla terra come previsto dalla legge. Noi invece vorremmo che questo avvenga, che si seguano le procedure. Ma la cosa preoccupante è che non ci sono novità sulle verifiche riguardo il gassificatore. L’Arpa dovrebbe farle queste verifiche, mentre invece ora siamo in una situazione in cui controllore e controllato sono la stessa persona. Sia da parte della Regione che da parte del Comune, che si deve preoccupare di garantire la sicurezza, c’è un immobilismo istituzionale assoluto. La Provincia ha stanziato 3 milioni e mezzo di euro proprio per il monitoraggio, fondi che il Comune non sta utilizzando”. E riguardo a questi fondi si esprime Andrea De Priamo, Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Roma: “È necessaria una forma esterna di monitoraggio per l’aria, per il suolo e per l’acqua, bisogna quindi posizionare più centraline. La Provincia per esempio aveva annunciato dei fondi, circa 3 milioni e mezzo di euro, che non sono mai arrivati. Oggi ribadiamo che bisogna avere un interlocutore per chiudere Malagrotta, dovremo quindi attendere i risultati delle elezioni regionali”.
Sulla questione è intervenuto anche il Consigliere del Municipio XVI Marco Giudici (Pdl): “Il centrosinistra alla Regione Lazio ha abbandonato Malagrotta al proprio destino. L’amministrazione pubblica infatti, ad oggi, non ha il potere di controllare il livello, la tipologia di emissioni e i danni che queste procurano all’ambiente, perché ancora non sono state installate le centraline di controllo da parte dell’Arpa. Nel frattempo il gassificatore è stato attivato in fase sperimentale ed il privato controllato resta il controllore di se stesso, l’unico in assoluto. Stesso discorso vale per il Rio Galeria, il fiume biologicamente morto a causa delle sostanze inquinanti che ne hanno annientato l’ecosistema. Sembra tutta la giunta di centrosinistra si sia occupata di tutto fuorché dell’inquinamento a Malagrotta”.
Sul problema, quindi, ancora un punto interrogativo: chi si prende la responsabilità di migliorare concretamente la situazione senza addossare le colpe alle altre parti chiamate in causa?
Tra poco ci saranno le elezioni regionali e si avrà un nuovo interlocutore: ma avverranno quei cambiamenti radicali che si attendono da tempo? Staremo a vedere.

Marco Casciani