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PERICOLO MALAGROTTA: OCCHI PUNTATI SUL GASSIFICATORE DISSEQUESTRATO

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Torna a farsi sentire la "discarica più grande d’Europa" in questi giorni: sequestro del gassificatore, puntata di Report, dimissioni di Di Carlo e riaccensione dell’impianto

 Nonostante il problema Malagrotta ci sia da molto tempo, come spesso accade nel mondo dell’informazione, servono alcuni avvenimenti importanti perchè si torni a dare l’adeguata attenzione ad alcune questioni.
Oggi la situazione è questa: a Malagrotta giungono i rifiuti della Capitale, di Fiumicino, di Ciampino e della Città del Vaticano. La discarica è di proprietà di Manlio Cerroni, presidente del Co.La.Ri (Consorzio laziale rifiuti), un imprenditore romano che ha come unico obiettivo, naturalmente, quello di far fruttare a livello monetario la gestione dei rifiuti. La Regione Lazio, il 24 giugno scorso, stipulò il nuovo Piano Rifiuti dopo 9 anni di sollecitazioni, rischiando una sanzione da parte della commissione europea.

Le ultimissime novità però riguardano il gassificatore presente nella discarica, appena costruito e ancora in fase di collaudo.

L’11 Novembre scorso, infatti, il Tribunale di Roma aveva dichiarato il sequestro della struttura per una presunta violazione del decreto legislativo in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (la cosiddetta legge Seveso II) e indagato Cerroni e il responsabile dell’impianto Francesco Rando.
Questo fatto ha coinciso con una giornata particolare. Pochi giorni prima infatti, Massimiliano Ortu, capogruppo di Rifondazione Comunista e Vice Presidente del Consiglio del Municipio XVI aveva chiesto una seduta pubblica e straordinaria del Consiglio su Malagrotta e l’inaugurazione del gassificatore: ?Martedì 11 novembre terremo una seduta pubblica e straordinaria per discutere e, se possibile, contrastare l?ennesimo scempio ambientale di Roma. La Co.La.Ri, la società padrona dei rifiuti di Roma, mi ha invitato all?inaugurazione, così come ha fatto con tutti i Consiglieri. Ho respinto l?invito al mittente: chiedo ai miei colleghi di fare altrettanto?. Ciò di cui parlerà Ortu e su cui interverranno gli altri consiglieri riguarda la questione dell’inceneritore (si rifiuta di chiamarlo gassificatore perchè di fatto si tratta della stessa cosa), ma anche la decisione di aprire una nuova discarica a poche centinaia di metri da Malagrotta, infatti aggiunge:?Come se non bastasse Alemanno e Marrazzo hanno intenzione di aprire una nuova discarica accanto a quella gia esistente, ancora una volta a gestione privata, come l?inceneritore del resto. La Regione e il Comune, i responsabili di questa situazione, faranno finta di niente?".

Intanto Marco Giustini, il consigliere municipale della Lista civica Amici di Beppe Grillo di Roma, aveva proposto l’istituzione di una Consulta Ambientale della Valle Galeria per riunire cittadini residenti, istituzioni ed aziende e vigilare sui controlli ambientali e sanitari dell’area. Il documento presentato è stato approvato all’unanimità e come lui stesso afferma ?gli Amici di Beppe Grillo ottengono un?altra vittoria nella battaglia per difendere la salute e la sicurezza dei cittadini dell’area di Malagrotta e di Roma tutta. Noi siamo a favore del trattamento dei rifiuti senza inceneritore, abbiamo scienziati, dati concreti e reali per poter fare delle analisi, ma il dialogo è difficile se c’è il solo mero interesse di denaro. In sei mesi si può cambiare il Piano della Regione?.

Nel frattempo andava in onda su Rai3 la puntata di Report ?L’Oro di Roma?, nel quale faceva scalpore l’intervista all’Assessore Regionale alle Politiche della Casa Mario Di Carlo, il quale, dopo aver fatto pesanti affermazioni su presunti rapporti di amicizia con il proprietario Cerroni, riconsegnava la delega sui rifiuti al presidente Marrazzo. Il 21 Novembre, quindi, la procura autorizza il riavvio della struttura poiché, secondo gli avvocati dell’imprenditore, questa si sarebbe deteriorata se avesse continuato a rimanere inattiva.
Riguardo questi avvenimenti è intervenuto anche il consigliere del Municipio XVI Tiziano Maria Fioravanti (PdL) affermando che ?il fatto più clamoroso è sicuramente la riconsegna della delega di Di Carlo: è uno scandalo. Con il gassificatore dissequestrato la situazione non può essere risolta. Ma quel che è peggio è che i Carabinieri sono entrati negli uffici della Regione per il sequestro del gassificatore, mentre dovrebbe essere proprio la Regione a garantire la sicurezza dei cittadini. A questo punto sembrerebbe quasi che i cittadini di Massimina e Casal Ombroso siano considerati cittadini di serie B?.

Il presidente del Municipio XVI Bellini invece afferma che ?c’è un rischio che si corre in questi giorni e che è stato indotto dalla stampa a seguito dei fatti che si sono succeduti, e cioè che i cittadini rimangano le uniche vittime di questo problema. Nessuno parla del tema fondamentale. Ciò che i giornalisti si devono veramente chiedere per fare veramente un giornalismo d’inchiesta è: come stanno i soldi in quella situazione??.
Ora il gassificatore è stato dissequestrato definitivamente e rimane sotto la supervisione dei carabinieri del Noe (Nucleo Operativo Ecologico).

Intanto in Campidoglio si discute dell’emergenza rifiuti e il presidente della commissione ambiente del Comune di Roma  Andrea De Priamo invita alla ?cautela? con chi parla di chiusura di Malagrotta ricordando che ?Marrazzo e Di Carlo hanno proposto l’apertura, a poche centinaia di metri dagli impianti già esistenti di Malagrotta, di una nuova discarica che peraltro sembrerebbe essere di proprietà dello stesso gestore?.
La situazione è quindi molto delicata e in fase di sviluppo. Sembra peraltro non esserci ideologia politica dietro le decisioni prese. Se è vero che le possibilità di risolvere la questione esistono concretamente, allora sarebbe veramente grave non intervenire immediatamente.

Marco Casciani