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Il Bilancio di Roma Capitale: proteste dai municipi

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La Giunta rivendica una manovra equa e di sostegno alle classi più deboli ma l’opposizione denuncia scarsi investimenti

ROMA – Dopo l’ulteriore proroga concessa dal Governo, che spostava il termine ultimo per la presentazione del bilancio previsionale per il triennio 2011-2013 al 31 agosto, la città si era preparata ad aspettare ancora per l’approvazione, che invece è stata raggiunta il 9 luglio alle prime luci dell’alba. Il documento si basa sul maxi-emendamento presentato dall’Assessore al Bilancio Carmine Lamanda, che prevede per il triennio una manovra che ammonta a quasi 10 miliardi di euro, di cui 4,5 destinati alla spesa corrente e 2 agli investimenti, oltre ai 3 mld per il project financing, cioè gli investimenti con fondi privati. In particolare, per l’anno in corso, gli stanziamenti per la spesa corrente sono di 49 mln di euro a fronte di 50 mln destinati agli investimenti, nei quali rientrano anche gli 8 mln destinati specificatamente ai 20 municipi della città. Dalla Giunta è arrivato il plauso unanime al bilancio e gli esponenti del centro destra da più parti hanno sottolineato di avere scontato, oltre al debito di 12 miliardi, anche la riduzione dei trasferimenti dal Governo nazionale (152 mln in meno del previsto) ma di essere riusciti a licenziare un bilancio fondato su tagli agli sprechi, maggiore efficienza dei servizi e investimenti nel sociale che sono rimasti inalterati rispetto allo scorso anno.

Nel dettaglio, per l’anno in corso, le voci con le cifre più significative sono quelle destinate alle grandi opere pubbliche, 52,3 mln, in particolare sono stati stanziati 46 mln per i lavori della Linea C della metropolitana, poi i servizi sociali a cui sono stati destinati in tutto 16,6 mln, 9 mln invece alla manutenzione straordinaria delle strade, 15 per le scuole, tra ristrutturazione, interventi e la costruzione di tre nuovi asili nido e 18 mln per i centri anziani. Da segnalare le altre voci, per la cultura 5,3 mln di euro, di cui 1,3 per la stagione 2011/2012 del teatro Valle che il Comune ha deciso di prendere in gestione e gli 11,3 mln destinati all’ambiente, divisi tra interventi sul verde e le ville storiche, installazione di pannelli fotovoltaici, bonifiche delle sponde fluviali e in cui rientrano anche 45 mila euro destinati alla mobilità in bicicletta.  Nel bilancio anche una voce apposita per la promozione della candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020, a cui il Comune punta per il grande ritorno economico che comporterebbe e per cui sono stati stanziati 3 mln da qui al 2013. Tra le iniziative di sostegno alle classi più deboli economicamente è stato predisposto il Quoziente Familiare, che consente un risparmio di 30 euro annui sulla Tariffa dei rifiuti (che comunque aumenterà per la cittadinanza) per le famiglie numerose e un voucher di sostegno di 1.000 euro ai genitori che iscriveranno i propri figli a un asilo privato. Lamanda ha sottolineato da una parte  la gestione delle entrate, in tutto 290 mln, in cui un ruolo decisivo hanno avuto i ricavi derivati dal contributo di soggiorno per i turisti (75 mln) e il recupero dell’evasione fiscale (25 mln) e dall’altra il contenimento della spesa, che si è fermata 98 mln, beneficiando di un taglio delle spese per il personale di 27 mln e una gestione più oculata dei servizi attraverso la Centrale unica per gli acquisti, che consentirà, secondo l’Assessore, di risparmiare altri 40 mln nel 2011. Per questo ha commentato: “Si può finalmente guardare con fiducia alle prospettive di crescita della città che ha resistito meglio di altre alla crisi e ha confermato le sue capacità di reazione e di solidità nella produzione del reddito lordo su base nazionale”.

Di diverso avviso Alfredo Ferrari (Pd), Vicepresidente della Commissione Bilancio del Comune, che ha liquidato il documento parlando di “un bilancio indegno di Roma, che non autorizza nessuno a pensare la città come la Capitale d’Italia, una manovra scarsa ed incapace di creare sviluppo”. Nel merito della struttura del bilancio ha poi commentato: “Gli investimenti si riducono a 50 mln, perché dei 388 annunciati, 338 sono già impegnati per le linee metropolitane, inoltre il piano investimenti per i municipi è ridotto a zero e questo significa zero manutenzioni e zero servizi per i territori”. E dai municipi l’opinione sui fondi previsti per gli enti di prossimità è comune: pochi soldi a chi è presente sul territorio e amministra, occupandosi principalmente di manutenzione stradale e degli edifici scolastici, e troppi fondi ancora concentrati nei Dipartimenti. Insomma si rinnova la critica allo scarso decentramento di Alemanno.

Andrea Catarci (Sel), dal XI Municipio ha parlato di “un taglio sistematico di finanziamenti e personale per i Municipi, per di più aggravati di nuovi compiti e funzioni” attaccando il bilancio su più fronti: “Per il terzo anno di fila non contempla la realizzazione di nuove opere per i Municipi ed è lacrime e sangue per tutti i romani. Aumentano infatti tariffe e tasse, Irpef, rette di scuole e nidi, mense, diminuisce l’offerta dei servizi, in particolare quelli sociali, presi letteralmente d’assalto in questi ultimi mesi, con l’aggravarsi della crisi economica e degli sfratti e per cultura, attività sportive e ricreative, le voci economiche risultano prossime allo zero”. All’XI Municipio il bilancio destina 450.000 euro, questi i fondi direttamente gestibili oltre ai 928 mila previsti per la costruzione di un nuovo asilo a via del Tintoretto e 15 mila euro per la manutenzione stradale. Cifre che Catarci ritiene “irrisorie e assurde”.

Nel XVI Municipio la situazione non è migliore, la giunta di Fabio Bellini (Pd) riceverà dal Comune solo 300 mila euro, tra i trasferimenti più bassi previsti per i 19 municipi, oltre ai 630.000 euro previsti in bilancio ma gestiti dal Comune per la manutenzione delle scuole e l’apertura di un altro asilo nei prossimi tre anni. Bellini ha denunciato: “Ai municipi non arrivano fondi in più, si tratta degli oneri concessori derivanti dai Pup (i parcheggi sotterranei ndr), soldi tra l’altro legati a interventi intorno alle aree dei parcheggi. Il Comune quindi non aggiunge niente e prosegue nella sua ostinata assenza di confronto con i municipi, per i quali il Pd aveva chiesto 19 mln”.

Gianni Paris (Pd), che guida il XV Municipio, per cui arriveranno 460 mila euro, ha giudicato la manovra del Comune “priva di un orizzonte vasto per la città” dichiarando: “Oltre a destinare al Municipio fondi ottenuti tramite le sanzioni per i piccoli abusi edilizi e che già erano nelle nostre disponibilità, non è previsto nessun aumento reale delle risorse e nulla si sa delle grandi opere pubbliche previste sul nostro territorio. Per questo – ha aggiunto Paris – il Consiglio del Municipio ha approvato una risoluzione per chiedere ufficialmente al Sindaco Alemanno di conoscere le intenzioni del Campidoglio in ordine alla realizzazione della linea metropolitana D, del Ponte dei Congressi, dell’allargamento di via della Magliana, del prolungamento del tram 8 a Marconi, della cabinovia sul Tevere, dell’ampliamento della pista ciclabile, degli interventi per la navigabilità del Tevere, opere strategiche e in grado di migliorare profondamente la viabilità dei nostri quartieri”.

Anche dal XII Municipio, dove la maggioranza è di centro destra, il Presidente Calzetta (Pdl) non nasconde le sue perplessità sull’entità dei fondi trasferiti agli enti di prossimità: “L’approvazione del bilancio ci mette in condizione di lavorare con continuità, sebbene ci si potesse arrivare in tempi più celeri. Adesso  sarà necessario lavorare a ritmi serrati, sono tante le questioni da affrontare: dalla manutenzione delle strade all’offerta dei servizi alla persona e l’erogazione dell’assistenza nelle scuole, come la questione degli AEC per garantire il sostegno ai bambini portatori di handicap. Proprio per questo sarebbe auspicabile che arrivassero ai municipi maggiori risorse, oggi assegnate ai dipartimenti”.


Stefano Cangiano