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Intanto si demolisce, per il centro culturale si vedrà. Così salta il progetto per Tor Marancia

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MUNICIPIO VIII – Non cessano le polemiche in merito al processo partecipativo online #RomaDecide varato dal Campidoglio per ascoltare i progetti e le opinioni dei cittadini sulle alle opere da realizzare con i 17 milioni di euro provenienti dalla nuova Convenzione Urbanistica di Piazza dei Navigatori. Fin dall’inizio di questo iter la maggioranza in Municipio VIII si è detta fortemente critica nei confronti del voto online. Tra le criticità maggiormente riportate figura la contrapposizione tra le diverse realtà del territorio, in gara tra loro alla ricerca di click per vedere approvate le loro idee. Oltre all’assenza di progetti su piazza de Navigatori, l’area che maggiormente subisce il peso delle edificazioni private da cui provengono questi fondi.

LA RIMODULAZIONE – Inizialmente le opere finanziate erano 14, ma successivamente, con la delibera comunale del 2 novembre scorso, sono diventate 18. Si sono aggiunti altri 4 importanti interventi, ma per fare questo una delle opere ha subito una rimodulazione. Stiamo parlando del progetto per la realizzazione di un Centro Culturale in via di Tor Marancia 103, dove al momento è presente lo scheletro dell’ex Istituto scolastico Mafai.

L’AREA – L’ex scuola ormai è ridotta a uno scheletro e il giardino perimetrale è invaso dalle sterpaglie. Realizzata nel 1963 su di un’area di proprietà comunale assieme al vicino istituto di via Odescalchi 94, dal 1964 era la scuola elementare Raimondi. Successivamente è diventata l’Istituto Artistico Mario Mafai. È stata poi chiusa e occupata nel 2012 da “Officine Tor Marancia”. Una volta sgomberata nel 2014 ne vengono demolite le pareti esterne lasciando soltanto uno scheletro. È proprio questa condizione d’abbandono, assieme alla volontà di dotare il quartiere di un punto d’aggregazione, che ha spinto il gruppo di cittadini a promuovere questo progetto all’interno del processo partecipativo online. Inizialmente l’opera era stata inserita in graduatoria interamente (come ultima finanziata), poi con la Delibera comunale del 2 novembre scorso è stata rimodulata.

NESSUN CENTRO CULTURALE – Con la rimodulazione dall’importo iniziale di 4milioni e 800mila euro, che comprendevano abbattimento dell’esistente, progettazione e costruzione del centro, si è passati a un impegno di soli 700mila euro per demolizione e progettazione, “rinviando alle annualità successive il reperimento dei fondi per la ricostruzione del centro culturale”. In questo modo si è sicuramente fatto spazio ad altri quattro importanti interventi (ora infatti i progetti sono 18), ma si è quasi certamente messa la parola fine al progetto del Centro Culturale, perlomeno per un prossimo futuro. Una decisione fortemente criticata dal comitato, che aveva proposto e portato avanti il progetto, il quale in questi giorni sta anche raccogliendo firme per la pulizia dell’area e sottoponendo alla popolazione un questionario sul futuro di questo spazio: “Questa sarebbe stata l’unica opera pubblica ricadente nell’area Navigatori/Tormarancia, a parziale risarcimento dei disagi che la zona ha dovuto e dovrà sopportare – spiegano dal Comitato – Già 400 cittadini hanno firmato la petizione. La partecipazione è una cosa seria. Quella sugli oneri di urbanizzazione di piazza dei Navigatori lasciava molto a desiderare, nel merito e nel metodo. Ma una volta fatta i risultati vanno rispettati”.

L’APPUNTAMENTO – Per far conoscere il progetto e per dare conto dell’indagine online fatta partire in vista della progettazione dal basso, i cittadini del Comitato Centro Culturale Popolare Polivalente e l’associazione Parco della Torre, hanno indetto per il prossimo 19 dicembre un’assemblea cittadina.

Leonardo Mancini


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