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Incendi Municipio IX: in corso una strategia del fuoco

Dall’assessorato municipale all’Ambiente arriva la ricostruzione puntuale dei roghi degli ultimi due mesi

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MUNICIPIO IX – Il territorio del Municipio IX è stato colpito duramente dagli incendi delle ultime settimane. Una lunga scia di fuoco che è però partita già dagli ultimi giorni di giugno, culminando con i roghi che hanno interessato il Fosso della Cecchignola e la riserva del Laurentino Acqua Acetosa il 7 luglio scorso. È l’assessore municipale all’Ambiente, Marco Antonini, a ricostruire queste giornate parlando di una ‘strategia del fuoco’ che rende ancora più terribile questa emergenza.

I ROGHI DI GIUGNO – La ricostruzione diramata attraverso i canali social del M5S municipale parte dall’incendio del 19 giugno scorso che, partito da Casal Brunori, “forse colposo, forse doloso, ha raggiunto via Cortese a Mostacciano”. La stessa notte molte auto vengono poi date alle fiamme in diversi punti del Municipio. Ma l’elenco continua: “Nella tarda mattinata del 20 giugno un incendio è divampato a Tor de Cenci in un’area non accessibile, dietro la chiesa ed il campo da calcio, divorando circa 5 ha di terreno e alcuni alberi. Poco dopo alle 14,30 circa, sono bruciati circa 500 cassonetti e 150 gettacarte custoditi all’interno dell’area assegnata all’AMA per la realizzazione dell’isola ecologica e sede di zona. L’area è completamente asfaltata ed i cassonetti erano posti al centro, distanti svariati metri dalla vegetazione, che comunque non è bruciata. L’incendio ha sprigionato una grande nube nera che ha stazionato a lungo su Roma”. Qualche giorno di tregua e poi si arriva al 27 giugno, quando scoppiano ben quattro incendi in prossimità della Laurentina, di Spinaceto, della Pontina e di via Levi, “tutti spenti con l’ausilio di un elicottero; tutti di probabile origine dolosa”.

GLI INCENDI DEL 7 LUGLIO – Rimane allo scorso venerdì il primato dei danni e dell’estensione degli incendi. “Poco dopo le 10,45 è partito un incendio che ha quasi completamente distrutto la valle del Fosso della Cecchignola – dichiara Antonini – fortunatamente si è salvato il lembo di bosco nel vecchio alveo del fosso. Nel primo pomeriggio del 7 luglio altro incendio ha distrutto buona parte della riserva del Laurentino Acqua Acetosa che ha reso necessaria la chiusura di via Acqua Acetosa, dell’Ostiense e della Laurentina, oltre all’evacuazione dei locali sede della polizia locale”. Dall’assessorato fanno sapere che in questo caso, oltre ai gravi danni ambientali con la perdita di esemplari arborei, anche l’area archeologica è stata avvolta dalle fiamme, mentre sono state colpite un’area del Fosso di Vallerano e le colline che sorgono attorno alla sorgente di acqua minerale. “Più a Sud, nella mattinata del 7 luglio, un altro incendio ha investito l’area verde di via delle Acque Rosse tra la pineta e il depuratore di Ostia. Qui ad andare in cenere sono stati due ettari di vegetazione – seguita l’Assessore – Particolarmente grave l’incendio che nel pomeriggio del 7 luglio ha colpito la pineta di Castel Fusano, tra Canale dei Pescatori, la ferrovia Roma-Lido e la tenuta del Presidente. La stessa, più o meno, che il 2 luglio è bruciata creando disagi anche alla circolazione ferroviaria”.

LA STRATEGIA DEL FUOCO – Una lunga serie di incendi che, al netto di tutte le emergenze e le criticità del territorio, non possono che far pensare ad una regia: “È evidente che sia in corso una azione che appare essere coordinata, una sorta di strategia del fuoco, come spesso è avvenuto negli ultimi anni – spiega Antonini – L’anno scorso un analogo incendio ha interessato Tor de Cenci, seguito, nel successivo mese di luglio, da una serie di incendi gravissimi che portarono alla chiusura della Pontina per alcuni giorni. Le ragioni di tali incendi restano molto spesso ignote, come pure gli autori; ciò che rimane sono gravi danni alle strutture, alla vegetazione, inquinamento del suolo e dell’aria, strage di animali”. È chiaro che l’estrema siccità, il caldo fuori dal normale e le condizioni spesso critiche delle aree verdi, contribuiscano al verificarsi degli incendi, ma se nell’equazione inseriamo anche la mano ‘sapiente’ dell’uomo, tutto si tinge di toni ancora più foschi.

Leonardo Mancini

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