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Stadio della Roma: con la richiesta di vincolo si apre la possibilità di ricorsi

Nuovo stop per la società giallorossa. 120 giorni per decidere sul vincolo della Soprintendenza

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La possibilità che la Soprintendenza ponga il vincolo sull’area, se non farà naufragare il progetto, sicuramente concorrerà a rallentare di molto l’iter.

LA RICHIESTA DI VINCOLO – Nella giornata di venerdì è stato annunciato l’avvio del “procedimento di dichiarazione di interesse culturale”. Questo comporterebbe l’impossibilità di edificare nell’area “al fine di evitare che sia danneggiata la visuale dell’impianto o ne siano alterate le condizioni di inserimento nel contesto agrario attuale – si legge nella comunicazione della soprintendenza – caratterizzato dagli interventi di bonifica dei secoli XIX -XX, sia lasciata libera da opere in elevato, ad eccezione dei manufatti già esistenti, per i quali, in caso di sostituzione, non dovranno essere superate l’altezza e la densità attuali”.

DALLA SOPRINTENDENZA – Elemento centrale della polemica cresciuta in questi giorni è l’intempestività dell’apposizione di questo vincolo, un processo che arriva a ben ventisei mesi dalla votazione sul pubblico interesse in Assemblea Capitolina. In merito a questi tempi ha risposto Margherita Eichberg, soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Roma, all’Agi: “La delibera è stata approvata nonostante una serie di pareri che le due soprintendenze avevano dato, che avanzavano una serie di forti criticità in particolare sui grattacieli che sorgerebbero a fianco dell’impianto sportivo, che avrebbero dovuto determinare una modifica del progetto. Ora l’istruttoria si è fatta più approfondita per il livello definitivo del progetto depositato. Il proponente non ha approfondito adeguatamente la valutazione sull’ippodromo – prosegue – sostenendo frettolosamente che è un edificio degradato e che ha problemi di adeguamento alla normativa antisismica. Le tribune risultano tutelate anche dalla normativa comunale di piano regolatore (c.d. Carta della Qualità), dalla quale la previsione del progetto Stadio comporterebbe la deroga”.

I TEMPI DELLA PROCEDURA – La procedura partita nella giornata di venerdì scorso si dovrebbe concludere in 120 giorni, all’interno dei quali i proponenti avranno una finestra di 80 giorni per presentare le loro osservazioni. Successivamente il segretario regionale del Mibact, sentita la commissione regionale per la tutela, entro i 120 giorni dovrà decidere sull’apposizione del vincolo.

LA REPLICA DEI PROPONENTI – È una nota diramata nel fine settimana a delineare la posizione dei proponenti: “Sin dal progetto preliminare dello Stadio, presentato all’Amministrazione Capitolina nel maggio del 2014, e sottoposto al controllo preventivo delle Autorità pubbliche coinvolte nell’iniziativa, è stata prevista la demolizione dell’ex Ippodromo, per le sue fatiscenti condizioni anche sotto il profilo statico, e la sua sostituzione con il nuovo Stadio”. Quello che viene sottolineato è che da allora la Soprintendenza ha solo richiesto documentazione in merito ai ‘sondaggi preventivi’ e al ‘profilo paesaggistico’. “Tali documenti confermano che la procedura di vincolo culturale dell’Ippodromo, non solo non è mai stata esternata in precedenza – seguita la nota dei proponenti – ma anzi confligge con le valutazioni e i pareri resi nelle Conferenze di Servizi preliminare e decisoria in merito al progetto, basato sulla demolizione dell’ex Ippodromo e sulla realizzazione al suo posto del Nuovo Stadio”. In conclusione la posizione dei privati lascia trasparire la volontà di proseguire con ogni mezzo, anche arrivando a ricorrere al Tar: “Non possiamo esimerci dall’evidenziare come sia infine particolarmente singolare la tempistica di questo parere emesso dalla Soprintendenza e certamente avvieremo ogni possibile azione a tutela del nostro Progetto, di tutti gli investitori e pubblici azionisti della As Roma e naturalmente di tutti i tifosi che in queste ore non comprendono iniziative talmente intempestive da apparire quantomeno ostili”.

LeMa