Home Notizie Regione

Forlanini: un nuovo atto regionale ribadisce che la struttura resterà pubblica

Saranno necessari importanti finanziamenti da parte di investitori pubblici per la sua riqualificazione

SHARE

Tratto da Urlo n.154 febbraio 2018

PORTUENSE – Il 6 febbraio è stato approvato dalla Giunta regionale un atto di indirizzo che orienta le prossime azioni amministrative e gestionali per la valorizzazione dell’ex ospedale Forlanini, “in un’ottica di proprietà e fruizione pubblica del complesso, attraverso attività di interesse pubblico, istituzionali, sociosanitarie e sociali, oltreché attività culturali e formative e di sicurezza”. L’ultimo atto sul Forlanini risaliva al dicembre del 2016: la delibera n. 766 sanciva la modifica della categorizzazione del bene da “indisponibile” a “disponibile”, decretando la possibilità di impiegare l’enorme complesso edilizio in attività diverse da quelle sanitarie. All’interno dello stesso documento veniva indicato il valore commerciale dell’immobile, valutato dall’Agenzia del Demanio in 70milioni di euro. Immediate furono le polemiche, in primis quelle di Fabrizio Santori (Fdi), Consigliere regionale, che parlò di “svendita” della struttura e paventò il rischio che questa potesse essere ceduta a privati. Un anno fa avevamo quindi chiesto spiegazioni alla Regione che, attraverso il suo Assessorato al Bilancio, rassicurava che l’intenzione fosse di valorizzare l’immobile di pregio mantenendone il carattere pubblico. Nei mesi successivi sono state molte le dichiarazioni in questa direzione, arrivate anche dal Governatore Nicola Zingaretti. L’atto di indirizzo di pochi giorni fa chiarisce alcuni aspetti della delibera precedente e funge da orientamento per il futuro. La Giunta nel documento “conferma la volontà di recuperare e riqualificare il complesso monumentale e il parco circostante, garantendo la proprietà pubblica e usufruendo di risorse pubbliche per realizzare la predetta destinazione a finalità di interesse pubblico”. Per far questo e per giungere alla riqualificazione del complesso, seguita, “si rende necessario reperire importanti finanziamenti a carico degli investitori pubblici da coinvolgere nel processo di valorizzazione patrimoniale”. Prevista dall’atto la partecipazione di comunità locali e associazioni a un tavolo di confronto.

FUTURA DESTINAZIONE – Per la riqualificazione dell’ex nosocomio è necessario un investimento di circa 250milioni di euro, una somma della quale la Regione non può farsi carico. Quest’ultima, diceva la Pisana a giugno, “ha aderito al progetto dell’Agenzia del Demanio e del Ministero dell’Economia e delle Finanze ‘Proposta immobili’ che coinvolge le pubbliche amministrazioni in operazioni di valorizzazione, riuso o dismissione del proprio patrimonio immobiliare mantenendo la finalità pubblica di utilizzo”. I soldi per la riqualificazione potrebbero arrivare proprio dallo Stato per la creazione di un luogo di respiro internazionale, una “Città del Mondo” che coinvolgerà realtà diverse tra di loro; il concetto è stato ribadito ancora una volta a inizio febbraio dalla Regione, raggiunta telefonicamente da Urlo. Al momento però non esisterebbe alcun atto ufficiale ma solo manifestazioni di interesse e interlocuzioni che non sono ancora state formalizzate. L’unica cosa certa sembra essere lo spostamento all’interno di alcuni locali dell’ex nosocomio della caserma dei Carabinieri di Monteverde. L’enorme complesso immobiliare conta una superficie di 170mila mq, dei quali una (piccola) parte rimarrà di gestione Regionale e sarà riservata ad attività indicate come prioritarie dai cittadini nell’ambito della consultazione on line (chiusa il 31 gennaio) attraverso il portale Nuova Vita per il Forlanini: “Oltre 2mila cittadini hanno partecipato. Dal sondaggio è emersa l’esigenza di destinare parte degli spazi del complesso a servizi di interesse pubblico negli ambiti sociosanitario, sociale, culturale e funzioni di formazione e pubblica amministrazione”, ha dichiarato Zingaretti.

MANCANO I FATTI – Non esisterebbe nulla di certo per il Forlanini, “se non il trasferimento della Caserma. Di fatto però non c’è stato alcuno spostamento e i lavori non sono iniziati. Nel 2015 era stata annunciata la notizia ma i fondi necessari per i lavori sono stati stanziati dalla Regione solo nel 2018”, polemizza Santori, che incalza: “Zingaretti ha governato per 5 anni, durante i quali ha promesso di rilanciare l’ex ospedale ma di atti concreti non ce ne sono. Sotto la sua amministrazione sono stati spostati i reparti ma gli spazi vuoti non sono stati utilizzati, se non in affitto per il cinema o per le arene estive. Il Forlanini continua a essere chiuso e controllato da una vigilanza, con un costo non indifferente per la Regione. Non è stato fatto nulla per andare incontro alle reali esigenze dei cittadini. Ben vengano le osservazioni che usciranno dai sondaggi, ma i risultati dovrebbero essere pubblicati. Quando governeremo la Regione ci impegneremo ad amministrare veramente e a verificare se queste consultazioni sono state trasparenti. È una vicenda che non possiamo non analizzare ai raggi X. Riporteremo, così, finalmente il Forlanini nella disponibilità dei cittadini”.

GARANTIRE PROPRIETÁ PUBBLICA – Scettico appare invece Devid Porrello, Consigliere M5S in Regione, che ha dichiarato: “Ho sempre delle perplessità quando si parla di ‘interesse pubblico’. Non è detto infatti che un ente che eroga servizi per i cittadini sia poi di proprietà pubblica – dice il politico esprimendo il timore che attraverso l’atto di indirizzo di inizio febbraio non sia scongiurata la vendita a privati del Forlanini – L’ex nosocomio deve rimanere di proprietà e funzionalità pubbliche”. Il Consigliere ha poi aggiunto che nell’idea del M5S nel Forlanini “dovrebbero essere collocati servizi territoriali per il cittadino, amministrativi ad esempio (comunali e municipali). La struttura potrebbe essere destinata sia a servizi sociosanitari che sanitari puri, come ambulatori, ma potrebbe comprendere anche uno spazio per l’associativismo. Si deve valorizzare il parco e tutelare gli interessi storici. Tutti aspetti questi – conclude – che potrebbero essere realizzati mantenendo la proprietà pubblica dell’ex ospedale”.

Anna Paola Tortora