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Il San Camillo da oggi resta senza elisoccorso

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elisoccorso

Da oggi è sospeso il servizio di trasporto in elicottero di malati gravi all’elisoccorso del San Camillo fino a data da definirsi; il circuito delle emergenze rischia un blackout e la situazione è appesantita dalla probabile chiusura della base di Macao utilizzata come punto di accoglienza delle urgenze dirette all’Umberto I. A denunciare il tutto è Riccardo Agostini, consigliere PD alla Regione Lazio

IL CASO – Da oggi l’elisoccorso dell’Ospedale San Camillo sospende la sua attività. Ad annunciarlo era stata una comunicazione del gestore dell’elisuperficie del nosocomio del 22 ottobre scorso all’interno della quale si fa riferimento alla necessità di interrompere temporaneamente l’attività del servizio fino a conclusione delle operazioni necessarie per l’adeguamento dell’area. Sembrerebbe che i lavori siano necessari per rendere accessibile il servizio anche nelle ore notturne. La data di riapertura del servizio verrà comunicata a lavori ultimati.

LA DENUNCIA – Nessuna informazione precisa sulla tempistica né sul vincitore della gara d’appalto, tuona il consigliere Riccardo Agostini, membro della Commissione Salute. “Da domani e per un tempo indefinito il S. Camillo non sarà più servito dall’elisoccorso”, dice Agostini in una nota in cui sottolinea la gravità dell’assenza di comunicazioni da parte dell’Azienda sanitaria circa le tempistiche: “Purtroppo dalle comunicazioni ufficiali non si evince molto di più: non c’è data di conclusione lavori, non si hanno notizie sul costo dell’opera, su chi ha vinto l’appalto, in che cosa consistono i lavori e soprattutto quanto dureranno. Non si sa neanche se c’è un piano per supportare l’emergenza che si viene a creare.” Il tutto, seguita Agostini nella nota, è ancora più allarmante dalle voci rispetto alla possibile chiusura della base all’interno della caserma di Macao, funzionale per il trasporto dei malati gravi all’Umberto I: “Le voci girano da tempo – continua Agostini – ed il fatto che non siamo mai state smentite fa pensare che siano molto fondate.” Sarebbero insomma due i Dea di II livello, punto di riferimento non solo per la città di Roma ma per tutta la Regione Lazio, che verrebbero tagliati fuori dal sistema di gestione.

ASSENZA DI CHIAREZZA – Insomma, tutta la questione è contornata da un velo di poca chiarezza, seguita il consigliere regionale che domanda: “C’è un piano alternativo? La base della Macao si avvia ad essere chiusa?  L’Ares è a conoscenza di questa situazione di grande criticità e che cosa ha fatto fino ad oggi per evitarla? Domande che chiedono una risposta urgente. Domani l’eliambulanza con a bordo un ferito grave diretto al S. Camillo dove atterrerà? E se chiude la base della caserma Macao, l’elisoccorso come arriverà all’Umberto I?”. Domande, quelle poste dal consigliere, che attendono risposta.

Anna Paola Tortora