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Anche la Spagna guarda con attenzione il gioco e lo vuole sicuro e responsabile

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Non solo l’italico Paese tiene alta l’attenzione nei confronti del mondo del gioco d’azzardo, ai casino con bonus, ed a tutto ciò che vi gravita attorno: imprese, produttori, gestori, operatori. E questo perché, finalmente, il nostro Esecutivo (di oggi) ha prestato orecchi ed occhi al fenomeno del gioco che attraversava tutta la Penisola con le varie positività e negatività che portava con se, rendendosi conto che la cultura del gioco, la responsabilità e la sicurezza sono i tre elementi che devono circondare questo settore se si vuole avere il risultato di un gioco-divertimento e non di un gioco-distruzione (anche se questo è un termine alquanto eufemistico, ma usato spesso in alcune importanti Regioni insorte contro il gioco pubblico).

Ora, il nostro Paese sta cominciando un nuovo periodo dove si rapporterà al gioco in modo diverso a quello sin ora messo in campo ed ha già cercato di renderlo più equilibrato e meno pressante per i vari territori. Molto probabilmente anche il Consiglio per le politiche di Gioco spagnolo ha preso in mano questa situazione per il prossimo biennio in modo da razionalizzare la normativa vigente in aspetti di un possibile interesse comune ed in particolare in relazione “ai legami di sfruttamento”.

É in corso l’analisi dei rischi, delle vulnerabilità e delle misure da adottare relativamente alla frode nelle attività di gioco. Come si vede non solo il gioco del nostro Paese viene coinvolto in business non “chiari e trasparenti” e come è stato affrontata da noi questo problema altrettanto è stato affrontato dal Consiglio spagnolo per le Politiche del Gioco per il 2017-2018 con un programma che ruota attorno a tre capisaldi.

Si è concretizzata una sessione di lavoro sul gioco d’azzardo responsabile e la sanità pubblica: lo scopo di questa sessione era quello di stabilire uno spazio di collaborazione in cui si dovrebbero condividere diverse e variegate iniziative, visioni ed esperienze ivi compresi i percorsi futuri in relazione allo sviluppo del mondo del gioco, questione senza ombra di dubbio importante da affrontare, anche in Spagna.

Si sono sollevati interrogativi su come i regolatori del gioco dovrebbero affrontare la situazione sanitaria e la protezione delle fasce più vulnerabili e, conseguentemente, i rapporti con i funzionari della sanità pubblica. Nello stesso tempo sono state condivise le varie esperienze a livello statale e regionale in cui sono stati predisposti spazi di coordinamento e cooperazione tra i vari agenti istituzionali relativamente all’aspetto sociale del gioco che come sono importanti nel nostro Paese anche su territorio iberico qualche “problemino” lo comporta e, di conseguenza, va affrontato.

La tematica si è naturalmente allargata e concentrata anche per quantificare la misura -secondo una base equilibrata- nella quale le implicazioni del gioco possono “toccare” il sociale, data la responsabilità particolare dei regolatori di gioco, soprattutto in forza del fatto che questi sono i referenti pubblici di questo settore, particolarmente difficile ma anche in Spagna assolutamente legittimo. I Regolatori si sono trovati assolutamente d’accordo nel continuare ad usufruire di questi spazi di collaborazione per migliorare e completare le esperienze e trovare così le strategie migliori per i propri cittadini e per mantenere al sicuro i propri territori.