Home Rubriche City Tips

Etichetta alimentare: sappiamo come si legge?

SHARE

Quando facciamo la spesa ci affidiamo ai sensi o al buon senso?

Di norma sarebbe più indicato il buon senso, poiché noi ‘siamo ciò che mangiamo’ e ciò che mangiamo è scritto sulle etichette alimentari! A volte troviamo informazioni chiare ed esaustive, altre volte meno, questo perché alcune informazioni sono obbligatorie e regolamentate per legge, mentre altre sono facoltative, per questo un occhio di riguardo in più non guasta!

Le etichette sono presenti, convenzionalmente, su tutti i prodotti alimentari e rappresentano dal punto di vista informativo, una scheda sulle caratteristiche del prodotto, per far si che il consumatore possa essere meglio informato ed effettuare una scelta più consapevole.
Le norme che regolano la modalità di etichettatura dei prodotti sono stabilite dall’Unione Europea e sono specifiche per ogni alimento.

Quali sono le informazioni che per legge dobbiamo trovare in ciascuna etichetta?

– Quantitativo (peso netto/peso sgocciolato)
– Denominazione del prodotto
– Elenco degli ingredienti
– Tempi di scadenza
– Fabbricante/importatore
– Denominazione OGM
– Origine
– Indicazione del valore nutritivo
– Indicazioni nutrizionali e sulla salute
– Codice a barre

La quantità indica, appunto, la quantità netta di un prodotto, misurata in volume per i liquidi e in massa per gli altri prodotti. Molte volte appare il termine ‘peso sgocciolato’, ciò indica che il prodotto è immerso in un liquido e viene quindi indicata la sua quantità ‘peso sgocciolato’ oltre al peso netto;

La denominazione del prodotto comprende le informazioni relative alle condizioni fisiche del prodotto alimentare o al trattamento che quel prodotto ha subito, ad esempio, prodotto in polvere, congelato, concentrato, affumicato, etc.;

L’elenco degli ingredienti non deve essere casuale, ma regolato per legge. Ciò significa che gli ingredienti devono comparire in ordine decrescente di quantità, in poche parole il primo è più abbondante del secondo e cosi via. Controllando quindi l’ordine degli ingredienti tra due prodotti simili possiamo quindi farci un’idea di quale dei due è qualitativamente migliore;

La voce tempi di scadenza corrisponde alla scadenza del prodotto. Spesso, la si trova sotto le forme di: ‘da consumarsi preferibilmente entro..’ vuol dire fino a quella data il prodotto garantisce le sue proprietà, ma può essere consumato anche per un breve periodo successivo alla data indicata,
‘da consumarsi entro…’ va consumato assolutamente entro quella data e non oltre (yogurt, latte, formaggi freschi);

La voce fabbricante/importatore deve essere chiaramente indicata sulla confezione in modo che il consumatore sappia chi contattare in caso di reclamo o per ottenere ulteriori informazioni sul prodotto. Oggi diamo molta importanza alla provenienza dell’alimento come ulteriore garanzia di sicurezza; nel settore ortofrutticolo dal 15/02/2003 è entrato in vigore un D.lgs (306/02) che dispone l’applicazione di una carta d’identità da applicare alla frutta e alla verdura, in cui devono essere indicati: natura del prodotto, origine, varietà e categoria. Purtroppo sono ancora tanti i commercianti a non applicare la legge;

L’uso del termine biologico sulle etichette è sottoposto a una rigorosa normativa comunitaria.
La denominazione è permessa soltanto con riferimento a metodi specifici di produzione alimentare conformi a standard elevati di protezione dell’ambiente e di benessere degli animali. Il logo europeo “agricoltura biologica regime di controllo CE” può essere usato dai produttori che rispettano i requisiti richiesti. L’indicazione sull’etichetta è obbligatoria per i prodotti che hanno un contenuto di OGM superiore allo 0,9 %. Tutte le sostanze di origine OGM devono essere indicate nell’elenco degli ingredienti con la dicitura “geneticamente modificato”.

L’indicazione del paese o della regione d’origine è obbligatoria per alcune categorie di prodotti quali la carne, la frutta e la verdura. È inoltre obbligatoria se il nome commerciale o altri elementi sull’etichetta, quali un’immagine, una bandiera, o il riferimento ad una località possono indurre in errore il consumatore sull’esatta origine del prodotto;

La voce indicazione del valore nutritivo descrive il valore energetico nonché gli elementi nutritivi di un prodotto alimentare (proteine, grassi, fibre, sodio, vitamine e minerali). Queste informazioni devono essere fornite nel caso in cui al prodotto sia associata un’indicazione nutrizionale;

Esistono norme UE per garantire che le indicazioni nutrizionali o sulla salute riportate sulle confezioni degli alimenti siano veritiere e basate su elementi scientifici. Indicazioni quali ‘basso tenore di grassi’ o ‘elevato contenuto di fibre’ devono essere conformi a definizioni armonizzate, in modo che abbiano lo stesso significato in tutti i paesi dell’UE.
Ad esempio, la dicitura ‘elevato contenuto di fibre’, si può usare soltanto per prodotti che contengono almeno 6 g di fibre per 100 g di prodotto;

Il codice a barre composto di un insieme di barre e numeri, permette di risalire alla provenienza nazionale. Ad esempio: 80 Italia, 30 Francia, 400 Germania, 57 Danimarca, 45/49 Giappone.

Consigli per un corretto acquisto:

– Etichette ricche di indicazioni alimentari sono sinonimo di qualità del prodotto. Tante più indicazioni sono presenti sull’etichetta alimentare e tanto migliore sarà il giudizio alimentare su quel determinato prodotto. Il produttore per legge è obbligato a rispettare la veridicità delle informazioni riportate sull’etichetta;

– Non fate troppo affidamento sull’immagine della confezione. A volte sotto l’immagine rappresentativa del prodotto ritroviamo, anche se in caratteri minuscoli, la dicitura ‘l’immagine ha il solo scopo di presentare il prodotto’, quindi non facciamoci ingannare dall’illustrazione perché essa non è legata necessariamente al reale aspetto del prodotto. Stiamo sempre attenti nel verificare l’integrità della confezione, accertandoci che non ci siano segni di danno o rigonfiamenti;

– La descrizione del metodo di produzione, certificazioni di qualità, ricette e numero verde di assistenza clienti contribuiscono ad elevare ulteriormente la qualità del prodotto;

Attenti alle truffe!

– Poiché gli ingredienti appaiono in ordine di quantità alcune etichette alimentari possono trarre in inganno il consumatore. Se per esempio vengono utilizzati due tipi diversi di grassi (margarina e strutto) questi compaiono in etichetta come due ingredienti distinti. In realtà appartengono entrambi alla categoria dei grassi e nel loro insieme possono rappresentare un quantitativo superiore (ad es. 25 + 25 = 50%) a quello impiegato per la produzione di un altro prodotto in cui il termine strutto compare prima tra gli ingredienti (40%) ma che non viene associato ad altri grassi. In questo caso il contenuto lipidico del secondo prodotto è inferiore;

– Prestate la massima attenzione a cosa leggete: non fidatevi della scritta promozionale ‘senza zucchero’ ma leggete attentamente le etichette.
Se tra gli ingredienti compare una delle seguenti diciture “sciroppo di glucosio” “sciroppo di fruttosio” “maltosio” “amido di mais” “sciroppo di cereali” l’alimento contiene indirettamente dello zucchero. Queste sostanze infatti hanno un alto indice glicemico che le rende del tutto simili al saccarosio;

– Occhio al prezzo! Molte volte ci capita di scegliere il prodotto in base al prezzo, pensando di risparmiare, ma in realtà se confrontiamo i due prodotti ci possiamo rendere conto che non sempre è così. Impariamo a confrontare il peso, sia intero che sgocciolato: mole volte quello che costa di meno e perché contiene meno prodotto. Impariamo a verificare la qualità: spesso l’uso massiccio di additivi sottolinea la scarsa qualità dell’alimento, perché queste sostanze molte volte vengono usate per mascherare l’assenza di alcuni ingredienti troppo costosi o per compensare la scarsa qualità delle materie prime;

Quando facciamo la spesa utilizziamo anche il ‘cervello’ e non solo gli occhi, facciamoci guidare dal buon senso e pensiamo che è meglio acquistare meno prodotti ma di qualità che riempire la cucina di prodotti scadenti ce potrebbero danneggiare la nostra salute!

Maria Linda Muzi