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Rifiuti: il Comune si rivolge al TAR e la Regione è pronta a commissariare

È scontro tra Palazzo Senatorio e la Pisana per il rispetto dell’ultima Ordinanza della Regione che chiede al Comune di presentare un Piano Impiantistico di concerto con AMA

ROMA – Si profila lo scontro tra il Comune di Roma e la Regione Lazio in merito alla gestione del sistema rifiuti. In particolare il Campidoglio ha deciso di non ottemperare alle richieste dell’Ordinanza di Zingaretti di inizio aprile, che imponeva la presentazione (assieme ad AMA) di un piano impiantistico entro 30 giorni. Inoltre l’amministrazione grillina ha deciso di impugnare l’ordinanza davanti al TAR. L’Ordinanza regionale si era necessaria per sventare la crisi nel sistema rifiuti che avrebbe potuto lasciar ei rifiuti in strada durante le festività pasquali, a seguito della chiusura della discarica di Roccasecca e della necessità di portare i rifiuti fuori dal Comune di Roma e persino dalla Regione.

IL COMUNE SI RIVOLGE AL TAR

Dal Campidoglio fanno sapere di aver deciso di impugnare davanti al TAR l’Ordinanza della Regione Lazio che, spiegano, “impone a Roma Capitale l’individuazione di un sito di discarica dentro la città. Nello stesso documento la Regione ordina ad AMA Spa scelte industriali che, invece, spetterebbero alla Municipalizzata”. Sulla vicenda è l’assessora ai Rifiuti, Katia Ziantoni, a prendere parola: “Il governatore Zingaretti, sui rifiuti, sta giocando una partita pericolosa, tutta a svantaggio dei cittadini romani. Evidentemente la volontà è di tornare a sacrificare sempre gli stessi territori come la Valle Galeria. Lo stesso Zingaretti, che oggi denuncia le inadempienze di Roma Capitale, solo lo scorso gennaio, è stato commissariato nella provincia di Latina per non aver individuato la rete integrata e adeguata degli impianti di smaltimento“.

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LA RICOSTRUZIONE DEL CAMPIDOGLIO

Dal Comune in una nota ricostruiscono le vicende che hanno portato alla decisione di rivolgersi al TAR: “La chiusura di Roccasecca e il mancato ampliamento della discarica, a seguito degli arresti di Valter Lozza (proprietario del sito) e dell’ex dirigente regionale dell’Area Ciclo Rifiuti, Flaminia Tosini, avviene a distanza di un anno dalla chiusura anticipata della discarica di Colleferro (autorizzata fino al 2022) – si legge nella nota – Questi due eventi, con responsabilità tutte regionali, hanno aperto la crisi dei rifiuti nelle province di Roma, Frosinone e Latina tanto da spingere i Sindaci a chiedere il commissariamento della Regione Lazio”. Così l’assessora Ziantoni si scaglia contro le inadempienze regionali: “Roma Capitale ha già dato riscontro alla prima ordinanza di Zingaretti, inviando il piano industriale approvato. Il Piano Rifiuti adottato dalla Regione, infatti stabilisce il termine di 36 mesi per raggiungere l’autosufficienza in ambito provinciale, per questo le ordinanze di Zingaretti sembrano più che altro un’ammissione di colpa“.

LA REPLICA DELLA REGIONE

Per il momento il Governatore Zingaretti ha replicato alla decisione del Comune a margine dell’inaugurazione dell’hub vaccinale di Porta di Roma: “C’è un’ordinanza che chiede al Comune di fare un piano impiantistico e di indicare i luoghi dove si conferiscono i rifiuti. Questo piano non è arrivato – ha detto Zingaretti – Faccio un appello perché trovo folle che si tolgano soldi a romani per portare i rifiuti in altre regioni italiane. Non voglio arrivare al commissariamento ma se Roma non presenta il piano, la Regione dovrà fare qualcosa nei prossimi giorni“. Una posizione dura anche quella assunta dall’assessore regionale Massimiliano Valeriani, che replica al Campidoglio con un post su Facebook: “È giusto che a Roma in cinque anni la raccolta differenziata è diminuita e non è stato costruito un solo nuovo impianto per gestire 3 mila tonnellate di rifiuti al giorno? – e ancora – È giusto spendere in cinque anni quasi un miliardo di euro dei cittadini per portare i rifiuti in giro per l’Italia e lasciare che siano altre comunità a farsi carico di questo peso? I romani sono contenti di avere una città sporca e di pagare la Tari più alta d’Italia? È giusto avere un sindaco che invece di risolvere un suo problema continua a chiedere agli altri di gestire i rifiuti della propria città? Tutto questo non è giusto: l’Amministrazione Raggi ha deciso di non governare la città ed è l’unica responsabile di questo disastro”.

LeMa

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