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Roma: annunciato il termovalorizzatore per chiudere il ciclo dei rifiuti

Tra favorevoli e contrari il Sindaco Gualtieri punta a chiudere la partita entro il 2025

Tratto da Urlo n.201 maggio 2022

ROMA – Il 20 aprile scorso Roma ha scoperto di avere nel proprio futuro la costruzione di un termovalorizzatore. Una notizia arrivata nel corso del Consiglio Comunale, durante il quale ci si aspettava da Gualtieri l’indicazione di una discarica per la Capitale, così come chiesto dalla Regione Lazio durante l’Amministrazione 5Stelle. Invece il primo cittadino ha rilanciato con l’idea di realizzare in tempi brevi un termovalorizzatore da 600mila tonnellate l’anno, relegando il tema della discarica ad un piccolo impianto per conferire le ceneri stabilizzate da 60mila tonnellate.

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L’ANNUNCIO

Dopo un’attenta valutazione e un esame in termini di costi, abbiamo deciso di dotarci di un nuovo impianto che produca calore ed energia e che ci permetta di raggiungere l’obiettivo zero discarica”. Il Sindaco ha sottolineato la natura pubblica dell’impianto che dovrebbe avere emissioni minori di quello realizzato a Copenaghen (famoso per ospitare una pista da sci), creando risparmi su elettricità e gas. Inoltre, sempre stando a quanto riferito dal Sindaco, “la completa chiusura del ciclo ci consentirà di abbattere i costi di trattamento dei rifiuti e ridurre la Tari del 20%”. Il primo cittadino ha poi aggiunto: “È tempo di chiudere una saga che dura da troppo tempo. Voglio essere l’ultimo sindaco che trascorrerà il suo tempo a trovare sbocchi costosi e precari in giro per l’Italia e per l’Europa. Roma non merita tutto questo”.

PROGETTO, COSTI E TEMPI

Al momento il costo di questo progetto è stimato in 600-700 milioni di euro e la speranza dell’amministrazione sembra essere quella di realizzarlo in tempi brevi, magari proprio entro il Giubileo del 2025, grazie ai poteri da commissario straordinario concessi al Sindaco dal Governo. “Stiamo lavorando con il Governo e la Regione per definire il percorso e le procedure straordinarie per garantire massima rapidità per la realizzazione del piano, anche alla luce della scadenza del Giubileo”, ha infatti confermato Gualtieri. L’impianto in ogni caso dovrebbe rimanere pubblico, con la partecipazione nel progetto di AMA e di ACEA. Sul luogo dove sorgerà il termovalorizzatore ancora non c’è ufficialità, anche se è stata avanzata l’ipotesi di un’area a Santa Palomba al confine esterno del Municipio IX.

LE POSIZIONI

L’annuncio del Sindaco non ha lasciato indifferente la politica capitolina, con critiche sia all’opposizione che nella maggioranza, dove non mancano le posizioni alternative. Da Europa Verde, con il consigliere Nando Bonessio, che chiede un confronto con Gualtieri, sottolineando anche che per le Direttive UE “l’incenerimento va dismesso e il recupero energetico lasciato in posizione residuale al pari della discarica: entrambi non possono sommare insieme più del 10% dei rifiuti totali, che per Roma significa non oltre le 170mila tonnellate l’anno a fronte di un inceneritore ipotizzato da 600mila”. Sempre dalla maggioranza i consiglieri Michela Cicculli e Alessandro Luparelli, di Sinistra Civica Ecologista, sostengono di aver “sempre espresso, senza ipocrisia, la nostra contrarietà all’ipotesi di realizzare un inceneritore – e ancora – Prendiamo atto degli indirizzi del Sindaco, ma sentiamo la responsabilità di esprimere il nostro punto di vista differente che esige di conoscerne i dettagli e capire nello specifico quali impianti, dove e con quali modalità verranno realizzati”. Critiche arrivano dal M5S che il 22 aprile ha simbolicamente occupato l’Aula Giulio Cesare. La capogruppo dei pentastellati, Linda Meleo, ha sottolineato le discrepanze tra la campagna elettorale di Gualtieri e la decisione attuale: “Soltanto qualche mese fa aveva espresso il suo totale dissenso nei confronti di un nuovo termovalorizzatore a Roma, ribadendolo con decisione in più occasioni. Adesso cambia radicalmente idea e decanta l’ipotesi inceneritore, arrivando addirittura a etichettarlo come una svolta di sostenibilità”. A questa accusa Gualtieri ha risposto di aver sempre affermato di voler realizzare impianti per la chiusura del ciclo, sostenendo anche la necessità di potenziare la valorizzazione energetica dei rifiuti, a partire dal termovalorizzatore Acea di San Vittore. Il sostegno alla decisione del Sindaco arriva dal gruppo della Lista Civica Calenda, che si scaglia contro l’opposizione dei 5Stelle a tutti i livelli: “È inaccettabile – affermano – che venga posto un veto al termovalorizzatore proprio da parte di chi in cinque anni ha ridotto Roma una discarica a cielo aperto. Da Conte, Lombardi e Raggi oggi arriva solo un ‘no’ a soluzioni di buon senso”. Ma in queste settimane non è facile la gestione dei rapporti nemmeno all’interno dello stesso Pd, soprattutto in Regione, dove l’Assessorato all’Ambiente è affidato alla 5Stelle Roberta Lombardi. Contro queste dinamiche, ma a favore del termovalorizzatore, si è espresso il leghista Fabrizio Santori: “Noi diciamo sì al termovalorizzatore, e vogliamo la pulizia della città anche da questi teatrini vergognosi”. Nel centrodestra arriva il parere favorevole di Forza Italia, mentre per Fdi “il sindaco propone per Roma il termovalorizzatore senza tenere conto del fatto che questa tecnologia è ormai obsoleta e superata”, ha detto il capogruppo Giovanni Quarzo.

Leonardo Mancini

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