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Festival Internazionale del Film di Roma: terza giornata

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Il resoconto della terza giornata della Festa del Cinema di Roma, all’Auditorium Parco della Musica fino al 17 novembre

“La verità è che noi siamo animali, pensiamo solo a difenderci e a difendere il nostro territorio. Perciò i rapporti tra gli esseri umani sono fondati sul conflitto, non sulla fratellanza o l’amore. Noi proviamo invidia, odio, fastidio per il prossimo e se ci comportiamo bene è solo perché mentiamo ogni giorno. Vivere nella società significa mentire per tutta la vita. Se io entro nell’ascensore e ci trovo il mio vicino, vorrei dirgli “io ti odio, odio te e tutto ciò che rappresenti. Puzzi e vorrei non vederti mai più” però dico “salve, come sta? Oggi piove, speriamo domani ci sia il sole”. Mento, perché l’educazione mi dice di farlo. L’educazione serve a non ammazzarci l’un l’altro”.

Queste parole le ha pronunciate Alex de la Iglesia durante l’incontro pubblico che si è tenuto al Teatro Studio dell’Auditorium. Probabilmente non serve aggiungere altro per far capire che tipo di incontro sia stato, con un pubblico piegato in due dalle risate, ma allo stesso tempo estremamente attento alle parole del regista che col suo cinismo ha spiegato esattamente come provocare la risata con il film. Un metodo di fare comicità universale tipico dei nostri tempi, cioè attraverso l’uso dell’ultraviolenza e dell’annichilamento totale del pubblico: l’idiozia pura. Un po’ come Bart e Lisa Simpson che guardano Grattachecca e Fichetto in Tv.

L’altro incontro della giornata è stato quello con il regista Jonathan Demme. Mario Sesti, accompagnato da Giona Antonio Nazzaro, ha condotto un’interessante conferenza stuzzicando il regista su diversi argomenti. La musica innanzitutto, perché Demme è un drogato di musica, e lo si capisce dai suoi film e dal suo recente docu-film su Enzo Avitabile presentato l’anno scorso a Venezia. È stato un momento interessante perché Avitabile era presente in sala all’insaputa di Demme il quale, notandolo, si è lanciato in una serie di “Oh my God!” da Talk show televisivo. Demme è presente al Festival di Roma per l’anteprima mondiale del suo Fear of Falling, un film tratto da una produzione teatrale mai realizzata di Andre Gregory, basata sul racconto “Il costruttore Solness” (“Bygmester Solness”) di Henrik Ibsen. Questa sera avremo l’opportunità di assistere alla prima.
Ma l’evento della giornata è stato indubbiamente l’arrivo a Roma di Spike Jonze, Scarlett Johansson e Joaquin Phoenix per il film in concorso Her, finora probabilmente il miglior film presente al festival. La febbre da vip ha colto tutto l’Auditorium per il red carpet degli attori hollywoodiani, mentre la pioggia ha risparmiato i loro vestiti con strascico.

Ha distratto il pubblico dai red carpet successivi, ovvero quello di Valeria Golino e Filippo Timi per Come il Vento di Marco Simon Puccioni e quello dei Manetti Bros presenti al festival, ma fuori concorso, con Song’e Napule.

Il Festival Internazionale del Film di Roma è anche questo. Le polemiche non finiranno mai di cessare naturalmente, e lavorarci comporta dosi massicce di stress, ma qui puoi trovare l’adolescente “emo” che aspetta Jared Leto, famiglie incuriosite, giovani di passaggio, gente che non è del settore e non è con la puzza sotto al naso come molti giornalisti, studenti o pseudo addetti ai lavori. Magari non sa chi è Federico Fellini e mentre aspetta con ansia Scarlett Johansson, magari, con la coda dell’occhio, si sofferma sulla locandina del documentario di Roberto Naccari e Stefano Bisulli “L’altro Fellini” presente nella sezione Doc del festival, e se non ha di meglio da fare può anche entrare, comprare il biglietto al prezzo di 8 euro e vederlo.

Marco Casciani