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Helalyn Flowers: l’erotismo della notte

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Dalle periferie della nostra città nascono gli Helalyn Flowers, una combinazione insana e sensuale di Industrial ed Electro Wave. La band è formata da MaXX e dalla bellissima NOemi Aurora, la frontman della band, animale sul palco e capace di padroneggiare la voce come solo pochi artisti riescono. Tra gli scomodissimi paragoni che le sono stati attribuiti si citano Bjork, Madonna, Shirley Manson ed Amy Lee. Non proprio robetta! Il mood è quello inconfondibile: nero di forma e di sostanza e al contempo aggressivo e ossessivo, quasi a voler controbattere colpo su colpo le introspezioni e le crisi di identità più profonde. Gli elementi di gothic rock vengono fusi in un calderone di EBM ed Industrial Metal con delle venature Synth Pop in cui gli strumenti suonati vengono forzati a suoni tossici e distaccati.
La band comincia la produzione nel 2006 grazie all’uscita dei singoli “E-race Generation” e “Voices” che gli consentono un’immediata e rapidissima ascesa in termini di ascolti. Infatti la band riceve attestazioni di merito da prestigiose riviste internazionali come Orkus, Sonic Seducer, Flash and Rock Sound UK, fino a raggiungere un accordo commerciale con l’etichetta indie belga Alfa Matrix per la quale registrano, nel 2007 l’album di esordio “A voluntary coincidence”, ed il sorprendente “Stitches of Eden” nel 2010. Ed è grazie a questo lavoro che finalmente gli Helalyn Flowers si fanno notare anche nell’underground italiano, fino a ottenere il fregio di “to the top of the scene” dalla magazine di culto Ritual.
Prima di pubblicare il terzo lavoro, “White me in black me out”, il più oscuro della loro discografia, la band romana calca e condivide prestigiosissimi palchi insieme a pilastri industrial-darkwave come Emilie Autumn, Das Ich, Ataraxia, Theatres des Vampires, Attrition UK.
Nel 2015 la band pubblica il suo quarto lavoro, “Beware of light”, che vede la partecipazione del leggendario Chris Pohl dei Blutengel, che li spinge a sperimentare i loro limiti artistici; l’album, infatti, prende una direzione diversa, rispetto al precedente molto cupo e claustrofobico, prediligendo sperimentazioni di dark in chiave moderna su un tappeto di fortissima energia.
È del 2018, invece, l’ultimo lavoro “Nyctophilia”, un’ode alla notte in cui tutto prende forma: colori, suoni, sogni e desideri. A dimostrare che il buio può essere il posto giusto.

David Gallì