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Guarire con la patologia del Teatro

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Teatro patologico è teatro altro, è teatro integrato, è teatro di disabili o di malati, è scuola e ricerca, è una compagnia ed è un sogno in divenire.

Ed è una realtà ormai nota. Lo è a Roma, in Italia e anche oltre i confini nazionali, come dimostra il premio ricevuto in Inghilterra la scorsa estate per lo spettacolo “Medea”, il Wilton’s Music Hall Best Show Season 2013, trampolino di lancio per un tour che porterà la compagnia in Brasile, Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone. L’impegno è tanto dunque, e viene ricompensato. Un impegno che si manifesta anche quest’anno nel Festival del Teatro Patologico, iniziato il 7 febbraio e che proseguirà fino al 2 marzo, con un calendario fitto, caratterizzato da appuntamenti teatrali, musicali e occasioni di confronto.

Il cartellone prevede quattro spettacoli teatrali, messi in scena dal giovedì alla domenica, produzioni coraggiose, fuori da qualsiasi coro e che certamente solleciteranno fino allo stupore chi sarà al di qua del palco.
Si inizia con La trota, di Dario D’Ambrosi, che è anche Direttore Artistico del festival, una storia che non ha bisogno del reale, con al centro un personaggio capace di creare un mondo acquatico all’interno del suo appartamento in cui far vivere creature sospese tra sogno e necessità immaginativa. La stessa atmosfera onirica rivive, con tinte e suoni diversi in “Shet Ehod, le figlie della notte”, di Giuseppe Palazzo, un incontro con la poesia orientale di tutte le epoche in cui concedersi ai versi, alle musiche e alle danze di un altro mondo, lontano nel tempo e nello spazio. “Angelo della gravità, un’eresia” è invece il lavoro sull’attore che da tempo ha intrapreso NoveTeatro e che ha trovato una realizzazione in questo monologo che sperimenta forme espressive uniche, che fanno del protagonista e dello spazio un unico corpo, un’unica dimensione, quasi trascendentale. Alessio Pala e Angelo D’Alessandro con “Illuminazione pubblica, primo studio senza ciclo” hanno trovato allo stesso modo uno spazio alternativo, esplorabile solo con i mezzi della tecnica, quel grembo materno in cui prenderà forma il dialogo ininterrotto tra una madre e suo figlio.
Questi lavori degni di nota saranno accompagnati da eventi di altro tipo, come la rassegna musicale “Crazy sound”, anch’essa scandita su 4 appuntamenti e anch’essa capace di riunire artisti di provenienze geografiche e culturali diametralmente opposte tra loro. O ancora gli aperitivi letterari del lunedì, seguiti dalla serie di incontri di “Qualcuno volò sul nido delle Donne”, che riunisce una programmazione parallela a quella dei lavori teatrali con la presentazione di un libro sulle mafie, uno spettacolo che presenterà una galleria di personaggi realmente esisti del secolo scorso e un audiodocumentario teatrale sul lavoro, tutto da un punto di osservazione sul mondo esclusivamente femminile.
Il Festival del Teatro Patologico offre molto, lo offre in modo diverso e consente di fare esperienza di arti diverse che si svincolano dalla realtà riuscendo contemporaneamente ad incidere profondamente su di essa, grazie alla loro unicità, che è ciò che libera da qualsiasi patologia.

Festival del Teatro Patologico
Dal 7 febbraio al 2 marzo
Teatro Patologico
Via Cassia 472
www.teatropatologico.org
teatropatologico@gmail.com
06/33 43 40 87 – 389 42 90 799

Stefano Cangiano