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Da Punto Verde Qualita’ a discarica abusiva

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Quale destino attende il Parco di Spinaceto-Tre Pini?

Il Punto Verde Qualità di Spinaceto-Tre Pini, che aveva richiamato la nostra attenzione lo scorso anno, sorgerà in un’area molto vasta che, partendo da Largo Sergi, occuperà una buona fetta del parco retrostante. L’impianto complessivamente occuperà una superficie di 174mila mq e comprenderà un asilo nido, un centro sportivo coperto, un’area parcheggio ed un centro commerciale. Una grossa possibilità di speculazione per il privato ed un grande vantaggio per il pubblico: ottenere la manutenzione di uno spazio verde troppo spesso lasciato al degrado.
Purtroppo la storia a lieto fine, a distanza di un anno, è ancora lungi dal concretizzarsi. Cosa sta accadendo? I frequentatori del parco lamentano alcune storiche carenze. In una lettera recapitata al Presidente Calzetta, pur riconoscendo che “l’Assessore competente Cuoci non ha fatto mancare le sue attenzioni” il Vicepresidente dell’Associazione Amici del Parco, Massimo Tesei, ha sottolineato “l’assenza di qualsiasi forma di pulizia programmata da parte dell’Amministrazione, sia comunale che municipale”. Inoltre, a causa di un “incremento della frequentazione di comitive che effettuano gite e pic-nic, il Parco sta diventando più simile ad una discarica che non un’area dedicata al relax della popolazione”. Una discarica, per l’appunto. Di tale portata da far intervenire il XII gruppo della Polizia Municipale che, a fine ottobre, ha messo sotto sequestro l’area retrostante il mercato di largo Sergi. I sigilli sono saltati, e solo qualche bambino curioso si ricorda della loro esistenza. Ma sono loro che, più di altri, rischiano l’incolumità fisica, andando a giocare in uno spazio, un tempo verde, ed oggi abbandonato e virtualmente protetto da brandelli di nastro giallo. Cosa c’è all’interno? “Essenzialmente, tolta una lavatrice e un copertone – dichiara Guido Basso, Presidente del Comitato di quartiere – c’è del materiale di riporto specifico della lavorazione probabilmente per il rifacimento dei marciapiedi. Infatti si notano subito del ciottolame con catrame e molti blocchetti di travertino con cui si delimitano, abitualmente, i bordi dei marciapiedi stessi”.
Chi può essersi spinto a tanto? Non lo sappiamo, ma passeggiando per il parco con i suoi fruitori, al seguito dei cani e dei loro padroni, oppure in compagnia degli atterriti genitori dei tanti bambini che, da generazioni, si divertono a percorrere in bicicletta questo polmone verde, si scoprono un sacco di cose.
“Saranno cinque anni che arrivano camion pieni di terra che poi vengono a scaricare tutti là” ci dicono Gennaro e Nello, due persone che incontro mentre portano a spasso i loro cani. Fanno parte dell’Associazione Amici del Parco e di sassolini nelle scarpe ne hanno parecchi . “Prima avevano transennato con quei blocchi di cemento – mi spiega Gennaro – li spostavano con una ruspa, passavano i camion, scaricavano la terra. Poi tornava la ruspa che dava una spianatina, richiudevano con questi divisori di cemento ed andavano via”. Niente di più semplice. Un divisore di cemento a proteggere largo Sergi ed il mercato bisettimanale che lì vi sorge, dalla discarica. Che quindi, con i suoi travertini e pezzi di asfalto, è solo una variazione sul tema, di una realtà tristemente radicata. Ma il degrado del parco, futuro PVQ di Spinacelo-Tre Pini, non è solo la discarica. “Una cosa che a noi angoscia – precisa Nello – è che c’è questo mercato che, quando termina, è una cosa penosa. Con tutta la buona volontà dell’AMA… lì il problema si verifica soprattutto quando c’è il vento, che trasporta per 500 m le buste di plastica. Noi 2/3 volte l’anno ripuliamo il parco, però ci sono sempre dei vigili urbani a sorvegliare”. Un degrado assodato, parrebbe. Aggravato dalla presenza di siringhe in aree, come quella del rudere che sovrasta la collina del parco, lontane dall’essere bonificate. E come si risolve la questione? Secondo Federico Siracusa, Vicepresidente del Consiglio del Municipio XII “tutti questi disservizi legati al mercato si risolvono spostandolo nell’area di via Butera, dove se ne sta realizzando un altro. Lì ci sarà una recinzione, i bagni chimici, si realizzeranno entrate di sicurezza”. E nel frattempo? Poiché i lavori ancora non sono terminati, cosa si può fare? “Il problema è che lì, in Largo Sergi – continua – l’area è aperta e chi ne effettua la pulizia è l’AMA. Quando però si alza il vento, le carte volano nelle aree verdi, che non sono di competenza dell’AMA bensì del Servizio Giardini, che tuttavia non è presente in quei frangenti”. Con le conseguenze che i residenti lamentano. “Se però si rispettasse un ordinamento del Comune di Roma che prevede che gli operatori debbano lasciare la piazzola pulita – incalza Siracusa – la questione non sussisterebbe. E la soluzione al problema sarebbe immediata, poiché “basterebbe incaricare qualcuno della Polizia Municipale di stare lì alle 14 e di sanzionare chi lascia l’area sporca”.
Una soluzione semplice. Per la gioia di genitori, bambini e dei tanti residenti affezionati al parco, che lo curano e lo mantengono, nonostante l’incipiente degrado, un vero punto verde. Di apprezzabile qualità.

Fabio Grilli