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Laurentino 38: la periferia che voltera’ pagina?

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Il Piano di riqualificazione del quartiere all’interno del dibattito sulle periferie.

Il Sindaco Alemanno insiste sul tema della riqualificazione delle periferie romane: già nell’aprile scorso, ad un convegno, aveva esposto le prime idee su un modello di crescita “in verticale” per le nuove periferie, che avrebbe consentito di tutelare i terreni dell’agro romano dall’edificazione selvaggia e nel contempo combattere il degrado e la spesso sintomatica violenza. Questa estate ha parlato di un masterplan per Tor Bella Monaca pronto a ottobre, ha menzionato periferie come Corviale definite grandi ‘cisti urbane’, ha annunciato un progetto di prossima realizzazione per Laurentino 38, in accordo con il Municipio XII, per potervi intervenire in maniera significativa. Secondo Alemanno il modello da seguire è proprio quello del Laurentino, il cui processo di riqualificazione è iniziato nel 2006, con l’abbattimento di 3 ponti degli 11 originari, nell’ambito di un intervento volto alla demolizione e la riedificazione di nuovi alloggi destinati a giovani coppie e anziani, mentre è attualmente in corso l’iter per l’abbattimento di altri 2 ponti a cui faranno presto seguito anche tutti gli altri, eccetto quelli in cui insisteranno gli uffici pubblici e della ASL, ed un presidio di vigili urbani. Le dichiarazioni del Sindaco sul rapporto tra estetica e periferia hanno dato seguito a molte repliche e tra i vari interventi che hanno animato il dibattito ci sono anche quelli del critico d’arte Achille Bonito Oliva e del celebre architetto Fuksas che hanno dichiarato possibile un progetto integrato, concepito non solo sulla demolizione ma anche sull’intervento nell’esistente perché “ogni quartiere coinvolge sentimenti consolidati delle popolazioni e la soluzione non è fare tabula rasa”. Federico Mollicone, Presidente Commissione Cultura del Comune, ha risposto che una periferia “non può essere migliorata esclusivamente aprendo un teatro o collocando sul posto qualche segno di architettura contemporanea e la vera sfida di una amministrazione, consiste nell’eliminare il concetto stesso di periferia, come è stato per la città belga Bruges, in cui le amministrazioni che si sono succedute hanno lavorato per preservare e tramandare la struttura urbanistica originaria del centro storico ai quartieri periferici, senza rinunciare all’architettura contemporanea, che invece è destinata a funzioni di servizio e non residenziali in zone limitrofe della città. Ovviamente non è il caso di Roma, dove non è concepibile un’operazione simile perché esiste già una città consolidata con varie architetture. Ma non è una provocazione sostenere, come ha fatto Alemanno, il ricorso a strumenti della sostituzione edilizia e della rigenerazione urbanistica che sono prassi consolidate in altre città europee”. Gemma Azuni, Consigliere comunale Gruppo Misto, replica e ricorda come “l’estetica della città non può essere misurata dall’altezza degli edifici ma dal livello di civiltà e di erogazione dei servizi e il messaggio deve essere di costruzione e non distruzione e speculazione edilizia”. Critiche anche da Massimiliano Valeriani, Consigliere Pd al Comune, secondo cui “il processo di risanamento del Laurentino 38 risale al passato ed è frutto di iniziative prese da precedenti giunte, e la condizione in cui vertono molte periferie della nostra città è dovuta alla mancanza di servizi sociali e luoghi per la socialità che va coltivata e non abbandonata, implementando i servizi in queste zone e programmando interventi mirati all’abbattimento del degrado che non è certo dovuto all’architettura dei quartieri, ma spesso al clima ostile specchio di una realtà che vivono, nella totale assenza di servizi e strutture”. Fa eco anche Andrea Santoro, Consigliere Pd al Municipio XII, che definisce ‘un’ossessione’ l’idea di Alemanno di demolire “dato che il degrado di questi quartieri deve essere combattuto non nell’architettura ma dalle iniziative per la promozione della socialità e nel sostegno dei commercianti”. E sempre Valeriani si domanda dove reperire le risorse per effettuare gli interventi, ipotizzando come unica soluzione il coinvolgimento di privati che chiederanno in cambio milioni di metri cubi “visto che è noto che il Comune non dispone delle risorse necessarie per compiere questa operazione”. Esempi di questo tipo sono rappresentati da quei quartieri di recente costruzione come Bufalotta o Ponte di Nona, opera di grandi costruttori romani, concepiti senza pianificazione e partecipazione, in deroga del PRG, a cui non corrisponde la progettazione delle relative infrastrutture. Secondo Andrea De Priamo, Presidente Commissione Ambiente del Comune, Laurentino 38 rappresenta uno degli esempi peggiori di architettura collettivista disumana e bisogna dare concretezza al progetto di rigenerazione con i più importanti ingegneri e architetti del mondo “proseguendo con la demolizione dei ponti in accordo con il territorio, con il quale peraltro sono già avviati processi di partecipazione”.
Per il Laurentino 38 si potrebbe quindi aprire una nuova fase di recupero, in parte è già iniziata. Il Vicepresidente del Municipio XII Maurizio Cuoci spiega come il piano di riqualificazione  presentato a luglio dal Municipio in accordo con Comune, Assessorato ai LL.PP. e Commissione Ambiente, sia volto proprio ad interrompere l’isolamento dal resto della città e migliorare la dotazione di servizi e opere di interesse pubblico. “Questo importante progetto è iniziato con l’inaugurazione, il 20 settembre, del nuovo centro culturale Elsa Morante, che ospiterà un’emeroteca, una mediateca, un teatro interno da 200 posti ed uno esterno da 300 e prosegue con la riqualificazione dell’anello viario Laurentino che prevede anche la realizzazione di un boulevard pedonale e la costruzione della Casa del Ciclismo e la nuova sede del Municipio XII”. Il Presidente del Municipio XII Pasquale Calzetta vede il cuore del piano, denominato non a caso “Laurentino oltre i Ponti” nella realizzazione di una nuova piazza a lato di via Laurentina, angolo Tor Pagnotta, di 1500 mq dove sorgerà la nuova sede del Municipio. “Il via ai lavori per l’anello viario di Laurentino è previsto a ottobre 2011 per terminare entro 2 anni, ci sarà un centro commerciale, un cinema multisala e degli uffici”. Ricorda che il processo di risanamento del Laurentino 38 ha subìto una decisa accelerazione grazie alla nuove Amministrazioni comunale e municipale, e ai fondi previsti dall’articolo 11 per il recupero urbano, finalmente sbloccati con i quali è stato ultimato il primo tratto di via Sapori”. Le novità del progetto sono: la “Casa del Ciclismo” dove sorgerà il cosiddetto Velodromino e le cui dimensioni varieranno se a Roma venissero assegnate le Olimpiadi 2020, la “Casa del Fumetto”, un laboratorio con studi adatti di pre-produzione, produzione e post-produzione, sale formazione per la realizzazione di cartoni animati in 3D e tradizionali, dotato di negozi, libreria e videoteca a tema, che costerà 870.000 euro interamente finanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico. Anche la demolizione dei ponti più degradati di via Silone (5 e 6) prosegue e c’è un lavoro congiunto con l’Amministrazione comunale e la Regione Lazio, che prevede la sostituzione con alloggi in housing sociale. Le varie tappe dell’intervento di riqualificazione di Laurentino 38 sono visionabili sul sito www.laurentinoltreiponti.it.

Michela Romoli