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Riparte lo skatepark Eros Corizza

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Dopo l’ultimo stop imposto da problemi burocratici, riprendono i lavori nell’impianto che sorgerà nel Laurentino

LAURENTINO 38 – Quando nel luglio dello scorso anno venne posata la prima pietra, nessuno avrebbe pensato che la realizzazione dello skatepark più grande d’Europa si sarebbe protratta così a lungo. Opera decisiva nella riqualificazione e rilancio del Laurentino, ha visto susseguirsi una lunga serie di stop che ne hanno inevitabilmente condizionato il completamento. Ritardi ed interruzioni hanno infatti arricchito i capitoli di una storia che Alberto Voci, Presidente dell’Associazione Laurentum, racconta: “Il primo step che ha determinato la lentezza dei lavori è stata proprio la gara d’appalto indetta alla fine dell’Amministrazione Veltroni. La società vincitrice ha firmato il contratto con il Comune di Roma il 31 marzo 2009 proprio mentre stava cambiando la normativa sulle terre da scavo. Ne è conseguito che se prima la terra in questione veniva considerata dal Comune di Roma come un valore aggiunto da attribuire all’operatore, garantendogli un guadagno del 30%, con la nuova norma la stessa terra andava invece conferita in discarica. Si è logicamente aperto un contenzioso tra il Comune di Roma e la società costruttrice, in quanto la terra era diventata un peso dal momento che ogni camion di terra da conferire in discarica ha un costo di circa 5€ al metro cubo e, se si considera che da quel cantiere verranno tolti circa 40 mila metri cubi, la somma a carico del costruttore diventa enorme. Solo dopo un anno e mezzo in cui i lavori sono stati fermi, le due parti hanno trovato un accordo in quanto il Comune ha riconosciuto le ragioni della società costruttrice”. Sfogliando il libro dei ritardi, si arriva al secondo capitolo, il più recente. “La prima settimana di settembre i lavori sono ricominciati – spiega Voci – ma dopo 4 giorni di attività è intervenuta la Sovraintendenza archeologica che ha dichiarato che l’area non gli risulta essere stata indagata precedentemente e per cui è richiesto l’intervento e la presenza nel cantiere di un archeologo. Ora, salvo complicazioni, il cantiere partirà definitivamente. Lo skatepark è importantissimo perché porta il Laurentino fuori da quella dinamica in cui è stato per tantissimi anni, aprendolo ancora di più alla città, configurandosi come fondamentale completamento del quadrante”. Ovviamente il disappunto dei residenti è palpabile. Agostino Pergili, esponente del Comitato Laurentino-Fonte Ostiense, non usa mezzi termini: “Siamo veramente scocciati dei ritardi accumulati. La fine dei lavori dipenderà esclusivamente dalle disposizioni del Comune, perché se continua a dire che non ci sono i fondi, si rimanderà sempre e si finisce alle calende greche”. Andrea Gargano, Coordinatore del circolo Pd Laurentino, sottolinea come la vicenda contribuisca ad alimentare lo scollamento tra cittadini ed istituzioni: “Questa classe politica non è in grado di mantenere quanto di buono era stato fatto in precedenza. Un’amministrazione che inaugura un sito e non riesce a mantenere l’impegno, condiziona in malo modo l’idea del cittadino nei confronti della politica. Ci si sente quasi rassegnati, si ha ormai la sensazione di un distacco sempre maggiore tra la società civile e politica”. Pasquale Calzetta, Presidente del Municipio XII, placa il malcontento spiegando i motivi che hanno generato queste complicazioni: “Giustamente il cittadino normale che non conosce come funziona l’amministrazione pubblica, è portato a pensare che alcuni progetti impieghino tanto tempo perché non sono seguiti. Ciò accade perché il funzionamento dell’amministrazione oggi non è più adeguato a quelle che sono le esigenze dei cittadini e sarebbe dunque indispensabile cambiare le regole che tuttavia non possono essere cambiate dal Municipio. Credo comunque che i cittadini possono essere più sereni adesso che i lavori iniziano ed il progetto verrà realizzato”. La prima pietra è già stata poggiata. Bisognerà attendere altri 12 mesi per vedere se anche le altre verranno correttamente collocate.

 

Simone Dell’Unto