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Ex Mercati Generali: tutto fermo in attesa della Sindaca Raggi

La maggioranza in Municipio VIII è divisa sul progetto di Ostiense (e non solo?), così la palla passa al Campidoglio

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OSTIENSE – Sugli ex Mercati Generali quello che verrebbe da dire è: “tanto rumore per nulla”. Settimane di discussioni, riunioni di commissioni, assemblee pubbliche, si sono risolte in un atto bocciato (quello delle opposizioni), uno ritirato (quello della maggioranza) e la palla che viene inesorabilmente passata al Campidoglio. Ma in una visione più macroscopica della questione, questa vicenda potrebbe aver messo in evidenza definitivamente i dissidi all’interno della maggioranza.

LA VICENDA – Dopo la conclusione della Conferenza di Servizi sulla seconda variante (avvenuta durante l’amministrazione Marino), l’unico atto per avviare i lavori è la firma della Sindaca sulla Delibera. Ma già nei mesi scorsi in Municipio VIII, dalla maggioranza del M5S, si è guardato alla possibilità di incidere sul progetto. Si inizia a ottobre del 2016 a parlare degli ex Mercati Generali, con un primo atto (poi ritirato) che proponeva la creazione di un polo cinematografico e di animazione. Ma la discussione non si è fermata e si è saldamente inserita nella crisi di maggioranza che ormai da mesi sembra paralizzare i lavori in Municipio VIII. Con il gruppo del M5S diviso in due: una fazione vicina alla posizione del Presidente Paolo Pace, in questo caso simile a quella delle opposizioni; dall’altra un numero più cospicuo di consiglieri (circa 9) che si pongono in netto contrasto con quanto promosso dal Minisindaco. E secondo questa linea vengono costruiti due atti: uno condiviso con tutte le forze d’opposizione e con la firma di un Consigliere del M5S (Giuseppe Morazzano, che poi ritirerà la sua firma e non voterà la bocciatura dell’atto uscendo dall’aula); e un altro sottoscritto dai consiglieri dissidenti in rotta con la presidenza.

QUANTO COSTEREBBE LO STOP – Dopo un primo scontro datato 2 marzo, nella giornata del 7 marzo si torna in aula con entrambi gli atti. Quello condiviso con le opposizioni viene bocciato, mentre quello firmato dai dissidenti 5Stelle viene rimandato (a causa di un pasticcio con il numero legale) al giorno successivo, quando verrà ritirato dai proponenti. Ma cosa è successo tra le sedute? La Giunta Comunale ha ricevuto una risposta dall’avvocatura Capitolina sulla possibilità di bloccare il progetto degli ex Mercati Generali. Un parere già anticipato in Aula il 2 marzo, ma che deve essere stato interiorizzato dal M5S municipale durante l’incontro in Campidoglio del 6 marzo, necessario, ancora una volta, per ricomporre i contrasti interni alla maggioranza. Sono due articoli (uno de La Repubblica del 1 marzo, e uno de Il Tempo del 2 marzo) a parlare del parere dell’avvocatura: “Se la Sindaca non dovesse dare il via libera formale – si legge su Il Tempo – il Campidoglio dovrebbe rimborsare i 111 milioni di euro finora spesi dai proponenti, inoltre dovrebbe anche risarcire altri circa 37 milioni tra danno emergente e lucro cessante. Senza contare l’inevitabile danno erariale”. Seconda ipotesi riguarda una possibile revoca in autotutela della convenzione: “Si prospetterebbe un contenzioso giudiziario che finirebbe probabilmente col riconoscimento ai proponenti del diritto a costruire. Anche in questa eventualità – seguita l’articolo – il Campidoglio dovrebbe risarcire i danni e si configurerebbe un danno erariale”.

IL DIBATTITO IN AULA – “I lavori in Municipio sono bloccati da troppe settimane – esordisce il Consigliere Pd, Claudio Mannarino – Fermare il progetto vuol dire spostare gli interventi di altri 15 anni”. Il tutto, aggiunge la Capogruppo Dem, Anna Rita Marocchi, mentre “i Comitati di Ostiense stanno raccogliendo le firme per la partenza del cantiere. Voi invece chiedete una sospensione senza proporre nulla, mettendo a rischio il Comune che dovrà risarcire i danni”. A queste dichiarazioni si aggiungono poi in una nota anche i Consiglieri Roberto Falasca e Antonella Melito: “I 5Stelle votano contro la risoluzione, dopo il loro sostanziale ‘commissariamento’ dal Campidoglio. Noi continueremo a sostenere la riqualificazione di Ostiense, attenti ai problemi e alle esigenze dei cittadini”.

IL VOTO DEL M5S – All’interno del M5S, che alla fine ha votato compatto la bocciatura dell’atto delle opposizioni, gli unici a prendere la parola sono stati i Consiglieri più distanti dal Presidente Pace: “Non vogliamo distruggere il progetto, ma capire se c’è un margine di contrattazione”, afferma la Consigliera Conficconi, seguita poi dal Consigliere Ferranti: “Noi lavoreremo con il Comune per trovare la migliore soluzione possibile sugli ex Mercati. Vogliamo migliorare il progetto, magari sotto il profilo energetico e dei materiali”. È poi il Capogruppo pentastellato, Alberto Afflitto, a mettere sul piatto il voto contrario dell’intera maggioranza, richiamando una ‘ritrovata’ unità: “Abbiamo una brutta notizia per le opposizioni e per chi le ha votate – afferma – il M5S è compatto e voterà contro perché abbiamo un’idea diversa del territorio”. Questo ricompattamento nella maggioranza, per il Consigliere Andrea Catarci non è altro che una diminuzione drastica della capacità dell’ente municipale di farsi sentire: “Il M5S si ricompatta senza lasciarsi autonomia personale e passando la palla al Campidoglio. Si azzera e svilisce il ruolo del Municipio comportandosi come i curatori fallimentari di questa città”.

SCEGLIERE DI NON FARE? – Per il centrodestra la misura sembra essere colma: “Continuate a scegliere di non fare – afferma da Fi il Consigliere Baccarelli – Basta mettersi seduti ai ‘tavoli’, questa città ha bisogno di rialzarsi e di iniziare a camminare”. Per il Capogruppo forzista, Maurizio Buonincontro il problema oramai è la mancanza di interlocutori: “Come mai il Presidente è assente? Non vuole esprimere il suo pensiero? È ancora lui l’interlocutore con cui parlare? Oppure dobbiamo rivolgerci al Campidoglio?”. Invece per il Consigliere Alessio Scimé (Fdi) non si deve “dimenticare che in questo Municipio non c’è nemmeno un Assessore all’Urbanistica che possa esporre i fatti”.

DALLA PRESIDENZA – Abbiamo ascoltato il Presidente Pace su questa vicenda, per capire la sua posizione, che non sembra essere mutata: “Il parere dell’avvocatura rappresenta la risposta definitiva a quanti, nonostante le evidenze documentali e fuori da ogni logica di buon senso e della realtà delle cose, avrebbero voluto fermare l’iter autorizzativo di un progetto ormai approvato in toto, per procedere addirittura ad un processo di revisione dello stesso con una modalità di compartecipazione dei cittadini (che semmai si fa all’inizio di un processo e non alla fine)”. Il Presidente in più occasioni ha affermato di non amare particolarmente il progetto, ma “in questo caso si tratta di non poter più intervenire in nessun modo per modificare il lavoro svolto in 13 anni con 45 atti amministrativi. Fare politica nell’interesse dei cittadini – seguita il Minisindaco – non può e non deve significare bloccare tutto perché qualcosa fatto prima non piace o non è in linea con i programmi, ma significa cercare di ottenere vantaggi per la collettività anche a partire da situazioni irreversibili e apparentemente non positive”. In particolare le opere inserite nell’atto delle opposizioni bocciato in aula il 7 marzo sono: il ponte pedonale di via Negri, un ambulatorio sociale, spazio per le start-up e un patto per il lavoro. Sui contrasti all’interno della maggioranza Pace spiega che “l’importante è che alla fine chi ha seguito un percorso errato abbia la capacità di accettarne il diverso esito e di riconoscerne gli errori fatti affinché per il futuro, in situazioni analoghe, detti errori non debbano più ripetersi”. In ogni caso, conclude, “attenderemo che il Campidoglio si pronunci al più presto sulla questione mettendo fine ad ogni possibile contestazione o possibilità d’interpretazione”.

Leonardo Mancini

Articolo in anteprima di Urlo n.144 marzo 2017

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