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Mobilita’ e reperti archeologici accendono la discussione sull’i60

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Lasciare spazio all’edificazione dell’I60 o bloccare l’opera e realizzare sull’intera area un sito archeologico, queste le possibilità mentre è scontro tra maggioranza e opposizione
Il 13 Aprile nelle aule del Municipio XI si è tornato a parlare del problema I60 con i cittadini. La Commissione Cultura del Municipio ha infatti ricevuto una delegazione composta da numerosi Comitati di Quartiere per confrontarsi sul futuro dei beni archeologici rinvenuti nell’area prospicente via di Grotta Perfetta. La villa e la strada di epoca romana sono infatti al centro di un dibattito che coinvolge comitati, Soprintendenza, Municipio e Comune. A questo si aggiunge il mai risolto problema legato alla mobilità. La zona, con la costruzione del nuovo quartiere, rischierebbe il collasso sulle arterie stradali con conseguenti disagi per i cittadini residenti e per i pendolari che la attraversano.
Giuseppina Granito di ‘Stop I60’ riassume la posizione dei comitati: “Sappiamo che la convenzione è in fase di firma al Segretariato Comunale ma di contro l’Amministrazione non può non tenere conto del grande numero di Comitati e di cittadini dei Municipi XI e XII che si stanno coalizzando contro la ‘Tangenziale Kobler ‘ e a tutela della mobilità nel quadrante sud di Roma. E’ impensabile – continua Granito –  costruire cubature senza una mobilità adeguata e soprattutto pianificata per tempo. La tangenziale, che andrebbe a toccare un patrimonio naturalistico di sicuro valore, non è una soluzione, malgrado quello che sostiene l’Assessore Corsini, che parla di individualismo localistico mentre dovrebbe rendersi conto che già 6-7 comitati si  sono uniti per la salvaguardia del bene comune”. La responsabile del comitato chiarisce le richieste dei cittadini: “ Noi chiediamo delle strade interne al quartiere per migliorare la mobilità dei residenti e non una superstrada che porti un flusso continuo di pendolari vicino alle nostre case e l’intasamento del le strade, già insufficienti, della zona. L’unica soluzione che potrebbe ‘alleggerire’ il traffico è il trasporto su ferro con il prolungamento della metropolitana. Passando poi sul fronte dei ritrovamenti archeologici ci dice: “Sono stati prontamente ricoperti appena i comitati hanno annunciato la protesta del 21 Aprile. La Soprintendenza che, partecipando alla mobilitazione, si è dimostrata vicina agli interessi dei cittadini, ha però fatto sapere che non ci sono i fondi per salvaguardare e manutenere i reperti, motivo per il quale sono stati ricoperti. Quei reperti – conclude Giuseppina Granito – potevano essere un anello di congiunzione tra il centro e la periferia invece, in questo modo si sta come al solito preferendo l’edificazione e il guadagno alla cultura e al benessere dei cittadini”.
Dalla Soprintendenza fanno sapere di essere ancora in attesa del progetto definitivo dell’I60 per poter dare un’ opinione in merito. “A oggi gli scavi hanno portato alla luce una villa e una strada di epoca romana che, per essere tutelate, sono state ricoperte con tessuto e pozzolana e segnate sulle mappe. Abbiamo dato disposizione di spostare le fogne, che sarebbero dovute passare sopra la strada romana, e di non costruire assolutamente sopra alle aree interessate da ritrovamenti. I nostri archeologi vigileranno, in fase di costruzione, affinché nulla venga compromesso e il valore storico archeologico venga lasciato intatto”.
La politica mostra interesse per la questione che diventa terreno di conflitto tra maggioranza e opposizione visto l’avvicendamento in Comune tra chi ha voluto l’opera e chi ne sta portando avanti la realizzazione.
Andrea Baccarelli, Consigliere PDL del Municipio XI, ha dichiarato: “Questo è un progetto verso il quale siamo sempre stati contrari anche quando le forze politiche che ora lo rinnegano, erano al Comune e lo volevano fortemente. La giunta Alemanno, a fronte delle autorizzazioni precedentemente concesse dal centro-sinistra, non ha potuto fare altro che assumersi la responsabilità di vigilare che tutte le verifiche da parte della Soprintendenza e degli Uffici tecnici venissero fatte nel migliore dei modi. Alcuni risultati sono stati ottenuti abbassando l’altezza di alcuni palazzi altri sono auspicabili, specialmente riguardo alla mobilità, ma per questo dovremo vedere prima se e come verrà modificato il progetto”.
L’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Marco Corsini, riassume le ultime notizie spiegando che “a seguito dei sondaggi archeologici, in cui sono venuti alla luce una necropoli e dei reperti molto antichi, il progetto dell’I60 è stato modificato. Dopo le prescrizioni della Soprintendenza Archeologica di Roma è stata modificata la distribuzione dei componenti, che hanno subito un abbassamento da 8 a 5 piani pur mantenendo le stesse volumetrie e gli stessi standard urbanistici. E confrontandosi con la Soprintendenza per definire al meglio la tutela e la fruibilità delle aree dei ritrovamenti archeologici, si è pensato di creare un’area museale. Il progetto è già  stato approvato con un Accordo di Programma sottoscritto, e si sta predisponendo la documentazione necessaria per la stipula della convenzione urbanistica”. Questo per quanto riguarda l’aspetto archeologico della vicenda, sulla mobilità invece “il  tracciato del nuovo asse viario che attraverserà l’area di Cecchignola sud non è modificabile poiché l’iter progettuale è ormai in fase avanzata, fermo restando che terremo in considerazione ogni osservazione di carattere migliorativo che  tutte le altre associazioni vorranno sottoporci. Tutti vogliono più beni e servizi – conclude l’Assessore Corsini – ma nessuno è disposto ad ospitarli sul proprio territorio. Forse sarebbe opportuno che, a volte, all’individualismo localistico subentri  il senso di un bene collettivo”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il Presidente del Municipio XI Andrea Catarci, da sempre disposto ad accettare l’intervento urbanistico solo a determinate condizioni. “Le opzioni sono due, o si sceglie di non costruire più in quell’area portando alla luce interamente il patrimonio artistico e rendendolo fruibile alla collettività oppure è evidente che, anche se non si costruisce sopra ma tutto intorno, quei reperti non sarebbero utilizzabili ed anche impossibili da manutenere. La Soprintendenza, a fronte di questo, ha giustamente richiesto  il rinterramento sostenendo l’impossibilità di manutenere quell’area se intorno sono previste strade, palazzi e altri edifici. Per quanto riguarda la mobilità –prosegue Catarci – noi abbiamo più volte ribadito, anche con documenti ufficiali, che il problema della mobilità, in queste condizioni, diventerà insostenibile. Quando è stato fatto il progetto dell’I60 – ricorda Catarci – erano previste due grandi opere che dovevano garantire una mobilità efficiente: il prolungamento della metropolitana fino ai Granai e il sottopasso dell’Appia Antica. A oggi la metropolitana non sappiamo se mai si farà e, anche se così fosse, i tempi sono assai lunghi mentre il sottopasso è stato completamente cancellato. Venendo a mancare queste due grandi opere e con la sola soluzione, peraltro insufficiente, della tangenziale, quel progetto ragionevolmente non è più attuabile. Abbiamo più volte chiesto all’Assessore Corsini e al Sindaco Alemanno di rivedere il progetto o di diminuire le cubature ma le risposte sono sempre state banali e negative facendoci capire quanto non abbiano una visione chiara degli equilibri della città”.
A Roma si dice che si facciano prima i palazzi e poi le strade, l’I60 rischia di esserne l’ennesimo esempio. Speriamo che i cittadini e l’Amministrazione si accordino su una soluzione che possa permettere alla città di continuare a espandersi e ai cittadini di muoversi al suo interno con ragionevole facilità.

Simone Brengola