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Nel nome del Genitore o di chi ne fa le veci

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Il Municipio VIII apre alla discussione sull’aggiornamento della teminologia parentale nelle scuole

 

IL DOCUMENTO – presentato in Aula dal Consigliere PD, Flavio Conia, definisce ‘superata’ la terminologia Padre e Madre nella burocrazia scolastica. “Sono sempre più le famiglie omogenitoriali che nel nostro territorio iscrivono i propri figli negli istituti scolastici e che si trovano imbrigliate dalla burocrazia che definisce in modo parziale le famiglie che oggi vivono il nostro territorio – si legge nel testo della Proposta di Risoluzione – Lo stesso accade per le cosiddette ‘famiglie allargate’ che non sempre hanno gli stessi diritti delle altre famiglie nelle scuole”. Il Consigliere Conia ha spiegato come in altre realtà questo dibattito è stato aperto da tempo, come al Liceo Mamiani di Roma, o nei comuni di Bologna e Venezia “si stanno aggiornando su questo tema andando ad adottare una nuova dicitura al posto di padre/madre – seguita – Sono Diritti già confermati in molti paesi europei”. A questo fine, il testo presentato all’Aula il 9 gennaio scorso, puntava ad impegnare il Presidente del Municipio VIII e la sua Giunta ad “Attivarsi presso le istituzioni scolastiche del territorio per momenti di discussione e ascolto su questo tema al fine di far applicare nella burocrazia scolastica la dicitura Genitore e Genitore al posto di padre / madre”. Un dispositivo criticato dal Capogruppo del Movimento 5 Stelle, Carlo Cafarotti, che pur dicendosi vicino “alle questioni dei diritti delle persone LGBT, come tutto il M5S – sottolinea che – A livello nazionale i partiti non riescono a produrre contenuti, quindi negli enti di prossimità si dibatte su dei vezzi”. Dal vezzo al vizio, questa volta di forma, quello riscontrato da Cafarotti nella Proposta: “Questo atto propone di far partire una discussione, ma allo stesso modo ne indica le conclusioni”. Una questione recepita anche dalla maggioranza, che ha quindi cambiato il dispositivo finale dell’atto, proponendo soltanto la discussione di merito negli istituti, ma nessuna indicazione riguardo le conclusioni della stessa.

L’APPROVAZIONE – della ‘proposta di risoluzione per l’aggiornamento della terminologia parentale’, è comunque passata per due differenti Consigli del Municipio VIII. Il primo, quello del 9 gennaio, interrotto appena prima del voto dalla caduta del numero legale, a causa dell’uscita dall’Aula dell’opposizione, con la sola eccezione del Movimento 5 Stelle. Il secondo consiglio, del 14 gennaio, ha infine portato all’approvazione della proposta di risoluzione, seppur modificata nel dispositivo finale seguendo le indicazioni del Movimento 5 Stelle (in ogni caso astenutosi).

UNA PROPOSTA – di Risoluzione, quella presentata dalla Lista Civica Marino e votata da tutta la maggioranza, che ha fatto discutere non poco i consiglieri del Municipio VIII, e non solo tra i banchi dell’opposizione. L’idea di aprire un dibattito ‘sull’aggiornamento della terminologia parentale’ non è stata condivisa dalla capogruppo Talli, della lista Marino, unica non firmataria dell’atto nel suo gruppo: “Padre e Madre non mi sembrano delle terminologie parziali – ha dichiarato Talli nel Consiglio Municipale del 9 gennaio scorso – Sono curiosa di vedere quanti Presidi e quanti genitori saranno d’accordo con questo dibattito”.

UN DISACCORDO – in seno alla maggioranza, immediatamente ripreso dall’opposizione, che ne ha fatto una spaccatura. “Un documento che crea solo una battaglia ideologica – afferma in Consiglio Glauco Rosati, di FdI – Padre e Madre non è una terminologia, ma un dato di fatto e non credo possano ledere i diritti di qualcuno”. È poi il Consigliere Municipale eletto nel PdL, Simone Foglio, ad allargare il dibattito, riportando l’attenzione sulla vicenda di ‘Genitore 1 e Genitore 2’, terminologia comunque non citata nella Proposta della maggioranza: “Si vorrebbe far sparire dalle scuole le parole “mamma” e “papà”. Con “genitore1” e “genitore2” andremo così ancora incontro alle esigenze propagandistiche della sinistra che governa il municipio da 20 anni – seguita Foglio – Per noi la famiglia basata sul matrimonio tra un uomo e una donna resta il pilastro della società e le istituzioni dovrebbero sostenerla con azioni concrete”. Non manca nemmeno la stoccata al Presidente Catarci, accusato dal Consigliere Foglio di non comprendere le priorità del territorio: “Il presidente Catarci tra l’emergenza rifiuti, le scuole e gli asili che cadono a pezzi, le aree verdi abbandonate e le strade piene di buche, con il documento di oggi dimostra quali sono per la sua maggioranza le priorità del nostro territorio”.

DALLA PRESIDENZA – del Municipio VIII si guarda invece con favore all’iniziativa del Consiglio Municipale, che apre questo dibattito: “Termini come Madre o Padre, spesso si trovano ad essere anacronistici, visto l’aumento delle famiglie allargate o con genitori omosessuali – spiegano il Presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci, la Vice Presidente e Assessora alle Politiche di Genere, Anna Rita Marocchi e il Consigliere Delegato per la Rete R.EA.D.Y, Flavio Conia – L’intendimento è quello di avviare con gli Istituti Scolastici locali un percorso di condivisione che porti all’aggiornamento della terminologia usata all’interno delle scuole. Si ingrazia il Consiglio municipale per l’ennesima dimostrazione dell’attenzione che il Municipio VIII ha verso i temi riguardanti le famiglie arcobaleno e i nuovi diritti di cittadinanza”.

Leonardo Mancini