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ROMA TRE: ELETTO IL NUOVO PRESIDENTE DEL CDS

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Intervistiamo Pietro Salvatori di Lista Aperta.
Dopo circa due anni e mezzo dall’ultima convocazione il 5 maggio si è di nuovo riunito il Consiglio degli Studenti di Roma Tre. Quest’ultimo è un organo di cui fanno parte tutti i consiglieri di Facoltà e dei collegi didattici o dei corsi di studio, oltre ad alcuni eletti direttamente ed esclusivamente per svolgere questa mansione in tutto l’ateneo. Il presidente dell’organo viene scelto dai componenti del Cds e per essere eletti nel primo turno si ha bisogno della maggioranza assoluta di tutti i componenti. Nel secondo, invece, viene eletto semplicemente chi prende più voti. Al termine di questa fase, con 40 voti, 15 astenuti e 4 nulli è stato eletto Pietro Salvatori.
Siamo andati a scoprire meglio chi è il nuovo presidente e quali saranno i suoi primi provvedimenti.

Salvatori, di che lista fa parte?
Sono il referente ultimo di Lista Aperta, presente a Roma3 da molti anni, e ci tengo a sottolineare che nella nostra lista c’è molta libertà di azione. Sono inoltre un senatore accademico dell’Ateneo.
Come mai il Cds non è stato convocato per tutto questo tempo?
Le motivazioni sono molteplici, così come le responsabilità. Questo è un organo molto ampio in cui vi è un’abbondante pluralità di soggetti. Il regolamento interno, l’alta partecipazione che porta ad un altrettanto alto numero legale, sono solo alcune delle motivazioni che penalizzano un’attività costante del Cds. A questo va aggiunto che alcune liste hanno fatto mancare il numero legale e che l’amministrazione dell’ateneo non ha mostrato un puntualissimo interesse.
Quali sono le funzioni del Presidente?
Bisogna innanzitutto sottolineare che è il Presidente di tutti gli studenti e non solo di una parte. Svolge una funzione di rappresentanza e di coordinamento delle attività tra gli studenti e gli uffici dell’amministrazione. E può occuparsi dei rapporti esterni che gli studenti di Roma Tre tessono con altre istituzioni.
Quali sono le principali modifiche da sostenere?
Non sono delle vere e proprie modifiche, piuttosto degli accorgimenti per far si che il Cds possa funzionare. Il senato accademico deve fare una riforma statutaria che preveda delle precise competenze del Consiglio, che siano vincolanti, e perché no, accresciute. Fatto questo va riformato il regolamento interno del Cds, una composizione di 80-100 persone è discutibile, rende farraginose tutte le procedure elettorali.
Quali sono le commissioni previste nel  Cds?
Ce ne sono tre permanenti: didattica, regolamenti, spazi e servizi.
Dobbiamo valutarne bene la composizione, per questo mandato che si potrebbe definire “straordinario”. L’importante è che le tre commissioni inizino a lavorare subito in modo efficace ed efficiente, perché il nostro obiettivo è avere un Consiglio utile e funzionale.
Oltre a questo dobbiamo far eleggere dei componenti in alcune commissioni riguardanti l’intero Ateneo: uno per il CLA (Centro Linguistico d’Ateneo) e due a testa per SBA ( Servizio Bibliotecario d’Ateneo) e CPO (Comitato Pari Opportunità). Assicuro il mio impegno personale a far sì che tutto questo avvenga nel minor lasso di tempo possibile.
Come sono i rapporti con le altre liste?
Sono piuttosto fiducioso. L’elezione non è stata forzata, ma c’è stata una bella intesa. È nell’interesse di tutti che ci sia una maggioranza. Alcune liste non si sono presentate poiché sono in conflitto con l’organo, ma piuttosto che fare una polemica infruttuosa hanno saggiamente deciso di non partecipare.
Voglio infine ringraziare tutti per la fiducia concessami.

Damiano Oliva
Urloweb.com