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Canile della Muratella: 106 lavoratori a rischio licenziamento

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La riduzione dei fondi del Comune porta tagli al personale. Tavolo di trattativa con i lavoratori e per il futuro si prospetta un bando pubblico per la gestione delle strutture.

“Lo scorso 27 maggio l’assemblea dei soci dell’Associazione Volontari del Canile di Porta Portese ha deliberato l’apertura dello stato di crisi e l’attivazione della procedura dei licenziamenti collettivi per 106 lavoratori – afferma Simona Novi, Presidente dell’A.V.C.P.P. sulla situazione del Canile della Muratella – Da oltre 5 mesi il Comune di Roma ha deciso di abbassare la convenzione con l’Associazione portandola da 335.000 euro mensili a 280. È importante sottolineare, però, che la cifra iniziale rispetta l’ultima convenzione firmata col Comune il 30 maggio 2007 ed è stata calibrata sui servizi che l’Associazione deve garantire alle strutture comunali”.
Si tratta, dunque, di una convenzione tarata sia su un numero di lavoratori necessario per poter assicurare un servizio efficiente, sia su una cifra che deve coprire le spese delle quali l’Associazione si fa carico mensilmente (cibo, pulizia e, dal novembre 2008, anche i costi per gli interventi sanitari sugli animali che ASL e Comune non effettuano all’interno delle strutture comunali). “E tutto questo – dice la Novi – è ben scritto nella convenzione. Ma la Giunta Alemanno non riconosce la continuità amministrativa e commette un doppio illecito: sia per aver abbassato l’importo della convenzione, sia per continuare a sostenere la tesi che 106 lavoratori sono davvero troppi ignorando il fatto che sono stati assunti a tempo indeterminato dall’Associazione a seguito di un accordo trilaterale tra Amministrazione comunale, organizzazioni sindacali e Associazione e nel rispetto della pianta organica stabilita dal Comune nel maggio 2004 per la gestione dei canili”. È vero che, in assenza di bilancio, può essere utilizzato soltanto 1/12 del budget previsionale dell’anno precedente e non più di questo, ma la situazione “ormai è arrivata ad un punto davvero critico. Noi abbiamo retto fino a maggio – afferma la Novi – Sembra che il Bilancio definitivo verrà approvato a fine luglio, ma non c’è nessuna sicurezza che la convenzione venga ritarata sui 335.000 euro. Stiamo andando avanti con rinnovi mensili, che non ci permettono di fare nessuna progettualità sia per i tempi brevissimi, sia per l’importo che ci è stato ribassato. Stanno uccidendo un’Associazione e la sua storia, 106 lavoratori e 1300 animali”.
Di opinione completamente differente sembra essere Andrea De Priamo, Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Roma, secondo cui l’Amministrazione comunale avrebbe ereditato un sistema di gestione di canili e gattili estremamente oneroso e, a fronte delle numerose presunte inefficienze spesso lamentate da associazioni animaliste rispetto all’effettiva tutela del benessere degli animali “abbiamo dovuto sollecitare interventi per migliorare alcune delle nostre strutture, in particolare il canile di Vitinia e il gattile di Porta Portese, grazie a manutenzioni e messa in sicurezza. Ricordiamo, inoltre, che le altre associazioni colpite da analoghi tagli hanno deciso di portare avanti il servizio, contrariamente a quanto ha annunciato Avcpp, che sembrerebbe aver aperto la procedura di crisi. Di fronte a questa scelta si determina, evidentemente, un problema per i lavoratori ai quali l’amministrazione comunale ha comunque ribadito la volontà di tutelare coloro che rientreranno nel piano industriale che la stessa Amministrazione svilupperà anche in relazione alle risorse disponibili”. Quindi si chiede quale sia la soluzione al problema. “La soluzione è quella di arrivare ad un bando pubblico, ad una gara europea – risponde De Priamo –  non solo per uscire dallo stato iniziale di affidamento diretto con cui è nata la gestione attuale, ma anche per garantire un rapporto più corretto tra l’aspetto economico e il mantenimento di standard elevati relativi al benessere degli animali”.
E l’ipotesi del Bioparco, più volte comunicata dai media? “Era un’ipotesi, è vero – prosegue il Presidente – ma di difficile attuazione per due motivi fondamentali: perché nel suo statuto sta scritto che la Fondazione Bioparco cura la gestione di animali selvatici e non di quelli domestici e poi perché il Bioparco è per il 51% del Comune di Roma e per il 49% di privati (Cecchi Gori e Costa Crociere), per cui un affidamento diretto sarebbe impossibile se non facendo uscire la parte privata dalla Fondazione”. Ad oggi, dunque, l’ipotesi del bando per l’affidamento ad un nuovo gestore è quella più accreditata. Con quali tempi, però? “Trattandosi di una gara europea ci sarà bisogno di alcuni mesi. Almeno sei, ritengo. I tempi non sarebbero certo brevissimi, ma sono convinto che le uniche proroghe che potrebbero esserci sarebbero di natura puramente tecnica. Comunque, l’importante ad oggi è che questa gara parta”.
E quali sono le intenzioni del Comune nei confronti dei lavoratori? “Vogliamo aprire un tavolo di trattativa – risponde De Priamo – Il bando dovrà rispettare un piano industriale che preveda un numero di lavoratori congruo per gestire Muratella e le altre strutture comunali e qualora ci fosse un esubero di personale l’intenzione è quella di farlo rientrare nei servizi comunque legati alle Politiche per gli animali, come per esempio il contrasto al randagismo o servizi simili”.
Proprio sul tema dei lavoratori la Novi dichiara di essere stata costretta, in qualità di Presidente dell’Associazione, ad aprire la procedura per i licenziamenti collettivi per evitare “che mi vengano a pignorare l’appartamento. Dal canto nostro non possiamo certo rimproverarci di essere rimasti con le mani in mano. Dal gennaio 2010 non facciamo che comunicare all’Amministrazione comunale e ai media che abbiamo urgenza di risolvere il problema dei canili e lo scorso 15 aprile, con un esposto, abbiamo chiesto l’intervento del Prefetto perché venga aperto un tavolo con il Comune al fine di potenziare il budget dell’Ufficio Diritti degli Animali e tornare a garantire servizi ai cittadini e agli animali”.
“Di fronte ad una situazione come questa, forse la prima cosa da fare sarebbe quella di rinnovare la delega per le Politiche dei Diritti degli Animali in modo da non permettere che una realtà come questa possa essere condannata all’assoluta marginalità per mancanza di un indirizzo politico – osserva Monica Cirinnà, Consigliere comunale del Pd, Consigliera delegata alle Politiche per i Diritti degli Animali con Rutelli e Responsabile dell’Ufficio Diritti degli Animali con Veltroni – E poi rimetterei il bilancio dell’Ufficio in condizione di poter garantire i servizi. A cosa serve infatti cancellare, abbandonare, stravolgere gli atti della precedente Amministrazione se poi questi non vengono sostituiti con nulla? Sono assolutamente consapevole del poco interesse che spesso le Politiche ambientaliste e animaliste suscitano, ma non smetto di sperare in un loro rilancio. Come Pd, proprio alla luce dell’emergenza canile della Muratella, abbiamo chiesto un Consiglio comunale tematico sui diritti degli animali a Roma. Auspico che questo Consiglio venga fissato al più presto perché attraverso il confronto si possa discutere dei diritti degli animali, ma soprattutto perché possano scaturire le risposte che noi tutti aspettiamo da molto tempo”.

Marica Di Santo