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Monte Stallonara: altra proroga forzata per la discussione della Delibera

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Il 10 gennaio era prevista la discussione della Delibera, ma lo scioglimento della Giunta comunale ha fatto slittare tutto. Il CdQ alza la voce.

Che quello dei lavori di urbanizzazione nell’area di Monte Stallonara fosse un percorso tortuoso era chiaro già da tempo, ma quando agli errori di valutazione, ai vizi procedurali e all’odissea burocratica si aggiungono anche gli incidenti di percorso, accettare di dover aspettare ancora diventa inaccettabile. È quello che denunciano i cittadini del Comitato di Quartiere Pisana-Ponte Galeria, che da tempo attendevano la discussione e la promessa approvazione della Delibera di Giunta per il Piano di Zona Monte Stallonara 1. E in effetti è dal 2004 che la storia di quest’area della periferia romana a ridosso di via della Pisana è segnata da continue battute d’arresto, solo negli ultimi mesi gli interventi su una rete fognaria e idrica non sufficiente a rispondere alle esigenze dei 3000 abitanti, i lavori per la rete viaria che resta carente e la possibilità che in futuro si decida di predisporre l’apertura di un campo nomadi attrezzato su cui regna ancora l’incertezza. “Abbiamo seguito l’iter procedurale del Piano di Zona fin dalla prima delibera del 2004 e con essa anche le problematiche emerse nell’elaborare il Piano di zona in un territorio compromesso da cave e assenza di servizi”, così ci dice Giada Pittino, membro del Comitato che sta animando la protesta e prosegue ricordando gli sbagli della Giunta Veltroni: “Proprio per avviare la riqualificazione e per portare servizi ai cittadini residenti, ex abusivi, si è deciso, attraverso numerosi incontri tra amministratori e cittadini di localizzare in queste aree un Piano di Zona, nonostante fossero note le difficoltà in termini di rete e capienza del collettore fognario, assenza di infrastrutture, di servizi e di accessibilità”. Passando dalla storia alla cronaca, Pittino racconta anche: “Dopo due presidi in due mesi presso l’Assessorato all’Urbanistica e dopo due riunioni con Uffici, operatori, cooperative e con il Consorzio, nell’incontro del 22 dicembre, l’Assessore Corsini ci aveva garantito che la Delibera per l’urbanizzazione del Piano di Zona sarebbe stata approvata alla prima riunione, quella del 10 gennaio”. Purtroppo però nel frattempo c’è stata la decisione da parte di Alemanno di sciogliere la Giunta e quindi ogni provvedimento si è bloccato, e tra gli altri la discussione sull’annosa delibera, che resta in qualche cassetto in attesa di essere approvata. L’ennesimo intoppo ha esasperato, come era prevedibile, l’attesa dei cittadini che confidavano in una risposta che significava anche ad una data sicura di inizio lavori, in base alla quale stabilire traslochi, trasferimenti e avere rassicurazioni sull’implementazione dei servizi, da quelli essenziali, come le strade a quelli di contorno, come parchi e scuole. Dal Comitato è allora partita la nuova protesta e sono arrivate parole dure per commentare la mancata approvazione: “Con l’azzeramento della Giunta i tempi si allungheranno enormemente, è evidente che la Giunta non è stata in grado e non ha avuto la volontà di approvare la Delibera”. Il Comitato ha anche sconfessato le parole di Augusto Santori (Pdl), Consigliere del Municipio XV, nel cui territorio di competenza rientra Monte Stallonara, criticando l’inesattezza di simili dichiarazioni. Santori infatti a fine novembre 2010 aveva annunciato l’approvazione della Delibera come un fatto acquisito e aveva previsto l’inizio dei lavori “prima della primavera del nuovo anno”. Ma il Consigliere si difende: “Personalmente mi ero limitato a riferire quanto mi era stato detto da uffici competenti e addetti ai lavori, senza parlare di tempi certi per l’approvazione della Delibera, poiché non si può quantificare il tempo necessario in questi casi”. Il Consigliere poi giudica negativamente la manifestazione annunciata dal Comitato, che ritiene strumentale, poiché “il Comitato non è intervenuto quando la precedente giunta di centro-sinistra aveva sbagliato le stime e i calcoli sui cittadini che sarebbero andati a risiedere in quella zona e non aveva predisposto interventi calibrati sui servizi”. In ogni caso Santori garantisce: “Tra marzo e aprile i lavori di urbanizzazione avranno inizio”. Una previsione che trova in netto disaccordo Dario Nanni (Pd), Vice Presidente della Commissione Lavori Pubblici, che reputa la stima inattendibile dato che “ci sono dei tempi obbligati a partire dall’eventuale approvazione della Delibera che riguardano la trasparenza negli stanziamenti, l’assegnazione dei lavori e molto altro”. Nanni poi commenta: “L’attuale Amministrazione ha aumentato le cubature degli edifici da costruire giustificando la scelta con l’aumento degli espropri ma non ha a disposizione i fondi necessari per coprire i costi della realizzazione di infrastrutture e offerta dei servizi, infatti la capacità economica consente di ultimare solo le opere primarie come i palazzi residenziali, ma non il resto, parchi, scuole, strade e tutte le infrastrutture di contorno”. Facendo ammenda alla parte politica a cui appartiene il Consigliere prosegue: ” Di sicuro la precedente amministrazione ha commesso degli errori di valutazione ma in tre anni la Giunta Alemanno non ha corretto il tiro e non ha fatto nulla, limitandosi a stralciare provvedimenti presi già da tempo”. In ogni caso sulla tempistica per l’approvazione del documento che consentirebbe lo stanziamento e la fine dei lavori Nanni conclude: “Verosimilmente e tenendo conto della necessità di costituire i nuovi Assessorati e stabilire le deleghe ci vorrà almeno un altro mese prima che si discuta della Delibera su Monte Stallonara”. Un’attesa ulteriore che di certo preoccupa la popolazione, priva di servizi essenziali e impossibilitata nel pianificare scelte importanti come l’acquisto di una casa o il trasloco ma allarma anche chi già risiede nell’area e in alcuni casi non ha accesso all’acqua corrente dovendosi accontentare dell’acqua di cantiere, si sposta su strade sterrate e vede le cooperative che si occupano dell’edificazione fermarsi in attesa dello stanziamento dei fondi, con la minaccia di non avere servizi importanti come asili e scuole. Il problema dunque è anche quello di rivedere le cifre dello stanziamento, che attualmente è di 10 milioni un’eventualità che sembra remota visto il periodo di magra e le difficoltà di bilancio del Comune ma che è a tutti gli effetti una necessità per la popolazione.

Stefano Cangiano