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Monti dell’Ortaccio: 18 mesi non coprirebbero nemmeno i costi

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Presentati dai presidenti Paris e Bellini (Municipio XV e XVI) i dati che confutano le parole del commissario Sottile e aprirebbero ad altre opportunità di soluzione.

“La discarica provvisoria non sarà provvisoria, o comunque non verrà rispettato il termine dei 18 mesi”, è questa la considerazione che viene fatta dal presidente del Municipio XV, Gianni Paris, e dal Presidente del Municipio XVI, Fabio Bellini, in una conferenza stampa al presidio permanente di Massimina. Oramai sembrano essere rimasti in tre a volere una discarica a Monti dell’Ortaccio: il commissario Sottile, il patron Colari Cerroni e il Ministro Corrado Clini: “Il commissario Sottile è stato incaricato di trovare altre soluzioni alla discarica di Malagrotta – spiega il Presidente Paris – impiantando la discarica provvisoria a soli 700 metri dalla discarica più grande d’Europa ha sicuramente fallito il suo mandato”. Su Monti dell’Ortaccio il Municipio XV è stato in grado, nei mesi scorsi, di presentare molta documentazione a sostegno dell’impossibilità dell’installazione della discarica, grazie ai sopraluoghi richiesti per ottenere la presentazione delle autorizzazioni ai lavori effettuati dalla società di Cerroni sull’area. Nonostante le numerose dichiarazioni del patron Colari, non è mai stata presentata alcuna autorizzazione: “Sottile in quanto prefetto è un organo di polizia, non può autorizzare dei l’impianto di una nuova discarica in un’area che dovrebbe essere sottoposta a sequestro in seguito a dei lavori di sbancamento illegali – continua Paris – Noi, come amministratori municipali, non abbiamo l’obbligo di indicare il sito della nuova discarica, ma ci sentiamo in dovere di contrastare l’opera sull’area di Monti dell’Ortaccio, soprattutto a seguito delle affermazioni terroristiche del Ministro, secondo il quale i rifiuti finiranno in via nazionale se non si procederà con la discarica provvisoria”. Analizzando i dati proposti dai Municipi e dai Comitati si ottiene una percezione molto diversa della soluzione proposta dal Commissario Sottile. Se consideriamo infatti i dati sulla stima dei rifiuti trattati, e quindi conferibili in discarica, che verranno prodotti nei 18 mesi di discarica provvisoria, otteniamo una quantità complessiva che si aggira attorno alle 572.400 tonnellate. I rifiuti tratta da smaltire in discarica derivano dal Trattamento Meccanico Biologico (TMB) e dalla raccolta differenziata, parliamo rispettivamente di 336.600 ton/anno e di 45 ton/anno, per un totale complessivo di 381.600 ton /anno. Declinando questo dato si i 18 mesi previsti dal Prefetto Sottile otteniamo proprio la cifra di 572.400 tonnellate. Tenendo però presente i dati presentati in conferenza dei servizi dalla Colari, il progetto per la realizzazione della discarica a Monti dell’Ortaccio presenta una capienza di circa 4.320.00 tonnellate, con la possibilità di abbancare all’incirca 700.000 tonnellate l’anno. Una stima ben al di sopra delle necessità del periodo transitorio. Quello che è stato proposto dai comitati e dai presidenti dei due municipi interessati riguarda la possibilità di conferire questa porzione di rifiuti trattati nelle altre discariche presenti nella Provincia di Roma per il periodo utile ad allestire la discarica definitiva. “Nei compiti del Prefetto Sottile come commissario straordinario – spiega il Presidente Bellini – è ben indicata la possibilità di ordinare il conferimento dei rifiuti in strutture già esistenti, attraverso l’ampliamento della loro cubatura, per supplire all’emergenza rifiuti. Questa evenienza non è stata nemmeno vagliata”. Secondo i dati raccolti la cubatura disponibile nelle altre discariche ammonterebbe a circa 2.430.000 mc., ben oltre le necessità del periodo transitorio. Di particolare interesse è la richiesta fatta dalla Bracciano Ambiente (Società amministratrice della discarica di Bracciano), indirizzata alla regione Lazio del Novembre 2011, in cui viene richiesto l’ampliamento della discarica per una cubatura ulteriore di circa 1.200.00 mc. Con questa sola discarica, secondo gli amministratori municipali, si potrebbe supplire al periodo transitorio senza la necessità di aprire una nuova discarica. “La scelta del prefetto di non utilizzare questo strumento risulta essere totalmente ingiustificata – continua Bellini – Sottile è poco chiaro con le commissioni e con i cittadini, continua ad affermare che la discarica sarà in funzione per soli 18 mesi quando, all’interno del progetto della Colari presentato in conferenza dei servizi, è ben specificato che i soli lavori dell’invaso verranno risarciti economicamente dopo 24 mesi di attività della discarica, mentre per ammortare completamente l’opera saranno necessari perlomeno tre anni. Sicuramente – conclude il minisindaco – l’attività della discarica provvisoria sarà prorogata, è un vero e proprio imbroglio ai danni dei cittadini. È falso anche che non ci siano ulteriori alternative per risolvere questa emergenza”. Il rischi di proroga della discarica provvisoria non risiederebbe quindi nella sola difficoltà nell’identificazione del sito definitivo. Il solo ammortamento dei lavori, un minimo di tre anni per rientrare dei costi di sistemazione dell’area, farebbe pensare ad un periodo ben più lungo dei 18 mesi previsti. Non è difficile immaginare lo scenario previsto da Cerroni che potrebbe portare, a causa delle difficoltà nell’individuazione del sito definitivo, a continue proroghe dell’attività della discarica di Monti dell’Ortaccio. Una situazione non dissimile da quella vissuta fino ad oggi con la discarica di Malagrotta, per la quale l’Avvocato Cerroni, si è definito a più riprese un ‘benefattore’ della città di Roma. Alla conferenza stampa sono poi intervenuti anche il Consigliere Comunale di Roma Capitale, Federico Rocca (Pdl), e il Deputato Pd, Roberto Morassut, i quali hanno auspica un’azione bipartisan per contrastare la ‘sconsiderata decisione’ di una nuova discarica nella Valle di Galeria. “Questi dati fanno certamente cadere l’omertà davanti l’approccio di Sottile alla faccenda – spiega Federico rocca – Non riesco a spiegarmi come un commissario possa trovarsi ad irridere le norme, non prendendo nemmeno atto dei problemi igienico-sanitari che questo quadrante della città vive. Lascia basiti anche l’approccio che ha avuto nei confronti della Colari, quando afferma di non aver fatto sopraluoghi nell’area per si fida del privato. Si fiderebbe del privato ma non delle istituzioni che hanno motivato il loro parere negativo all’opera in conferenza dei servizi?”. Rocca ha poi spiegato l’importanza di agire in fretta, soprattutto nella presentazione dei dati raccolti alla Comunità Europea: “in modo che possano includerli nel resoconto sulla missione effettuata nell’area. Per quanto riguarda i problemi igienico-sanitari – continua Rocca – la commissione Politiche Sanitarie del Comune di Roma ha inviato martedì 13 novembre, una richiesta di audizione al Ministro Balduzzi. Se non dovessimo essere convocati abbiamo intenzione di fare una conferenza stampa davanti al ministero per richiedere lo stop dell’opera. Infine – conclude il Consigliere -abbiamo intenzione di far lavorare in maniera comune gli uffici tecnici delle varie istituzioni ad una alternativa, in modo che si continui ad operare in maniera bipartisan contro questa soluzione che ha del ridicolo”. Anche l’Onorevole Morassut è convinto dell’utilità di azioni bipartisan: “Abbiamo presentato un’interpellanza parlamentare su questa questione, purtroppo il Ministro Clini era assente dall’aula durante il questions time. Ci sono altre possibilità che non sono state vagliate – conclude Morassut – come le proposte di discariche già in funzione con cubature disponibili o che si potrebbero facilmente ampliare. Bisogna impegnarsi per una mozione bipartisan del Parlamento italiano per far capire al Governo la necessità di intervento in questa situazione”. Anche se sembra ormai evidente che il tempo di 18 mesi è quantomeno indicativo, il commissario Sottile è sempre più convinto della soluzione Monti dell’Ortaccio. I cittadini del presidio permanente prometto battaglia, e non hanno intenzione di sostenere sulle loro spalle gli interessi privati legati al mondo dei rifiuti romani.

 

 

Leonardo Mancini