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Siamo sicuri che privato significa efficienza?

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Acqualatina. Un problema di condotta e di condutture. Tutto ha inizio con la legge Galli del 1994 che demanda all’autorità dell’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) la gestione del Servizio Idrico Integrato (S.I.I.).

La provincia di Latina è la seconda ad implementare la normativa, costituendo in pochi giorni una società per azioni a capitale misto, la Acqualatina S.p.A. La legge prevedeva che il capitale privato non dovesse risultare superiore al 49%, garantendo di conseguenza al pubblico di rimanere socio maggioritario. Acqualatina ha selezionato con una gara europea un partner privato, la Veolia, una multinazionale leader nel settore idrico. Questo tipo di relazione commerciale viene definita, con un  linguaggio tecnico “Partenariato Pubblico Privato” (PPP).
Tra le regole del PPP ve n’è una fondamentale: una volta stabilito il partner, è fatto divieto di procedere ad una rinegoziazione contrattuale, poiché questo vanificherebbe l’assegnazione del servizio attraverso il bando di gara. Ma nel 2002 una conferenza dei Sindaci dell’ATO-4 Latina, beffandosi di tale norma, ha posto delle modifiche, sganciando l’evoluzione tariffaria dai livelli di servizio. In tal modo la società Acqualatina, il cui presidente è il senatore Pdl Claudio Fazzone,  viene sgravata di eventuali perdite economiche, che saranno state conseguentemente pagate dai Comuni. E quindi dai cittadini. Non male se si considera che sinora i bilanci si sono conclusi quasi sempre in passivo, con ammanchi dell’ordine di qualche milione di euro.
Un’altra modifica fortemente significativa, introdotta dai Sindaci, è stata quella che ha determinato il passaggio da una forma di cooperazione in cui al pubblico restava una quota maggioritaria, ad una situazione in cui non vi fossero più vincoli azionari.
Inoltre venne modificato anche il Piano d’Ambito, ovvero l’accordo alla base dell’offerta che regolava le entrate di Acqualatina ed il suo partner agli investimenti realmente effettuati. Allargando la forbice temporale per gli investimenti di due anni, inevitabilmente si trasforma in variabile indipendente il capitolo entrate, così da renderlo autonomo rispetto agli standard di servizi offerti e precedentemente fissati. In sostanza un ottimo guadagno per Acqualatina. A discapito, ancora una volta delle utenze.
Nel piano originario gli investimenti previsti per l’ATO 4, da erogare entro il 2008, ammontavano a 146 milioni di euro. Questa cifra è stata prima abbassata dalla conferenza dei sindaci, per poi procrastinarla di altri due anni. Al 2008 gli investimenti effettuati sono stati quindi di soli 74,5 milioni. Quasi la metà di quelli previsti. Il cittadino, in compenso, continua ad avere un servizio non soddisfacente, se si considera che per ogni utenza c’è una dispersione d’acqua pari a 300 litri.
L’incontro di un servizio scadente con l’aumento esponenziale della bolletta, ha fatto scattare la molla della protesta.

La gestione di Acqualatina ad Aprilia. Chiusura dei rubinetti ai cittadini ritenuti“morosi”(STRILLO)

Aprilia è stata tra le più colpite dal rincaro delle bollette. Qui si è costituito un movimento spontaneo di cittadini: ben 6500 famiglie apriliane hanno deciso di non pagare le bollette alla società di Fazzone, ma di versare direttamente al Comune un acconto sull’importo delle stesse. Un atto simbolico che ha determinato ripercussioni gravi. Vigilantes armati hanno infatti accompagnato i tecnici della società idrica nell’azione di riduzione del flusso idrico. Le bollette che avrebbero dovuto pagare, inviate col tramite della società Equitalia, sono state impugnate dai cittadini. E ben 5 giudici, 4 di pace ed uno del Tribunale di Latina, hanno riconosciuto la non liceità di tali cartelle esattoriali.
Il braccio di ferro è destinato a protrarsi e il pool di cittadini si sta espandendo, goccia dopo goccia. nonostante i contatori illegalmente sigillati.

Fabio Grilli