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World Press Photo 2018: le foto vincitrici al palazzo delle Esposizioni

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World Press Photo è tra i più importanti riconoscimenti nel contesto fotogiornalistico. In prima assoluta italiana, la mostra 2018, sarà a Roma, alla nuova sede del Palaexpo fino al 27 maggio. Ogni anno da 61anni, una giuria formata da esperti internazionali del settore si esprime riguardo le migliaia richieste di partecipazione inviate alla Fondazione World Photo di Amsterdam, provenienti da tutto il mondo. Quest’anno le modalità per l’assegnazione dei premi sono cambiate. La fondazione ha infatti annunciato lo scorso 14 febbraio, i 42 fotografi provenienti da 22 paesi nominati per la premiazione.  Suddivisi in 8 categorie, una in più rispetto agli scorsi anni, il 12 aprile ne ha annunciati i vincitori. Tra di loro ci sono anche 5 italiani: Luca Locatelli, secondo nella categoria Environment-storie; Giulio di Sturco secondo nella categoria Contemporary Iusies- singole; Francesco Pistilli nella sezione General News-storie; Alessio Mamo secondo nella categoria People-singole e Fausto Padovini secondo nella categoria Long Term Progects. La foto dell’anno scelta è invece del venezuelano Ronaldo Schemidt dell’Agence France Presse, nella categoria Spot News. Lo scatto premiato ritrae Josè Victor Salazar Balza, un ragazzo di 28 anni, prendere fuoco durante uno dei violentissimi scontri con la polizia nel corso di una manifestazione di protesta contro il presidente Maduro a Caracas, in Venezuela, lo scorso maggio 2017. Maduro aveva annunciato un piano di riforma del sistema democratico del Venezuela, un atto volto a consolidare i poteri legislativi del presidente in carica. Il popolo spinto dai leader dell’opposizione ha organizzato proteste di massa per la richiesta della elezioni presidenziali anticipate,  scagliando pietre ed appiccando incendi. Il ragazzo sembrerebbe aver preso fuoco con lo scoppio del serbatoio di una motocicletta esplosa. La giuria che quest’anno è stata presieduta da Magdalena Herrera, ha spiegato come quest’immagine che può sembrarci classica, scaturisca un’energia immediata e dinamica, grazie ai colori, al movimento ed alla composizione. Vincitrice dei progetti a lungo termine è Carla Kogelman con il lavoro sulle sorelle Hanna ed Alena che vede la loro crescita negli anni nel villaggio di Merckenbrechts, tra Austria e Repubblica Ceca. Primo nella categoria contemporary issue foto singola è stato Jesco Denzel con un’immagine scattata a Makoko, antico villaggio di pescatori in Nigeria, dove la popolazione rischia di essere sfrattata a causa di piani di riqualificazione del governo. Magnus Wennman è arrivato primo nella categoria persone, foto singola, con un’immagine dove sono ritratte due giovani profughe Rom provenienti dal Kosovo e rifugiate ad Hondral in Svezia, affette dalla rarissima “sindrome di rassegnazione”. Le fotografie vincitrici del World Press Photo e che fanno quindi parte della mostra itinerante, fanno tutte parte di un contesto che abbiamo più o meno vicino e che vogliamo più o meno vedere. Proprio grazie a questo percorso crudo ed intenso, non possiamo fare a meno che confrontarci con la realtà, anche se sotto forma d’arte,osservando alcuni degli scatti che hanno immortalato in maniera storica l’ultimo anno nel mondo.

Alice Conti