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Nucleare ? La Regione Autonoma della Sardegna dice No.

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La Regione Sardegna si dichiara contraria al ritorno del Nucleare in Italia. Il plebiscito regionale, sebbene senza valenza nazionale, porta un’importante messaggio ai fautori del NO in vista del prossimo referendum del 12 Giugno 2011.

Prove generali per il referendum abrogativo del prossimo 12 Giugno 2011. Con oltre il 95% di voti a favore del SI, la Regione autonoma della Sardegna si dichiara contraria al ritorno del Nucleare in Italia e, in particolare, alla creazione di centrali sul territorio sardo come anche di siti di smaltimento delle scorie.

E’ chiaro che l’esito del plebiscito regionale non ha valenza nazionale, ma attesta comunque un forte muro locale contro il nucleare, energia di cui la popolazione della Regione Sardegna non sente affatto la mancanza. “Le prime parole che mi sento di dire.. sono felice e orgoglioso e fiero di questo risultato. Di questa grande prova dei Sardi. Vi prego di credermi, e lo dico anche con un filo di commozione.. la Sardegna è stata capace di dare prova di unità su un tema dal quale dipende il nostro futuro, il futuro di questa terra e dei nostri figli” – è il commento a caldo della Regione Autonoma della Sardegna, il cui messaggio va oltre il colore di partiti e bandiere – “Siamo stati capaci tutti insieme di segnare in modo così forte e netto quella che è la nostra posizione“.

Un risultato che dimostra come le consultazioni referendarie funzionano quando la popolazione è chiamata a dire la sua sul proprio futuro. Un risultato che dimostra anche come non sia lo strumento ad essere spesso insoddisfacente, quanto l’abuso del suo utilizzo. “E voglio sottolineare un altro aspetto, e soprattutto adesso dove si cerca di dare un’interpretazione in chiave politica su chi ha vinto e chi ha perso.. io credo che abbia vinto la Sardegna. Se oggi giochiamo delle sfide importanti e queste sfide si giocano contro qualcosa, e che vogliamo a tutti i costi vedere il nemico, il nemico è il sottosviluppo è l’arretratezza sul piano economico, è il mancato progresso sul piano del sistema produttivo anche sulle infrastrutture. Tutto il sistema questa volta ha dato prova di essere capace di far sentire un’unica voce“.

Sebbene sia stata riconosciuta la mancanza di un’informazione adeguata sui pro e i contro del nucleare, è evidente come un microgruppo referendario – che coinvolge una intera regione – ha valenza statistica e lancia un messaggio forte e chiaro in vista del 12 Giugno 2011. Un messaggio con cui i fautori del NO dovranno confrontarsi quanto prima. Vox Populi.