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Poesie – Czesław Miłosz

Iosif Brodskij affermò che le sue opere hanno saputo insegnare all’umanità per “cosa vivere”. Il 30 giugno 1911 nasceva il poeta polacco Czeslaw Milosz, premio Nobel per la Letteratura 1980.  La nostalgia è il filo d’Arianna che guida qualsiasi lettore dei suoi versi, uno degli elementi più caratterizzanti e potenti della poesia di Milosz, poeta in esilio, allontanato a forza da un intero continente. Parole che tornano urgenti, attuali, non sembrano mai cedere il passo, e che sono state un tempo strumento di lotta e riflessione, facendosi portatrici di speranza in uno dei periodi più cupi della storia. Gesto, atto politico, espressione, compito nel nostro tempo è portare avanti una qualche forma di resistenza. Negli anni Ottanta gli operai trascrivevano i suoi versi ai piedi dei monumenti celebrativi in memoria dei lavoratori uccisi dalla polizia di partito, durante gli scioperi. Nelle sue opere Milosz ha saputo raccogliere sentimento e ragione, emozione e intelletto, facendo della poesia un invincibile bastione di civiltà, di speranza. Morì a novantatré anni, il 14 agosto 2004, a Cracovia. Nessuno come lui ha saputo restituire al mondo ciò che è stato separato con la caduta nella storia, un tempo che sembra voler eliminare sistematicamente chi ricorda qualcosa, i contestatori, anche l’ultimo dei pensatori.

Poesie

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Czesław Miłosz

A cura di Pietro Marchesani

Biblioteca Adelphi 1983 (11ª ediz.)

pagine 202

euro 22

Ilaria Campodonico

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