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EUR: eseguito lo sfratto alla Piscina delle Rose

Dopo mesi di carte e appelli il 15 settembre è arrivato lo sfratto per l’ente gestore dell’impianto sportivo del Laghetto dell’EUR

EUR – Venerdì 15 settembre è stato eseguita la convalida di sfratto della società che aveva in gestione la Piscina delle Rose, l’impianto sportivo sulle sponde del laghetto dell’EUR. “L’ufficiale giudiziario incaricato ha dato corso all’accesso all’impianto della “Piscina delle Rose” che, dopo anni di occupazione illegittima e un ingente debito accumulato, torna nella disponibilità della proprietà Eur S.p.A che potrà riqualificare e rilanciare l’impianto”, spiegano dalla società compartecipata al 90% dal Ministero dell’economia e delle finanze e al 10% da Roma Capitale.

IL PRECEDENTE

Già il 21 marzo scorso Eur Spa sarebbe dovuta tornare in possesso dell’impianto sportivo di viale America. La procedura di sfratto, attivata dopo una sentenza del Tribunale di Roma e a fronte di un nuovo bando per l’assegnazione dell’impianto che sarebbe scaduto il 12 aprile, non è stata però eseguita. Il bene in oggetto infatti non sarebbe stato identificabile (dal punto di vista catastale) senza incertezze, così la vicenda è tornata nelle mani del giudice.

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IL BANDO

La vicenda ha fatto quindi slittare (a data da destinarsi) i termini per la chiusura del bando per l’assegnazione che era stato disposto da Eur Spa. Ora però la società fa sapere che a breve verrà riaperto il bando con l’assegnazione di nuovi termini per la presentazione delle offerte.

I TENTATIVI DEL CAMPIDOGLIO

Una composizione della vicenda era stata cercata nelle scorse settimane anche dal Campidoglio e da alcune interpellanze parlamentari del centro destra. È stata la consigliera PD e Presidente del Consiglio Comunale, Svetlana Celli, il 14 settembre a fare appello ad EUR Spa per una soluzione della vicenda che preservasse l’attuale gestore ed evitasse il blocco delle attività: “Rivolgo un appello ad Eur Spa, proprietario dell’impianto, e all’ente gestore, di arrivare in tempi brevi ad un accordo e ad una soluzione positiva in merito alla situazione debitoria che si è creata e che il gestore intende sanare. Mi sembra evidente che, anche in vista dell’insediamento del nuovo Presidente dell’Ente, prevedere un rinvio di qualche giorno dell’esecuzione della procedura di sfratto potrebbe consentire una risposta risolutiva finalizzata a non compromettere l’offerta di servizi sportivi in un’area così centrale ed una occupazione che finora ha prodotto ottimi risultati. A tal proposito, un ruolo determinante potrebbe svolgerlo anche il Ministero dell’Economia e Finanze che è socio di maggioranza di Eur Spa. L’alternativa è che a pagarne le conseguenze peggiori siano le famiglie ed i cittadini”. Un appello che, come abbiamo visto, è caduto nel vuoto.

Alcuni giorni prima era stato il presidente della Commissione Sport, il Verde, Nando Bonessio a parlare di una nota “inviatami per conoscenza dal presidente del Circolo Canottieri Eur 1984 Claudio Schermi, ho appreso che il prossimo 15 settembre l’Eur S.p.A, proprietario dell’impianto della Piscine delle Rose nel Municipio IX, ha chiesto all’autorità giudiziaria l’esecuzione della procedura di sfratto per morosità nei confronti dell’ente gestore. Pur manifestando condivisione per il ripristino della legalità e il recupero delle somme eventualmente dovute e non versate -si legge nella nota di Bonessio- esprimo preoccupazione per il destino di una struttura storica dell’impiantistica sportiva romana che, a seguito del contenzioso giuridico-amministrativo avviato dall’attuale concessionario, potrebbe chiudere per un periodo indefinito e indefinibile – e ancora – Se c’è realmente la disponibilità a sanare tutti i debiti pregressi e se non ci sono altri motivi ostativi – afferma Bonessio – chiedo all’azionista di maggioranza di Eur S.p.A ossia il Ministero dell’Economia e Finanze nella persona del Ministro Giancarlo Giorgetti di intervenire per risolvere quanto prima la vicenda e per scongiurare la chiusura dell’impianto che garantisce la pratica sportiva con un conseguente generale miglioramento della qualità della vita dei cittadini”. Ma anche in questo caso nulla da fare.

Redazione