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In Municipio IX si inizia a discutere del termovalorizzatore

Ancora non è confermata l’ipotesi di Santa Palomba, ma intanto le forze politiche prendono posizione

Tratto da Urlo n.201 maggio 2022

MUNICIPIO IX – Con l’annuncio da parte del Sindaco Gualtieri della volontà di realizzare (entro il Giubileo del 2025) un termovalorizzatore da 600mila tonnellate di rifiuti l’anno, si è aperta anche la corsa alla localizzazione di questo impianto. Tra le ipotesi che hanno immediatamente iniziato a circolare c’è stata quella di un terreno di proprietà dell’AMA (dove sarebbe dovuto sorgere un altro tipo di struttura) nell’area di Santa Palomba in Municipio IX, al confine con i Comuni di Ardea, Pomezia e Albano. Un impianto in quella zona, quantomeno dal punto di vista della densità e della vicinanza all’abitato, impatterebbe maggiormente sui comuni limitrofi alla Capitale, dai quali sono già state espresse posizioni contrarie. Naturalmente anche sul Municipio IX non sono mancate le prese di posizione, con i cittadini delle aree più periferiche che si sono detti quantomeno preoccupati per questa possibilità. Si tratta di zone lungo la via Ardeatina dove, nel 2013 prima e nel 2018 poi, si era combattuta la battaglia contro l’indicazione della Discarica di Falcognana come impianto di servizio per i rifiuti della Capitale. Su questo punto negli anni il parlamentino di via Silone ha approvato diversi documenti per sottolineare come il territorio con la percentuale di differenziata più alta sia anche quello con moltissimi impianti di smaltimento e discariche, e come quindi il Municipio IX su questo fronte abbia già contribuito abbastanza.

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LE VOCI CONTRARIE

L’opposizione municipale si schiera contro quella che al momento, lo ricordiamo, è solo un’ipotesi non confermata. “Per noi è stato un fulmine a ciel sereno – afferma il consigliere di Fdi, Massimiliano De Juliis – Gualtieri in campagna elettorale non aveva mai parlato di termovalorizzatori. È una presa in giro per i cittadini romani. Inoltre – seguita – se si sceglierà l’area di Santa Palomba bisogna ricordare che nella consiliatura 2008-13 presentammo un documento per dire di no ad una iniziativa simile, dato che si era già parlato di un termovalorizzatore in quel luogo”. Anche nella maggioranza municipale non mancano le voci contrarie all’eventualità di un termovalorizzatore, come quella di Danilo Borrelli, di Sinistra Civica Ecologista, che in assemblea con Europa Verde ha sottolineato come sia importante coniugare condivisione e visione, avviando un processo di ascolto e partecipazione verso una vera transizione ecologica. E Giulio Corrente, consigliere di Europa Verde, per il quale il termovalorizzatore “è una scelta anacronistica che non risolve il problema dei rifiuti a Roma nell’immediato”. Questo perché “l’ammortamento di un inceneritore non è mai inferiore ai 20 anni e deve lavorare a regime, per evitare perdite economiche – aggiunge – con conseguente importazione di rifiuti e scarsa incentivazione alla differenziata”. Dal M5S locale si punta invece il dito contro la Presidente Di Salvo: “Non solo non è stata informata – afferma Carla Canale della Lista Civica Raggi – ma non ha nemmeno preso posizione per difendere il territorio che rappresenta. Si fida della Giunta Gualtieri ed è sicurissima che il Municipio IX sarà coinvolto in tutte le decisioni che contano. Come direbbe un politico che un tempo era della sua compagine, ‘sta serena’, i suoi cittadini un po’ meno”.

UNO STEP ALLA VOLTA

A fronte delle preoccupazioni emerse tra i cittadini abbiamo chiesto alla Presidente Di Salvo che posizione intende assumere e quale sia lo stato dell’arte su questa ipotesi: “Penso che questo ragionamento vada portato alla discussione con la città ed è quello che il Sindaco ha annunciato. I cittadini fino ad ora hanno risposto positivamente, anche se effettivamente c’è una differenza di reazioni a seconda della distanza dai luoghi in cui si immagina possa essere collocato l’impianto”. Su questo la minisindaca è chiara: “Non è mai stata indicata l’area di Santa Palomba. Penso che si debba partire dal ragionamento sulla tecnologia e sulle soluzioni per chiudere il ciclo dei rifiuti: se si arriva alla conclusione che questa è la strada giusta, allora lo sarà ovunque si decida di costruire l’impianto. Non sono mai stata una fan del ninby – non nel mio giardino, ndr – Mi fido della qualità e delle competenze della nostra amministrazione e attendo di verificare quali siano i ragionamenti e gli studi che sono stati fatti. La collocazione dell’impianto è un tema successivo”. Posizione dalla quale scaturisce anche quella tenuta dal capogruppo Pd, Manuel Gagliardi: “Servono studi di fattibilità e compatibilità ambientale. Noi riteniamo che il municipio abbia già dato tanto sul ciclo dei rifiuti, inoltre quando ci sarà un piano preciso ci pronunceremo”.

IL NODO DISCARICA

Infine non c’è da dimenticare che l’eventuale termovalorizzatore non esclude totalmente la necessità di indicare una discarica di servizio (circa 60mila tonnellate l’anno) per conferire quantomeno le ceneri stabilizzate provenienti dall’impianto. Qualora fosse Santa Palomba l’area scelta si potrebbe riaprire il “toto discariche” che, probabilmente, coinvolgerebbe proprio l’area periferica del Municipio IX nella logica di evitare il trasbordo dei rifiuti da una parte all’altra della Capitale. Inoltre potrebbe riaprirsi anche un’altra vertenza mai completamente risolta: quella del transito dei mezzi pesanti su via Ardeatina.

Leonardo Mancini

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